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Collina zittisce Agnelli: “Ceferin mi stima!” In Uefa non si cambia…

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di Chiara Benigni - “Mi fa piacere, ma so quello che il presidente Uefa pensa di me, da tempo”.
Pierluigi Collina, designatore Uefa e presidente della Commisione della fa, ha incassato e mostrato con orgoglio la conferma di Aleksander Ceferin, presidente Uefa, in risposta alla richiesta di cambiamento di Andrea , nelle polemiche seguite a Madrid- di Champions League.
Collina ha parlato al centro Federale di Coverciano, dove gli selezionati per i Mondiali 2018, stanno avanzando la preparazione sulla Var!

I MIGLIORI. 2018 miglior di sempre per gli ? “Mi auguro che non lo sia per la Var, io mi auguro che lo sia perché gli hanno lavorato, perché gli si sono preparati. So come da un punto di vista di comunicazione – ha proseguito – parlare di questa che è la grande novità sia molto attraente: io credo che sia invece molto importante anche sottolineare il lavoro che viene svolto dagli per evitare che si dea ricorrere all’utilizzo della Var”. Collina ha anche ricordato che con gli “stiamo facendo un lavoro molto accurato, molto intenso, molto approfondito. Aiamo l’ausilio di allenatori che istruiscono i giocatori a replicare le situazioni che sono importanti per un arbitro da decidere”. Lo scopo è infatti quello di “abituare l’arbitro – ha aggiunto l’ex schietto – a decidere in su queste decisioni che sono poi quelle che dovrà prendere sul terreno di gioco, per cui è un insieme di situazioni sulle quali stiamo cercando di prestare attenzione”.

INTERPRETAZIONE . “Nel l’interpretazione dell’arbitro ha una rilevanza molto importante: ci sono e ci continueranno ad essere degli episodi in una partita dove rimarranno diverse le opinioni, e l’arbitro dovrà prendere la sua decisione che rimarrà la decisione nale”. Collina ha anche ricordato che “ci sono molti altri dove la tecnologia, come l’Instant replay o l’Occhio di falco, è stata implementata ormai da vari anni, ma in tutti questi è solamente per decisioni fattuali, non per interpretazioni. Fare la stessa cosa nel signicava probabilmente limitare troppo la portata dell’intervento: perché dire che interveniamo solamente su un fuorigioco di posizione, o per stabilire se un fallo è stato commesso all’interno o all’esterno dell’area di rigore, ma non per un fallo di mano non visto dall’arbitro perche’ in quel momento coperto da un altro giocatore, questo forse signicava limitare troppo la portata, e saree stato un peccato non poter utilizzare il Var anche per queste situazioni”.