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Caso Higauin: non c’è violenza ma arroganza e stress!

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di Paolo Paoletti - Udinese-Napoli: Irrati 6. L’ arbitro Chiesa spiega: “Grande partita di Irrati, che dimostra personalità fischiando due rigori giusti contro la seconda in classifica ed espellendo il capocannoniere del campionato. Higuain rischia 3 giornate di squalifica, manca il secondo cartellino giallo a Koulibaly per un fallo non fischiato su Duvan Zapata”.

Chiesa dice ancora: “nei panni di Rizzoli io avrei espulso anche Bonucci per il testa a testa nel derby di Torino”.
Sull’espulsione di Higuain viene anche , altro arbitro: “c’è fallo di Felipe su Higuain che l’arbitro non sanziona, ma la reazione del Pipita è da condannare. Irrati opta per il seconda giallo, ma era espulsione diretta”.

I dei 3 quotidiani sportivi, passano sotto silenzio la raia infantile di Pipita…
sport, voto 6. Corriere dello Sport, voto 6. Gazzetta dello Sport, voto 5.
La Repulica che a Napoli incide molto da quando nel 1990 apri la redazione cittadina, titola: Rischio lungo stop e caso contratto.
Il Mattino, primo giornale a Napoli, scrive: Errori gravi, niente alibi. Higuain rischia grosso.
Esagera Il Fatto Quotidiano: “per una reazione così, come minimo, il capocannoniere prenderà due giornate di squalifica se la sua condotta verrà giudicata ‘gravemente antisportiva e ingiuriosa o irriguardosa’ nei confronti del direttore di gara. Ma il comma B dello stesso art. 18, fa tremare il Napoli: ‘Sanzione di 8 giornate o a tempo determinato in caso di condotta violenta nei confronti degli ufficiali di gara’. Le mani addosso a Irrati rappresentano un comportamento ‘irriguardoso’ o una ‘condotta violenta’? Toccherà al giudice sportivo Tosel – che si basa sul referto di Irrati – decidere”.

Il caso Higuian è esploso quanto e più di lui a Udine.
Ma la spiegazione è semplice, giocare ad alti livelli in è più difficile che in Argentina e in Spagna, dove Higauin ha peraltro indossato magliette che contano…quella del River e del Real.

A Buenos Aires era ancora troppo giovane. A Madrid, deresponsabilizzato dalla presenza di ma sopra di Raul, mitico capitano blancos e perfino di Antonio Cassano nel momento di massimo splendore. Nel Real arriva a gennaio 2007, a 21 anni, e in 6 stagioni e mezzo vince 3 campionati, 2 supercoppe spagnole e 1 coppa di Spagna: 264 partite e 121 gol!
A Napoli per la prima volta recita da ‘prima stella’, leader che non è, trascinatore. Al terzo anno spacca: 30 gol in 31 partite, campionato irripetibile come la sceneggiata al Friuli, cosa impossibile per un giocatore come lui.

Era la 100esima in col Napoli, rovinata nel peggiore dei modi.
Gli alibi ci sono: Higuain è solo a coprire tutte le magagne della squadra, unico parafulmine in un Napoli rigenerato da Sarri ma incompleto; diviso tra gli essi del Napoli e la necessità di ricucire con la Seleccion dove Mascherano ne aveva bollato gli errori incredibili al Mondiale e in Copa America.

Lo stress non è un’invenzione e Gonzalo non ha saputo contenerlo a Udine dove per la sesta volta il Napoli giocava conoscendo il risultato-vittoria della Juve. Stress montato di domenica in domenica, gol dopo gol, e l’imposizione di essere servito come lui è servito al Napoli. Anche oltre il dovuto, se è vero come è vero che Sarri ha immolato alla sua causa anche l’azzeramento di Gaiadini.

Alibi e considerazioni che non cancellano la pessima reazione di Udine che comincia molto prima e manifestatasi al 75′:
1. protesta esagerata per un fuorigioco che c’è, sanzionata con il giallo;
2. vaffanculo a Insigne per un tiro in porta, invece dell’assist a lui;
3. calcio inutile a Felipe che fa il suo mestiere togliendogli respiro a campo;
4. mani addosso a Irrati al cartellino rosso per doppia ammonizion: ma va chiarito subito che non c’è condotta violenta, quindi il rischio si ferma a 2 giornate;
5. tentativo di tornare su Felipe a vendicarsi;
6. sceneggiata contro tutti prima di lasciare il campo trascinato di peso da Allan e Reina.
7. vaffa anche ai collaboratori di Sarri che lo accompagnano negli spogliatoi.

Un campione non può fare certe cose e proprio Higauin ha mostrato tutta la debolezza del Napoli, sopra fuori dal campo.
Un club a carattere familiare di cui è responsabile De Laurentis, ed a cui si è piegato anche Sarri, anch’egli senza esperienza a certi livelli, con la sterile polemica degli orari e del posticipo sulla Juventus.

Il campionato no, tecnicamente più che mediocre, è il più duro d’Europa: troppa esposizione, troppa mediaticità, troppo calcio parlato, troppi dalla tv che poi esige giustamente un prodotto da spremere.
Chi viene a giocare in , deve innanzi saper cavalcare questo ambiente, questo clima. Perdere la testa equivale ad una bocciatura. Vale per Higuain e per chiunque.

Tante volte, per i gol segnati da Gonzalo, ho sentito paragoni con . Fuori luogo. Diego ha reagito scompostamemte solo una volta in 7 anni, proprio con l’Udinese al San Paolo, espulso per una testata a Criscimanni, nella domenica in cui la Rai aveva divulgato la notizia del figlio con la Sinagra. Mai più, anche nelle situazioni più scabrose.

Higuain impari: con quella sceneggiata ha perso tante cose.
1.Il sogno Scudetto. 2.La volata per la Scarpa d’oro che il Verona poteva favorire. 3.Il superrecord di Nordal a 35 gol. 4.La sicurezza del secondo posto e quindi della Champions diretta con la Roma fattasi sotto a -4.

Non bastano i gol per giocare in Nazionale, come dice Antonio Conte.
Non bastano i gol per restare nella storia del Napoli!

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