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Caso Sarri in tv: tra contratti, pali, WhatsApp…

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di Paolo Paoletti - Nel mentre di Real-Roma, ricevo una telefonata…”ma qual è la verità sul contratto Sarri”?
Il in tv è diventato peggio della mission impossible del Berbnabeu.
Oggi Alessandro Pellegrini, avvocato manager, del tecnico ha risposto a News.it: “Non c’è nulla con il e non può esserci nemmeno perché siamo sotto contratto con il Napoli fino al 30 di giugno e al 30 di maggio il club ha un’opzione unilaterale per cui non può esserci nulla. Sarri ha un contratto con gli azzurri e il Napoli ha un’opzione da poter esercitare, che però fino ad ora non l’ha esercitata. Non mi meraviglia nulla nel , aspettiamo la fine del campionato e poi ne parliamo. Il ha cercato Sarri in passato, c’era l’interesse e una stima immensa del dottor Galliani, ci sono stati diversi incontri e chiacchierate ma si è limitato ad una manifestazione di stima”.

L’aggiornamento è che si passa dal 30 aoprile al 30 maggio, a meno che quelli di News.it non aiamo capito male. Due giorni fa, lo stesso Pellegrini aveva detto che Sarri neanche si ricordava della scadenza al 30 aprile…

Lunedi sera, invece, a ‘Il Bello del ’, si è trattato il caso Sarri, innescato proprio dal suo amico-manager: “non ho mai detto che Sarri resta a Napoli”
Dopo la ‘rivelazione’ radiofonica, l’avvocato insiste con Taormina che su Il Mattino blica…”nel il 100% non esiste”.

Vero, nell’intervista però non c’è risposta all’unica domanda chiave: che contratto vincola Sarri al Napoli?
O meglio Sarri a De Laurentis?
La risposta la da o Bianchi in un’altra intervista, pagina accanto: “i contratti come si fanno, così possono essere stracciati”. E poi in particolare su Maurizio Sarri affonda: “sarà sempre il tecnico ad avere l’ultima parola, se cioè restare o andar via”.
E’ esattamente il punto centrale della riflessione cominciata lunedì sera negli studi di Canale 21.
Nei titoli d’apertura avevo proposto ‘Napoli forte con i deboli, debole con i forti’: a sottolineare non solo il cambio di marcia con le dirette concorrenti Juve, Roma, , Inter, in rigoroso ordine di classifica; tutte battute – tranne la Roma – all’andata, non così nel dove il Napoli ha perso a Torino, pareggiato a Firenze e col al San Paolo.
Ma sopratutto per la gestione De Laurentis dei nodi azzurri: rinnovo del contratto di , il 30 aprile per rilanciare con Sarri.
Questo nel bel mezzo della volata .
In trasmissione Gianni Di Marzio, asserisce che De Laurentis fa contratti blindati.
Mi ‘permetto’ di notare che non è così. Non solo per il merito e la natura del/i contratto/i in essere, contorto/i se non “assai atipico, unico nel suo genere, unilaterale…che non si sposterà molto dagli attuali 700mila euro”, come scrive Taormina.
Ma perchè come conferma o, e logica detta, non c’è contratto che tenga se non ci si sente comodi nel rispettarlo!
Il punto della vicenda Sarri, infatti, va valutato nel senso di opportunità che sembra mancare a De Laurentis.

Come scrivono i giornali, Allegri e Mancini guadagnano 3,5 milioni netti; Spalletti 3 milioni per mezzo campionato; Mihajlovic 2 milioni, quanti ne aveva pattuiti anche con De Laurentis. Sarri appena 700.000, 12° nella classifica dei guadagni in serie A, inversamente proporzionali al secondo posto raccolto fin qui.

Possibile che in una stagione così, De Laurentis non gratifichi l’artefice di questo boom con un serio rinnovo. Andava fatto già a , ammettendo i meriti del tecnico con un nuovo contratto, meno atipico e più chiaro per tutti?
Si obietta che De Laurentis ha fino al 30 aprile per far scattare l’opzione sul rinnovo.
In un momento come questo, il segnale sulla continuità della guida tecnica nel riconoscimento del lavoro svolto saree non solo opportuno, quanto doveroso.

Questo penso, ho detto, ribadisco, rilanciando che De Laurentis fa il forte con i deboli e risulta debole con i forti.
Sarri forte lo è diventato, grazie alla chances Napoli. Non bisogna dimenticarlo, come è altrettanto chiaro che i contratti vanno rispettati perchè nessuno li firma con la puntata.
Ma pensare di essere sempre il più 0furbo, ingessandosi alle cifre scritte un anno fa; impostare una relazione su decisioni unilaterali non fa bene al Napoli, alla sua immagine, al futuro del club. Esattamente come la pretesa di gestire i diritti di immagine dei calciatori senza garantire almeno il corrispettivo che lo stesso già detiene con le proprie sponsorizzazioni. Vero Gonzalo?

Non sono un avvocato ma è facile capire la differenza tra civil law e common law…
Negli ordinamenti di common law non sono considerati contract gli accordi non connotati dalla ‘consideration’, lo scambio di prestazioni, e quindi dal sorgere di olighi in capo a tutte le parti.
In questi ordinamenti una promessa priva di consideration può essere resa vincolate solo se fatta con le forme del deed, una serie di requisiti formali. Sicché il contratto si conclude solo nel momento in cui tale comportamento viene effettivamente tenuto e compiuto. Nella fattispecie l’esercizio dell’opzione, fissata al 30 aprile.

Se qui, mi sono sbagliato sono pronto a prenderne atto.
Certamente non sbaglio immaginando che Maurizio Sarri potree dimettersi se non sentitosi gratificato per il lavoro svolto.
Cosa che non si concretizza in un piccolo ritocco ai 700.000 euro pattuiti per il primo anno, come ha intenzione di fare il cinepresidente.
Le dimissioni sono un istituto che Sarri ben conosce e messo in pratica più volte. Figuriamoci adesso che mezza Italia, se non di più, gli corre dietro.

Per questo caro inossidabile Maestro Gianni, con tutto il rispetto, ritengo che De Laurentis non faccia contratti blindati.
La concitazione che impone la tv, spesso degenera in superficialità. Me ne prendo parte di responsabilità, me è il gioco cui giochiamo tutti i lunedì. Ma senza mai tradire il rapporto di fiducia con il blico.

Ciò valga anche nei commenti per interposta persona: da altre parti ho letto che si disquisisce e si ‘litiga’ sul valore dei pali. Io a Pellegrini presente avrei chiesto per filo e per segno qual è il contratto di Sarri.
Ma io sono semplicemente un giornalista….

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