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C’è un freno al tumore, arriva anche in Ue la cura ‘Car T’!

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I tumori hanno un ‘freno’ naturale, che azionano in casi particolari per bloccare la crescita delle l stesse metastasi.

Questo sorprendente meccanismo di autoregone è stato osservato per la prima volta nei topi con cancro della mammella e nelle cellule prelevate da pazienti colpite dalla stessa malattia: se confermato, in potrebbe diventare bersaglio per nuove terapie di precisione.

A suggerirlo è lo studio pubblicato su Nature Cell Biology dai ricercatori ni del Garvan Institute of Medical Research, in collaborazione con il Brigham and Women’s Hospital e il Dana-Farber Cancer Institute di Boston, l’Università di Harvard e il Massachusetts Institute of Technology (Mit).

Grazie ad una serie di esperimenti sui topi, i ricercatori hanno scoperto che la massa del tumore primario può agire a distanza sulle cellule metastatiche per ‘congelarne’ lo sviluppo. Lo fa producendo una molecola, chiamata interleuchina-1 beta (IL-1 beta), che induce il sistema immunitario a scatenare una risposta inmmatoria: cellule immunitarie si diffondono così in tutto l’organismo e, una volta raggiunte le cellule metastatiche nelle l ‘nicchie’, le bloccano prima ancora che possano generare il tumore secondario. Un meccanismo del tutto simile sembra essere presente anche negli esseri umani: su 215 pazienti con tumore del seno ad alto rischio di metastasi, si è registrato un tasso di sopravvivenza più elevato in quelle donne che avevano sviluppato la risposta inmmatoria producendo alti livelli di interleuchina-1 beta.

“E’ un risultato molto interessante, perché dimostra per la prima volta che fattori pro-inmmatori prodotti dal tumore per facilitare la propria diffusione possono agire anche in senso opposto, come un freno intelligente che ne ita la crescita”, commenta Giuseppe Curigliano, docente di oncologia medica all’Università di o e direttore della Divisione Nuovi Farmaci dell’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo). “Ciò dimostra ancora una volta quanto siano importanti i segnali di crescita o di che la cellula metastatica riceve dal microambiente circostante”, ma non solo. “Lo studio – prosegue l’oncologo – ci dà preziose indicazioni anche per le sperimentazioni in corso di nuovi farmaci anticancro, come gli inibitori del recettore per l’interleuchina-1: alla luce di questi nuovi risultati, è infatti possibile ipotizzare che il l utilizzo combinato con la chemioterapia si riveli un pericoloso boomerang, perché se da un lato riesce a ridurre il volume del tumore primario, dall’altro rischia di facilitare lo sviluppo di metastasi a distanza”.

E la cura per i tumori chiamata ‘Car T’, che prevede l’uso delle cellule del paziente ‘addestrate’ a riconoscere quelle tumorali, è arrivata in .
La Commissione Ue ha infatti approvato il tisagenlecleucel, la prima terapia basata su questa tecnica, per due neoplasie.

Il via libera, spiega il comunicato dell’azienda Novartis che l’ha messa a punto, è arrivato per la leucemia linfoblastica acuta (LLA) a cellule B nei pazienti pediatrici e no ai 25 anni di età e il linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) negli adulti, e in entrambi i casi va usata per le forme che non rispondono alle terapie tradizionali. La Cart-t therapy consiste nel prelevare i linfociti T del paziente, un tipo di cellule del sistema immunitario, modicandoli perché riconoscano le cellule tumorali e poi reinfondendoli dopo averli fatti replicare. L’approvazione della Commissione è arrivata dopo il parere positivo del Chmp, il comitato dell’Ema che si occupa dell’approvazione dei farmaci, a ne giugno. Tisagenlecleucel è stato anche la prima terapia cellulare CAR-T mai approvata dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense. “L’approvazione di tisagenlecleucel rappresenta una svolta trasformativa per i pazienti in che hanno bisogno di nuove opzioni terapeutiche – ha affermato Liz Barrett, CEO di Novartis Oncology – Perseguendo tenacemente il suo obiettivo di ridisegnare la cura del cancro, Novartis sta realizzando un’infrastruttura globale per la fornitura di terapie cellulari CAR-T, laddove prima non ne esisteva alcuna”.

La terapia, sottolinea la nota, ha ricevuto la designazione di ‘medicinale orfano’, ed è una delle prime terapie designate come Prime, il programma speciale dell’Ema che velocizza l’iter di alcuni farmaci mirati, a ricevere l’approvazione comunitaria. “Per i pazienti della UE, la disponibilità di tisagenlecleucel rappresenta un progresso senza precedenti del paradigma terapeutico – spiega Peter Bader del’University Hospital for Children and Adolescents di Frankfurt/Main, che ha coordinato uno degli studi clinici sulla terapia -, e costituisce inoltre una terapia salvavita per i giovani pazienti con LLA che non sono stati trattati con successo con le terapie esistenti e per i quali sono rimaste poche opzioni terapeutiche”.

Via libera da parte della Commissione Europea anche ad un’altra terapia per un tipo particolare di tumore basata sulla tecnica ‘Car T’. La luce verde è arrivata per il axicabtagene ciloleucel, messa a punto dall’azienda Gilead, che si afnca al tisagenlecleucel, che fa parte della stessa tipologia di farmaci. L’axicabtagene è stato approvato come trattamento di pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL, diffuse large B cell lymphoma) e con linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B (PMBCL, primary mediastinal B-cell lymphoma), entrambi recidivanti o refrattari, dopo due o più linee di terapia sistemica. “Axicabtagene ciloleucel è una nuova e promettente metodologia per trattare i pazienti con DLBCL e PMBCL – ha affermato Pier Luigi Zinzani, professore di Ematologia dell’Istituto di Ematologia L. e A. Seràgnoli di Bologna -. Molti pazienti con queste forme aggressive di linfoma non Hodgkin, infatti, non rispondono alle terapie attualmente disponibili, o le hanno fallite, e hanno pertanto una prognosi molto sfavorevole; axicabtagene ciloleucel rappresenta per l una nuova opzione terapeutica che ha dato risultati eccellenti come dimostrato dai dati che hanno portato all’autorizzazione europea all’immissione in commercio”.