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City campione, Guardiola punta al triplete! Klopp battuto, Sarri terzo.

Brighton vs Manchester City

di Mary Bridge - Il Manchester City vince 4-1 in rimonta a Brighton e conquista all’ultima giornata il titolo di Premier League, con un punto di vantaggio sul Liverpool, che batte a sua volta 2-0 il Wolverhampton ma non riesce nel sorpasso al fotonish.

Per Pep Guardiola è la seconda vittoria consecutiva in alla guida dei Citizens, al sesto titolo della sua storia. Pareggi per il Chelsea e il Tottenham che chiudono terzi e quarti. Quinto l’Arsenal, corsaro a Burnley.

Lo United chiude con una scontta al sesto posto. Retrocedono Hudderseld, Fulham e Cardiff.

Il Manchester City è campione d’Inghilterra per la sesta volta nella sua storia.

BRIGHTON-MANCHESTER CITY 1-4
L’appuntamento con il titolo dista 90 minuti e tre punti da prendere obbligatoriamente. Tra il Manchester City e la gloria c’è il Brighton, squadra già salva ma che comunque ha già saputo mettere in difcoltà gli uomini di Guardiola nella seminale di FA Cup. Il tema della partita è subito chiaro: i Seagulls fanno massa nella propria metà campo, il City cerca la chiave per sbloccare il risultato. Ma è il Brighton a passare in vantaggio: il calcio d’ano di Gross trova la testa di Glenn Murray, bravo a svettare alle spalle di Zinchenko e ad anticipare l’uscita di Ederson. Dopo 27′ il risultato clamso è Brighton-City 1-0: gli ospiti tornano a centrocampo a testa bassa, i sono con le mani nei capelli. Dopo la Champions, il City rischia la beffa anche in . Ma passa solo un minuto per il pareggio dei in carica: David Silva serve un assist geniale di tacco per Sergio Agüero, che di sinistro trova il 21esimo centro in Premier League. Preme la squadra di Guardiola, e deve farlo visto che il Liverpool sta vincendo contro il Wolverhampton. Le folate dei Citizens trovano tuttavia Ryan sempre pronto, n quando al 38′ Laporte sceglie il terzo tempo giusto da corner e sigla di testa il 2-1 che apre la strada verso il . Guardiola esulta indicando Ederson, non esente da responsabilità sull’1-0. Lo stesso portiere brasiliano si riscatta deviando in ano una pericolosa punizione di Dunk, battuta di piatto, alla David Luiz. Nella ripresa il City spinge ancora di più il piede sull’acceleratore e trova i che gli assicura la terza Premier degli ultimi sei anni: al 64′ Mahrez riceve dal limite e rientra sul scagliando un bolide che Ryan può solo sorare prima che si depositi in porta; passano otto minuti e una fantastica punizione di Gündogan manda i titoli di coda del .

LIVERPOOL-WOLVERHAMPTON 2-0
Non bastano 97 punti e una sola scontta in per dare la Premier al Liverpool. Escluso il 2017-18, la stagione dei Reds sarebbe stata sufciente per vincere ogni Premier League da quando questa è stata istituita (1992). Sicuramente una beffa per il Liverpool, che vede sfumare ancora una volta la vittoria del . Ad Aneld la squadra di Jürgen Klopp domina sin dal primo minuto e trova il vantaggio al 17′: Alexander-Arnold viene liberato da uno scambio sulla destra e mette in mezzo un pallone invitante che Sadio Mané spinge in rete. Aneld è una bolgia e vede da vicino il titolo che manca dal 1990: per 21 lunghi minuti il Liverpool è in testa al , no al 2-1 del City sul Brighton. I Wolves di Espirito Santo non si dannano certo l’anima alla ricerca del pareggio, ma comunque prendono una traversa con Doherty nell’unica avanzata dalle parti di Alisson. Nella ripresa gli ospiti salgono d’intensità a centrocampo, così Klopp butta nella mischia la dinamicità di Milner. Da Brighton arrivano pessime notizie: il City è avanti 4-1, la Premier è persa e su Aneld cala un silenzio rotto solo dal raddoppio di Mané, ancora su assist di Alexander-Arnold. Il senegalese raggiunge così Salah e Aubameyang in testa alla classica cannonieri, con 22 centri in . Una magra consolazione, ma la Kop ringrazia comunque la squadra, autrice di un splendido e di una campagna europea entusiasmante, che si può concludere in un trionfo.

-CHELSEA 0-0
Partita godibile, giocata a buon ritmo, al King Power Stadium. Il Chelsea è già sicuro del , così Maurizio Sarri lascia spazio a diverse seconde linee. Giocano Caballero in porta e Zappacosta in difesa, Hazard nisce in panchina. È in campo Higuain, che si mangia un clamso al 45′, tirandosi sui piedi a porta spalancata. In precedenza era stato il a sorare il vantaggio: un vento goffo di David Luiz aveva aperto il campo al contropiede delle Foxes, ma il tiro di Tielemans aveva trovato pronto Caballero sul primo palo. Succede poco altro nella ripresa, neanche l’ingresso in campo di Hazard dà la scossa al match. E così gli applausi sono tutti per Danny Simpson e Shinji Okazaki, all’ultima con la maglia del .

TOTTENHAM-EVERTON 2-2
Dopo la straordinaria impresa in , il Tottenham si ributta in per assicurare il piazzamento in . Una formalità, visto che gli Spurs, per regalare l’Europa che più conta all’Arsenal, dovrebbero perdere in casa contro l’Everton, mentre i Gunners avrebbero l’obbligo di battere il Burnley con una eada esterna. Il Tottenham passa in vantaggio con Eric Dier, che dopo 3′ sfrutta una mischia in area dei Toffees per inlare il pallone alle spalle di Pickford. Dopo i primi minuti di sofferenza, l’Everton trova compattezza e ordine, riuscendo a non subire più di tanto il Tottenham. Nella ripresa la partita si addormenta ulteriormente, venendo risvegliata al 69′ da Walcott, che con un sinistro a giro pareggia i conti. Gli ospiti vanno addirittura in vantaggio al 72′ in mischia con Tosun, prima di essere ripresi da una punizione di Eriksen al 75′. Con questo punto il Tottenham si assicura il quarto posto e il piazzamento in , a prescindere da come andrà la partita più importante della stagione, la nale di Madrid contro il Liverpool.

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