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Cesare icona azzurra: “è sfida di due Mondi”.

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di Oscar Piovesan - Cinque giorni fa era delitto perfetto: come si uccidono i degli ni.
Non si è giocata ancora la seconda partita che Cesare è diventato ‘Don Cesare’, come lo chiamano ossequiosi i giornalisti latinoamericani.
è una delle poche, vere icone del dei Mondiali, altro che

Il è come gli esami, non nisce mai: dimenticate le amichevoli disastrose, l’addio della Spagna ha rivalutato gli azzurri ed il suo condottiero. affronta Cosica con una credibilità diversa, oggi tra i favoriti alla Copa.
“Ma con il Cosica è altro esame vero – spiega il Cittì – sono una squadra ben organizzata, un sistema di gioco che giocano a memoria. E’sda molto temibile, sarà particolarmente difcile, una sofferenza…”.

E’ il manuale del mente corretto, Cesare. Però ricorda che la nobiltà da poco ritrovata, vive obblighi.
E ammette. “Noi siamo pronti e non abbiamo scuse: il caldo non può fare paura, l’unica preoccupazione è l’avversario. cercheremo la vittoria per forza”.

Non sarebbe proprio così, l’ sparagnina di una volta perderebbe il sonno tra mille calcoli. Cesare rivendica il nuovo ideale: “noi abbiamo scelto la qualità, sempre. Cosica sfrutta i tre attaccanti bravissimi, non c’è solo Campbell, peraltro uno che tira da lontano”.
Certo, ci sono anche Ruiz e Bolanos. Ma il pericoloso è lui, Campbell.

“Dovremo essere bravi a cambiare atteggiamento di continuo, non puoi illuderti di giocare sempre allo stesso modo contro una sudamericana”.
Passi l’errore di geograa, il Cosica è Centro America, l’analisi tecnica è circostanziata: “I dati dicono che i latinoamericani hanno piu’ sprint ed esplosività, noi europei maggiore resistenza. Il ca e l’habitat favoriscono chi ci è abituato ma è su confronto di esplosività e resistenza che si decide il . In si gioca la sda tra due Mondi”.