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Cavvanaro: “voglio allenare il Napoli”. Ci riuscirà, meglio senza ADL…

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di Paolo Paoletti - L’ho incontrato un anno fa da Regina Margherita, nella sua pizzeria sul Lungomare ‘liberato’. Fu una emozione vedere un napoletano conosciuto ancora adolescente, Campione del Mondo e Pallone d’oro, tornare da napoletano ‘qualunque’ nella nostra Napoli.
Un abbraccio, pochi convenevoli e subito al centro del dialogo il futuro prossimo di Fabio Cannavaro: tornare da protagonista a Napoli!

Mi disse che ci aveva già provato ma che era terribilmente difficile avere a che fare con De Laurentis.
In quel momento capii, che Fabio sarebbe tornato e tornerà a Napoli per fare grande la squadra di , come lo è stata la sua carriera lontano da Napoli. Lo deve a se stesso, alla città, a tutti gli vogliono bene.
Anche a me!
Paolo Fino, dirigente del settore giovanile azzurro con anche se funzionario ENEL, unico non tesserato FIGC ad essere nel board del Torneo di Viareggio, mi chiese di occuparmi di Fabio: “prendine la procura, fallo crescere come persona e come calciatore. A te non manca…”.
Ero appena diventato Direttore Organizzativo e delle PR della SSCNapoli e non sentii di poter essere su due tavoli, dirigente e procuratore di una delle più belle speranze del italiano.
Ma a Pasquale, papà calciatore di Fabio e Paolo, quando mi chiese consiglio su dove dovesse approdare per bruciare le tappe, il consiglio lo diedi: “Vada alla , solo lì potrà esplodere”.
Fabio ci mise un po’, via Parma (accondiscendendo ad interessi privati di Enrico Fedele) poi in transito da sponda Inter. La lo consacrò, fino a permettergli di alzare la nel 2006 e vincere il Pallone d’oro, unico napoletano a riuscirci. INCREDIBILE e meritato!
Fabio tornerà a Napoli. Per allenarlo. Meglio se senza De Laurentis. Con Maradona presidente onorario e catalizzatore. L’unico che avrebbe la forza di dire al cinematogrro che il suo tempo è scaduto.
Forse servirà ancora qualche anno ed un po’ di esperienza, ma Cannavaro tornerà a Napoli. Ci credo, lo giuro…
Nel frattempo ecco l’ultima intervista in tempo di coronavirus, in cui svela il suo sogno ed anche come realizzarlo!

“Italiani, state a casa perché manca poco. So che è dura, che in molti soffrono, ma l’isolamento è l’unico modo per non diffondere il virus”.
Fabio Cannavaro è in Cina dove il coronavirus si è fatto conoscere e quindi a ragione veduta mette tutti in guardia sui pericolosi della pandemia e le azioni poste in essere da tanti personaggi del .
“Coi campioni del mondo abbiamo fatto una raccolta fondi, invece con la fondazione Cannavaro-Ferrara (Fabio, Paolo e Ciro Ferrara) abbiamo raccolto e venduto una serie di maglie storiche di e campani che hanno giocato a certi livelli”.

Napoli è nel mio futuro?
“Alleno da 5 anni e sogno di allenare un giorno una grande squadra, il Napoli è una di queste… Ho avuto la fortuna di avere i migliori allenatori degli 50 anni e da ognuno di loro spero di aver preso qualcosa che utilizzerò il giorno in cui rientrerò in Europa per essere pronto”.

“Napoli mi è sempre mancata – confessa Fabio – sono andato via a 21 anni ma rimasto sempre molto to alla città e all’ambiente del . Ho vissuto in tante città del mondo, ma resterò a vivere a Napoli, da piccolo sognavo di diventare un simbolo della squadra”.

In serie A?
“Mi piace molto Bernardeschi, mi piacciono Insigne e Immobile, fare un nome è difficile. Sarri? Penso che sia un allenatore di grandissimo livello, sicuramente sta faticando più del previsto a trasmettere le sue idee alla squadra e questo magari sta condizionando un po’ il gioco… però le qualità non si discutono”.

E Gattuso?
“Il Milan ha sbagliato, purtroppo non l’hanno capito, Rino è preparato, ti dà fiducia, fa giocare bene e quindi merita il Napoli. Balotelli? Sicuramente Mancini ci pensa, perché lui può essere importante per una Nazionale che sta facendo benissimo grazie al lavoro del Cittì.

Messi in Italia?
“Mi piacerebbe, si sarei molto curioso di vederlo all’opera in un altro ”.

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