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Commissario o Cicala: ennesimo flop Lega!

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di Nina Madonna - Un commissario ‘ad acta’ per traghettare la di A verso un nuovo presidente dopo le dimissioni di Gaetano Miccichè. Ma soltanto se, all’assemblea del 2 dicembre, i non riuscissero a eleggere direttamente il nuovo numero uno di Via Rosellini.

Il nome di Mario Cicala, scelto l’1 ottobre scorso come presidente dell’Organismo di Vigilanza della , è la mossa all’unanimità del Consiglio federale. L’ad della , Luigi De Siervo, si è detto soddisfatto che sia stata riconosciuta “la piena legittimità dell’operato della stessa”.

Quanto all’eventuale commissario ad acta “non inficeree l’operatività di altri organi”: dunque i possono eleggere il loro presidente il 2 dicembre. E intanto alcune società pensano a un ‘Micciché 2′.

Il n.1 della , Gabriele Gravina, non ha nascosto l’amarezza per le dimissioni di Micciché: “Aiamo provato a farlo desistere fino all’ultimo. Lui ha fatto le sue scelte e penso avesse valide ragioni, spero possa tornare sui suoi passi per dare stabilità alla di A che con lui cominciava a consolidarsi”.

Gaetano Miccichè si è dimesso per le indiscrezioni apparse sui relative alla chiusura dell’istruttoria sulla sua nomina avvenuta 20 mesi fa. L’ numero uno della ha infatti indicato i motivi delle dimissioni nell’indagine aperta lo scorso ottobre dalla Procura della feder sulla rearità del voto dell’assemblea di del marzo 2018, guidata dall’allora commissario , nella quale fu eletto presidente.

Gravina spiega: “Avevo consigliato l’apertura delle famose schede per completare l’iter di quell’assemblea, affinché se fossero emersi anche solo 14 utili lui poteva restare a fare il presidente”.

Durante la riunione è stato illustrato il dispositivo redatto dal procuratore federale Giuseppe Pecoraro al termine dell’indagine sull’elezione di Miccichè e, a quanto si è saputo, è emerso che gli unici rilievi sono ascrivibili all’assemblea elettiva del 19 marzo 2018. Nel dettaglio con l’elezione con voto palese di Miccichè alla presenza dell’allora commissario Giovanni , restano le frecciate di Gravina su come fu gestita la giornata: “Qui c’è una chiara leggerezza nell’aver risolto un problema di natura statutaria attraverso un voto palese non previsto dallo statuto”.

Per questo l’eventuale commissario ad acta Cicala, non solo potree dare rappresentanza le alla fino al 10 marzo 2020, data indicata dalla per l’assemblea elettiva, ma potree anche cogliere l’occasione di mettere mano allo statuto: “I principi informatori sono un oligo – spiega Gravina – modificare lo statuto è invece un atto politico molto più forte, e che io auspico. Uno dei motivi delle dimissioni di Miccichè era uno statuto che non si ispirava a una corretta ed efficace gestione aziendale. Lo statuto di è fatto veramente male”.

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