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A Capri con ADL, Carletto conferma il sarrismo!

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di Paolo Paoletti - E’ amore tra Carlo Ancelotti e Napoli?
E presto per dirlo, certamente i si stimano il tecnico e impareranno ad apprezzarne la serietà!
e Milan, vittorie in rimonta, scaldano il popolo azzurro ancora orfano di Sarri e dilaniato dalle accuse ingiustificabili di De Laurentis.

LA MANO… DI CHI? In giornata libera concessa ai giocatori ed a se stesso, Carletto ha pranzato a Capri con il cinepresidente, beccati dal fotografo Davide Russo De Cerame.

Un’immagine che mostra il legame creatosi tra i due non proprio ortodosso e chissà se utile ad entrambi. Il ruolo di anti- regge proprio per i 6 punti conquistati e la curiosità di incrociare Cristiano Ronaldo, tra non molto, alla Settima.

Eredità pesante, i 91 punti dello scorso , aprono a riflessioni e scenari: immaginare di vedere la ‘mano di Ancelotti’ dopo 180′ era assurdo, il duio e se mai si vedrà un Napoli di Ancelotti.

Per adesso non ha inciso sul sistema di gioco nel DNA della squadra – ed ha fato bene – mentre alcuni consigli nell’interpretazione di alcune situazioni sopra difensive npn hanno dato frutto. Mentre i gol di Milik e Mertens sono eredità. Come le rimonte.

RIMONTE. Diciamolo subito: chi è costretto a rimontare ha sbagliato. Era questa la con Sarri, lo è con Ancelotti. Le perplessità però vengono proprio dalle diverse visioni dei due allenatori.
Carletto vuole: pressing meno alto e ossessivo, un centravanti vero rispetto a quello di manovra, playmaker che è un ripiego per necessità di incasso (), una fase difensiva a uomo.

Al momento i cambi di rotta hanno generato confusione e incertezze: vedi i 3 gol subiti in 2 gare. Costringendo la squadra a ricalarsi nelle conoscenze mandate a memoria per esprimersi al meglio.

Nello scorso anno Sarri andò sotto in 13 occasioni, ribaltando il risultato con i 3 punti in 9 occasioni.
La partenza da capoclassifica, in scia ntus, dal 2012/2013 ad oggi, è stata una costante: tra le prime 3 in classifica in 183 partite su 230, l’80%: 39 volte al 1° posto, 74 al 2° e 70 da terzo.
Ancelotti quindi si adegui e per farlo, meno toccherà più ne trarrà vantaggio, ringraziando Sarri in un confronto non fa.

L’amico Trombetti – ex Rettore della Federico II, lo ha incnato ‘manutentore’; altri lo definiscono ‘normalizzatore’ per la gestione del gruppo (sopra per i cambi) cosa che può fare l’unica rivoluzione possibile rispetto alle stagioni passate.

Di certo per bocca di Carletto, è stato amore fulminante.
Riparliamone tra qualche mese!