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Caressa si confessa… in verità ha paura dei tifosi!

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di Paolo Paoletti - La confessione di Caressa sotto riportata integralmente, così come pulicata da Sky Sport, è chiaramente studiata e fraudolenta. Fabio ha dei si, deve arruffianarseli, perchè ne vanno di mezzo gli ascolti, il suo posto di lavoro, Sky.

Ha frequentato un corso di smo di Michele Plastino, sta, so della Lazio, molto, troppo amico di tanti, troppi giocatori. Fino a restarne invischiato.

Non so se gli sia stato insegnato che il primo dovere del sta è la terzietà. Altrimenti diventi un so. Caressa non può gridare per un gol del Napoli o per uno della Juventus, neanche piangere per una gara di Coppa inter. Non gli biasimo niente: pianga, strepiti, si danni per chi gli pare, ma stracci la tessera e si cancelli dall’Ordine dei sti. Libero dalla deontologia professionale.

Questa mattina, prima di partire per Roma, ho visto su Rai Uno, Giulietti – presidente FNSI – commentare l’agguato a Daniele Piervincenzi, figlio di Emilio, amico e collega a La Repulica Napoli. so della Roma, senza mai farsi sorprendere. Cosi come il nostro grande capo, Franco Recanatesi, grande firma del Corriere dello Sport, prima di essere ‘rubato’ da Scalfari, era ed è so della Lazio.

Io stesso con al fianco Mario Orfeo, oggi Direttore Generale in Rai, ho-aiamo esultato al gol di Caniggia in Italia-Argentina al San Paolo, Italia ’90. Fummo ‘giustamente’ sputtanati da Il Messaggero nel resoconto dell’einazione dell’Italia a Napoli. La Napoli di Maradona.

Non è condannabile la passione per il o per alcuni colori del – mi dicono che Caressa sia so della Roma ma anche della Juve… – però è in ballo la credibilità del smo, che va difeso perchè cerca e racconta la verità. Verità che la passione trasforma tradendo il ruolo di sentinelle della , qual è un sta.
Il non è più uno sport, purtroppo, e le pay-tv hanno molto contribuito all’idea dello show-business andato oltre ogni ite.

Caressa è libero di fare ciò che vuole, però deve dimettersi. Anche perchè a Napoli, urletto di Bergamo a parte, dicono che sei juventino per simpatia e non so quale interesse. Che a me non interessa.
Dimettiti però e non prendere per il culo i .
Grazie.

di Fabio Caressa – A me piace godermi il . Io sono uno che è innamorato del pallone da quando è bambino e che ha avuto la grande fortuna di fare questo mestiere. Ma lo faccio di sentimento, divertendomi. Per questo adesso gli juventini sono arraiati perché ho urlato con il Napoli, come si erano arraiati quelli del Napoli quando ho urlato per la Juventus. Faccio alcuni esempi di quando ho esultato: per il gol all’ultimo minuto di Pirlo contro la Lazio quando la Juve ha vinto il campionato, per il gol di Del Piero contro l’Inter quando la Juve vinse in casa. Per l’Addio di Del Piero e quello di Totti, ma anche per la partita a Lione della Roma in Champions League. O quando sono andato in apnea per il gol di Sneijder e per quello di Shevchenko, per i vinti all’ultimo minuto dalla Lazio.

Io la vivo così la partita. Io e Beppe aiamo pianto per Liverpool-Dortmund. Secondo voi siamo si del Liverpool? Nel succedono delle cose che danno delle emozioni forti. La mia maniera di vivere il è emozionale. Lo so che è rischioso, perchè è ovvio che il so del Napoli si arraia se urli per la Juventus e viceversa. Un domani, mi piaceree non far arraiare nessuno perché le emozioni non dipendono dal . Noi facciamo questo di mestiere, ma quando ti piace così tanto il pallone e lo fai da tanto tempo, è giusto lasciare andare un po’ le emozioni. Bisogna essere “educationally correct”, ossia educati e bisogna soprat capire che il è bello perché ci sono delle emozioni e che, se sono positive per uno, naturalmente saranno negative per il so avversario.

Però sono emozioni belle, sono quelle che ci tengono giovani, e vivi.