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I club usano il tifo, chi spegne gli Ultrà?

Ultras-2-2

di Paolo Paoletti - Oggi saranno 800 gli agenti impegnati all’, per controllare che non accada nulla prima, durante e dopo -. Pallotta e gli ultrà sono ai ferri corti, bene ha fatto il presidente americano a dichiarare ai beceri della !!!

In 24 ore tra venerdì e sabato, l’incredibile: 1. l’assalto ultrà nel ritiro del Cagliari con schiaffi e minacce ai giocatori, su cui sta indagando la Digos; 2. l’arsenale da guerriglia scoperto prima di Ternana-Perugia; 3. il campo di Varese distrutto dalle frange estreme del tifo che hanno segato i pali della porta e scavato buchi sul terreno di gioco per rinviare la gara con l’Avellino.

Tutto dopo le minacce ai giocatori e a De Laurentis al San Paolo subito dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia che per paura ha spinto il cinepresidente a mandare tutti in ritiro…
E alla sotto la Sud dopo la sconfitta 3-0 contro la Fiorentina e l’uscita dall’Europa League, esuberanze violente negli striscioni contro la mamma di Ciro Esposito, la chiusura della Sud e la presa di posizione del presidente.

I dominano, diciamo ! Impossibile che nessuno muova un dito?

Il fenomeno nasce dalla collusione tra club e tifo, e personaggi più che discutibili del tifo organizzato, capetti che hanno vissuto e vivono della professione tifoso stipendiata dalle società!

Per anni è stato così al dei tulipani, al Napoli di Maradona, all’Inter di Pellegrini e perfino della Samp di Mantovani che assunse come magazziniere il capo degli Ultrà.

Un modo balordo per tenere a comando i . Adesso: “Quello della negli stadi è un fenomeno che continua. Tanta strada è stata fatta ma c’è ancora da camminare” dice il vice capo della Polizia Marangoni. ” I gravi fatti di Cagliari saranno perseguiti con la massima severità. Nessuno può permettersi di trasformare lo sport in una cosa triste e violenta”. Parole…

In concreto?
Il Viminale, punta i riflettori su uno spaccato complesso: chi vuole mettere mano ai rapporti tra i club e le frange estreme del tifo? Fenomeno presente in , ma esplosivo nei campionati minori a partire da B e Lega Pro.
Rapporti di sudditanza tra giocatori e dirigenti e gli ultras.

In Osservatorio studiano misure e strategie condivise con club e forze dell’ordine ma nessuno vuole calcare la mano.
Ma distanza tra e ultrà è il nodo della vicenda: si possono viee gli striscioni, inasprire i controlli, addestrare gli steward, rendere inderogabili i biglietti nominativi, ma le Questure davanti ai club che se la fanno con i – foraggiandoli – nulla possono.

Quindi serve una legge dura e ferrea di sanzioni amministrative e penalizzazioni sportive per chi paga o intrattiene rapporti con il tifo. Punto. Non c’è altro da fare, sperando che poi le punizioni arrivino.

E così sia!