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Clamoroso, Zizou si è dimesso: già leggenda!

Zidane

di Carmen Castiglia - CLAMOROSO ZIDANE SI E’ DIMESSO: “Ho deciso che l’anno prossimo non sarò più l’allenatore del Madrid: è il momento giusto per cambiare”. Così Zidane ha annunciato le sue da allenatore dei Blancos.

Una finita dopo due anni e mezzo (anche se il legame tra Zizou e il Madrid ha radici molto più lontane): Zinedine Zidane lascia la panchina del dopo esserne diventato tecnico nel gennaio 2016. Da allora, e nonostante lo scetticismo iniziale per l’inesperienza del francese, è stato letteralmente . Nove i titoli vinti da Zidane alla guida dei Blancos: già leggenda.

Zidane si presenta in conferenza stampa accompagnato dal presidente Florentino Perez (“Sarà Zidane a comunicare una decisione inattesa, ma io sono al suo fianco”) che lascia subito la parola al francese:

“Ho deciso di non continuare sulla panchina del Madrid. Ho voluto parlare con lui per spiegare i miei motivi. E’ un momento duro e importante. Questa squadra deve continuare a vincere e per questo ha bisogno di un cambio in panchina. Parlo di altre metodologie di lavoro, per questo ho preso questa decisione. Voglio bene a questa squadra e al presidente, a cui sarò grato per sempre, ma oggi per me e per la squadra è giusto cambiare. Per questo ho scelto di non continuare”.

“Può essere un arrivederci, il mi ha dato tutto. Io continuerò ad essere vicino al club. Per molti non può avere senso, ma per me era il momento di cambiare, sia per me che per i giocatori. Dopo 3 anni era la decisione più giusta. Ripeto, capisco i dubbi. Io però voglio solo ringraziare i e i giocatori che mi hanno sempre appoggiato. In una stagione ci sono momenti complicati e i fischi ci possono se, lo capisco visto che siamo il Madrid. Io però li ringrazio per tutto, non solo loro ma anche le persone che lavorano nel club dagli uffici ai magazzinieri fino ai dottori. Le vittorie sono di tutti, non solo di poche persone”.

“Ci sono momenti buoni, momenti complicati e momenti spettacolari. Uno deve sempre riflettere sul suo percorso, ripeto, per questo è il momento giusto per dire addio soprattutto perché i giocatori hanno bisogno di un cambio di guida tecnica. Il è un club esigente, la sua è grande e ai giocatori è richiesto sempre di più. Ora è giusto che abbiano altri stimoli per continuare a vincere”.

“I giocatori lo sanno già, gli ho mandato dei messaggi. Ho parlato solo con Sergio Ramos e con gli altri capitani della squadra”.

“Questo è solo uno sviluppo naturale della situazione. Il 20 di febbraio non pensavo a questa situazione. Ho sempre detto che in questo club può succedere di tutto e che l’importante è il giorno dopo giorno. Io non sono stanco di allenare, faccio questo lavoro da soli 3 anni. Ora però è il momento in cui la squadra deve continuare a vincere e per farlo è giusto cambiare. Io non cercherò un’altra squadra”.

Sulla possibile fine di un ciclo e sul mercato: “Non voglio parlare di questo e di possibili cessioni. La rosa è valida e lo ha dimostrato in questi anni. Ciò che succederà da ora in poi non dovrò commenlo io”.

Alla domanda se la sua decisione possa avere a che fare coi dubbi sul futuro di , Zizou risponde: “Assolutamente no”.

“Volevo trasmettere serenità, sia da allenatore che oggi in conferenza. I giocatori non hanno niente a che vedere con la mia decisione. Dopo tre anni di successi per un allenatore è difficile continuare così. O almeno per me sarebbe stata dura. A me piace vincere, in ogni cosa. Ora avevo la sensazione di rischiare di non vincere e per questo serviva un cambio. E’ successo lo stesso anche da giocatore: quando credevo di non poter vincere ho sempre scelto di cambiare. Il giorno della decisione invece non ve lo comunicherò”

Sulle sue sensazioni: “Mi sento bene. Non è un giorno triste. Ripeto, per me è solo un arrivederci, sarò sempre vicino a questo club”.

PEREZ. “Oggi è un giorno triste per il Madrid. Accettiamo e rispettiamo la decisione di Zidane. Ieri, quando ho saputo la cosa, ho avuto un sussulto. Non ero preparato ad una notizia del genere. Per me non è un addio, ma un arrivederci a presto. Se ha bisogno di un po’ di riposo è giusto che se lo prenda”.

3 CHAMPIONS, GIA’ LEGGENDA. La carriera da allenatore di Zidane è stata, fino ad ora, legata indissolubilmente ed esclusivamente al Madrid: nel 2013, infatti, ha esordito come vice di Carlo Ancelotti mantenendo anche il ruolo di direttore sportivo. Nel 2014 è diventato tecnico del Madrid Castilla, la seconda squadra dei Blancos che gioca nella terza divisione del spagnolo.

Il ruolo di primo allenatore lo ha ereditato il 4 gennaio 2016 subentrando a R Benitez. Da allora, in poco più di due anni e mezzo, ha messo in bacheca tre Champions League, due coppe del mondo per club, due Supercoppe Uefa, una supercoppa di Spagna e un .

Le di Zinedine Zidane dal Madrid aprono scenari inimmaginabili. Un vero e proprio terremoto calcistico che può avere ripercussioni importanti in tutta Europa, o più semplicemente solo a Torino. Sì, perché in lista per sostituire il tecnico francese c’è proprio Max Allegri. L’allenatore della Juve è molto stimato da Florentino Perez, come Zidane potrebbe essere alla ricerca di nuovi stimoli, e potrebbe quindi essere l’uomo perfetto per iniziare un nuovo corso.

Agnelli e Marotta non lo vorrebbero far partire, ma l’idea di uno scambio clamoroso li stuzzica. Ossia quello di pore Zidane, simbolo bianconero del passato, sulla panchina dello Stadium. Attestati di stima ce ne sono stati molti in passato ed entrambe le parti hanno sempre detto di volersi ritrovare un giorno. Ecco, quel giorno potrebbe essere finalmente arrivato. Uno scambio che anche tutto l’ambiente bianconero accoglierebbe con gioia ed entusiasmo.

Allegri, dal canto suo, a fine stagione ha confessato agli amici più cari la sua voglia di lasciare di Torino per cercare una nuova avventura. Allarme che sembrava rientrato dopo l’incontro di Paratici, vista anche la mancanza di alternative. Ma ora c’è un’alternativa di lusso: il Madrid e tutto può cambiare.

ALTERNATIVE. Allegri deve liberarsi dalla Juve, mentre sarà liberato a breve dal Chelsea. Logico quindi mettere l’ex ct della Nazionale tra i papabili per la panchina del Madrid con l’unica nota stonata del suo curriculum in Champions. Cosa che Florentino Perez è solito a guardare…
Poi c’è anche Sarri che però è vicinissimo ai Blues, mentre un’alternativa di lusso è quel Jurgen Klopp appena battuto a . Sempre dalla potrebbe arrivare Pochettino che dovrebbe avere una clausola pro con il Tottenham. Attenzione pure a Wenger libero dall’Arsenal. Uscire da questo lotto di nomi sembra molto difficile, a meno di un altro colpo a sorpresa di Perez.