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Gubitosi, Rai allo sbando: che fine fa lo sport?

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di Paolo Paoletti – La guerra a Gubitosi che difende , fa capire come la Rai sia allo sbando totale: affogata dalla lottizzazione politica, lotte intestine, nessuna trasparenza.
Bloccato l’arrivo di Crozza, rinviato lo spettacolo di di Benigni…
Figuriamoci come questa azienda possa pensare allo : diritti e produzione dei Mondiali brasiliani, nuovo conbtratto per la serie A, rinnovo dell’accordo per le partite della , Olimpiadi.

La Domenica iva è ridicola, azzerato 90°, il Giro d’Italia è relegato in terza fascia: Zavoli, Barendson, Beppe Viola si staranno rivoltando nella tomba!

Pian piano, la Rai ha perso tutti gli eventi importati dello : dalla ai Giochi Olimpici.
Ci resta Fabio ed i lauti compensi elargiti a tanti che dovrebbero fare servizio pubblico!
Alla faccia del pubblico, Rai è diventata la prima azienda negli interessi privati di pochi.

non è un costo per l’azienda, ma una fonte di profitto e garantisce un’informazione trasparente, seria e di altissima qualità”. Al terzo giorno di polemiche, dopo il botta e risposta tra Renato Brunetta e Fabio a Che tempo che fa, in difesa del conduttore interviene il direttore generale Rai Luigi Gubitosi. ”Ci sono professionalità, come quella di ma anche altre – sostiene il dg -, che sono un grande valore per la Rai e per i telespettatori”. La presa di posizione, sollecitata dai consiglieri Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo, scatena la reazione immediata del capogruppo Pdl alla Camera, che chiede le dimissioni del manager.

”E’ una dichiarazione offensiva per l’intelligenza della commissione di Vigilanza – replica durante l’audizione nella bicamerale del presidente Agcom Angelo Marcello Cardani -. Gubitosi ha avuto l’impudenza di negare l’evidenza del comportamento di , che è stato condannato dall’Agcom per assenza di pluralismo”. Brunetta si rivolge quindi a , che aveva sostenuto di far guadagnare l’azienda con la sua trasmissione. ”Dire che la pubblicità in quella fascia copre profitti da nababbi – spiega – dimostra scarsa conoscenza dei fondamenti di economia”.

Il tema, quello della determinazione e pubblicazione dei bilanci dei sini programmi, è in discussione in Commissione di Vigilanza, che sta esaminando il nuovo contratto di servizio tra ministero e Rai. Per Cardani è difficile stabilire quanto renda uno show: ”Ci sono approcci diversi – argomenta -. C’è chi dice, e non a torto, che tutto entra nel calderone dei ricavi e tutto esce dal calderone dei costi”. L’Agcom chiede comunque alla Rai di valorizzare ”i programmi di servizio pubblico attraverso la pubblicazione delle informazioni sui costi e le modalità di copertura”.

Quanto, invece, alla pubblicazione dei compensi dei dipendenti Rai, Cardani ricorda che su questo punto il contratto di servizio in vigore non è stato applicato. L’Autorità precisa però che la Commissione Rai-ministero, che avrebbe dovuto definire le modalità di applicazione della norma, non ha mai adempiuto dopo il parere contrario del Garante della privacy e dell’Antitrust. Sconcerto per ”la passività della Rai di fronte all’ingiustificato atteggiamento di Brunetta”, è stato espresso, prima dell’intervento del dg, dai consiglieri Tobagi e Colombo, secondo i quali il programma di ”si ripaga con la pubblicità e anzi, addirittura guadagna, come ha sottolineato ieri anche la collega Todini”.

Non la pensa così l’altro consigliere Antonio Verro, secondo cui ”non si può fare un discorso industriale legato solo al corrispettivo di e al suo programma. Su questo sono drastico: sono gli artisti che hanno bisogno della Rai e non viceversa”. Intanto, il presidente della Vigilanza Roberto Fico torna sulla possibile presenza del Movimento 5 Stelle al pmo , ”ta” ieri da Beppe nel suo post contro che tornerà a condurre il .

”Sono andato a mille manifestazioni e continuerei ad andare”, spiega in mattinata a Radio 24, prima di chiarire – di fronte alle proteste del Pd per il suo comportamento non imparziale – che ”non esiste nessun Occupy , nessuna manifestazione di questo genere e con questo nome a cui devo partecipare”. Dopo lo stop alla trattativa per portare Maurizio Crozza su Rai1, si allontana anche la trasmissione di Roberto Benigni prevista prima di . ”Nessun problema economico”, precisano il suo manager, Lucio Presta, e il direttore di Rai1, Giancarlo Leone. ”Benigni solo rinviato per impegni dell’artista. E già da tempo – scrive quest’ultimo su Twitter -. Nessun problema economico. Genio e creatività hanno i loro tempi”.