ULTIM'ORA

Caro Commissario: tifare meno è tifare meglio!

images

di Paolo Paoletti - Maurizio De Giovanni, dal Corriere del Mezzogiorno, bacchetta i si… “E’ da essere assolutamente felici di essere ancora in testa al i e in piena lotta per una piazza d’onore in campionato che saree, ancora una volta, un mezzo miracolo. Il so torni a fare il so, cioè a sostenere i ragazzi senza se e senza ma, guardandosi bene dal schiare le maglie azzurre come solo un idiota oggi può permettersi di fare. Il so dimentica subito la scontta e va in campo per la prossima . Subito”.

La questione è ‘seria’ e va affrontata al di sopra del sospetto: chi compra e legge le avventure del Commissario Luigi Alfredo Ricciardi?

Il tema è: tifare meno, tifare meglio!

I sti hanno la cattiva abitudine di raccontare le cose mentre accadono. Spettatori della vita, di tutti, anche la propria.
In , tutti, anche i sti, non riusciamo a vivere appieno perchè in genere la nostra mente è troppo occupata dai propri pensieri per consentire una completa immersione anche soltanto in ciò che sta accadendo innanzi a noi!

A volta può andar bene. Felici di non ricordare il tragitto da casa al lavoro la mattina perchè la nostra mente vaga, e riusciamo ad arrivare a destinazione grazie al ‘pilota automatico’.

Ma chi non vuole assentarsi troppo dalla vita deve riflettere: troppo spesso mangiamo pietanze senza assaporarle, guardiamo cose belle senza vederle, ‘viviamo’ l’azione con i nostri gli senza ‘esserci’.

Recentemente le neuroscienze hanno scoperto cose che trascuriamo, non solo rispetto al mondo, ma anche nel pieno potenziale della nostra vita iore, quando la nostra mente è affollata.
Uno studio di Moche Bar pulicato su ‘Psychological Science’ mese di ottobre e ripreso dal New York Times, dimostra che la capacità di pensiero originale e creativo è notevolemente ostacolato da pensieri vaganti, riflessioni ossessive, altre forme di ‘carico mentale’.

Molti psicologi presumono che la mente, lasciata a se stessa, è incline a seguire un percorso usurato da associazioni note.
Ma i risultati della ricerca neuroscientica suggeriscono che è il pensiero innovativo, non la routine, a farci vivere. Essendo attiva la nostra modalità cognitiva solo quando la mente è libera e limpida!

Una serie di esperimenti hanno monitorato la libera associazione, misurando stualmente la capacità mentale a diversi livelli…
Alla metà di partecipanti è stato chiesto di tenere a mente una semplice serie di 7 cifre; all’altra metà di ricordare solo 2 cifre!
E’ stato scoperto che un elevato carico mentale, pensiero circolare, riduce costantemente l’originalità e la creatività.
I partecipanti con 7 cifre da ricordare hanno risposto con associazioni comuni (esempio: bianco/nero), mentre i partecipanti con 2 cifre hanno espresso associazioni meno scontate (esempio: bianco/nuvole).

Ancora: i tempi di risposta più lunghi erano correlati a risposte meno varie. Brevi i tempi per generare risposte essanti.
Chiara l’ingerenza riducente del così denito ‘alto carico mentale’, il pensiero circolare tipico del so di calcio.
Che a Napoli ha il chiodo sso…dottò che faccimm stasera?

La tendenza naturale della mente è esplorare e favorire la novità, ma nel caso in cui è occupata, cerca ciò che le è più familiare e quindi la soluzione inevitabilmente meno essante.
In generale c’è una tensione nel nostro cervello tra l’esplorazione e lo sfruttamento continuo di ciò che ci è familiare.
Quando siamo esplorativi, ci occupiamo delle cose del mondo in modo ampio e curiosi, desiderosi di imparare.

Altre volte, dipendiamo ciò che già sappiamo, appoggiandoci sui riferimenti acquisiti, il ‘confort di un habitat prevedibile.

Gran parte della nostra vita è sospesa quindi tra questi due estremi: routine ed esplorazione, paura del nuovo e curiosità per lo sconosciuto. Serve quindi un sano equilibrio, che sta nell’occupare meno la mente sopra con pensieri ed argomenti ricorrenti. Vedi il calcio.

Esiste naturalmente il vagare sempre presente di una mente normale. Ma ci sono anche delle fonti di carico mentale patologiche, o almeno croniche, tipici degli stati di stress, ansia, depressione…caratteristiche tipiche del so calcistico.
Sopra a Napoli, sempre in altalena tra eccitazione e scoramento!

Al so del Napoli va quindi detto che il pericolo è il pensiero spento, l’anedonia, icapacità di provare piacere!!!

Soluzione? Moshe Bar preferisce una settimana di ritiro, silenzio e meditazione Vipassana. Per svuotare la mente dai pensieri.
Quando torna all’atto di pensare a qualcosa piuttosto che a niente, i pensieri sono più freschi e sorprendenti.

L’obiettivo, infatti, è sempre liberare la mente per vivere esperienze più ricche del presente. Ma solo una piccola frazione delle nostre capacità mentali restano impegnate in ciò che si ha davanti, mentre l’elucubrare della mente è fattore gravante sulla qualità della vita.

Allenarsi ad alleggerire il carico mentale, può portare un’esperienza meravigliosamente ingrandita del mondo.
Pertanto tifare meno è tifare meglio!
Segreto che Luigi Ricciardi consce molto bene. Perchè nasconderlo ai si?