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No cauzione, in carcere fino al processo!

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di Mary Bridge - I due tifosi della Roma arrestati per l’aggressione del tifoso del , Sean Cox, hanno respinto le accuse davanti agli inquirenti inglesi. Filippo Lombardi, 21 anni e Daniele Sciusco, di 29 anni, sono stati rogati nelle scorse ore e hanno affermato di non essere stati loro due gli autori del pestaggio di Sean Cox, di 53 anni, attualmente ricoverato in ospedale in stato di coma.
I due, in base a quanto riferisce il loro avvocato in Italia, Lorenzo Contucci, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere in merito alle altre stazioni.

I due tifosi romanisti sono in ogni caso stati incriminati dalla giustizia britannica.
A Filippo Lombardi la Merseyside Police sta il reato d’aggressione e lesioni gravi contro Cox, mentre Daniele Sciusco è accusato più genericamente di disordini violenti.
Lorenzo Contucci, l’avvocato dei due ultras, ha intanto spiegato che “è caduta l’accusa di tentato ”.

RISCHI ROMA. La Roma, rischia, anche se non è direttamente coinvolta nei fatti. rischia qualcosa. Considerati i precedenti Uefa in casi simili, la pena più probabile è una multa elevata ed il divieto di vendere biglietti ai tifosi per una o più trasferte.
Improbabile, invece, la decisione Uefa di giocare Roma-Liverppool o successive gare a porte chiuse.
Perchè i fatti non sono avvenuti all’Olimpico.

NO CAUZIONE. Sono stati rinviati a giudizio Filippo Lombardi e Daniele Sciusco, i due tifosi romanisti fermati a con l’accusa di aggressione all’irlandese Sean Cox. Arrestati dopo la semifinale di i due sono comparsi stamani davanti al giudice della South Sefton Magistrates Court, che ha notificato loro – tramite prete – i capi d’imputazione. Per Sciusco l’accusa è di “disordini violenti”, per Lombardi anche di “lesioni gravissime”. Negata loro la libertà su cauzione, i due resteranno in carcere a fino all’inizio del processo, il prossimo 24 maggio.

SCHICK. “Dopo quanto avvenuto a dobbiamo ricordare che si tratta solo di calcio, bisogna avere rispetto per tutti, non possono succedere queste cose”. Così l’attaccante della Roma, Patrik Schick, questa mattina in visita presso un istituto romano nell’ambito dell’iniziativa del club ‘A di tifo’. Il ceco, ai microfoni di Roma, si è anche soffermato sul prossimo impegno: “Prima del col c’è il Chievo. Ci giochiamo la qualificazione alla e dobbiamo restare concentrati”.

CACCIA AGLI ALTRI. Al vaglio anche le registrazioni delle telecamere per risalire agli altri autori del pestaggio del tifoso irlandese durante gli incidenti fuori dallo stadio prima della semifinale di League -Roma e per cui sono stati arrestati due romanisti. Secondo quanto si è appreso, gli agenti della Digos di Roma stanno collaborando con la polizia inglese per identificare altri responsabili e stanno vagliando tutte le immagini delle telecamere di sicurezza per identificare chi ha preso parte all’aggressione di Sean Cox.

INDAGINI. “DDS con noi”. E’ uno striscione esposto da tifosi giallorossi durante la semifinale contro il nello stadio di Anfield che inneggia a Daniele De Santis, condannato per la del tifoso napoletano Ciro Esposito. Anche su questo la Digos sta indagando per identificare chi ha esposto lo striscione. Al vaglio le immagini delle telecamere di sicurezza e le fotografie.

SCONVOLTI. “Siamo completamente sconvolti da quello che è successo al nostro adorabile e premuroso Sean, e ciò che vogliamo è vederlo tornare a casa dalla sua amorevole moglie e dai suoi tre figli”. Così la famiglia di Sean Cox, il tifoso inglese ferito alla testa negli scontri avvenuti prima della semifinale di tra e Roma. Il 53enne è ricoverato presso il reparto di neurologia del Walton Hospital. “Speriamo che Sean si riprenda completamente dalle lesioni riportate e che tutti insieme ritorneremo presto come una famiglia in Irlanda per trascorrere del prezioso tempo insieme – si legge nel comunicato emesso dai familiari e diffuso dalla polizia del Merseyside -. Vogliamo che il mondo sappia che Sean è il più straordinario e meraviglioso marito, padre, amico, figlio, zio e fratello e non ci ha portato altro che gioia. È un uomo perbene che adora il e che è venuto dalla sua casa nella a di Meath, in Irlanda, soltanto per vedere la sua squadra del cuore”. Secondo quanto riportato dal ‘Sun’, Cox è in coma farmacologico e le prossime 48 ore sarebbero cruciali.

UNA MAGLIA PER COX. Intanto la maglia del St. Peter’s GAA Club, società di calcio gaelico di Dunboyne di cui è membro Sean Cox sarà appesa nello spogliatoio del nella semifinale di di League che i Reds giocheranno il 2 maggio all’Olimpico contro la Roma. La notizia è riportata dall’Irish Sun, secondo cui il club inglese ha richiesto la maglietta al circolo irlandese per poterla appendere nello spogliatoio della squadra di Klopp all’Olimpico.

Una fonte citata dal giornale ha spiegato che il St. Peter’s GAA Club “è a conoscenza della richiesta e si sta organizzando. I giocatori e i del sono profondamente sconvolti per quello che è successo a Sean. La richiesta per la maglia è stata fatta e Sean verrà ricordato prima della partita a Roma. Il messaggio del club è questo: You’ll Never Walk Alone”.