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Capolinea Miha: chi viene di voi adesso…?

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di Nina Madonna - La pazienza è finita da tempo, Miha è sul trampolino dell’addio al Milan. Un’altra prestazione non all’altezza, un altro risultato che aenta la convizione che la stagione sarà l’ennesima Via Crucis per i si del Milan. Ciò che infastidisce ancora di più è il solito refrain, il solito balletto di dichiarazioni e comportamenti che mettono ai margini anche , dopo Inzaghi, Seedorf e .
L’ultima spiaggia di Sinisa sono gli , dopo l’1-1 contro il Verona: “Non parlo mai dell’. Ma è da un po’ di gare che ci stanno danneggiando: due i reari annullati e non ci fischiano . Oggi ce ne era uno su Bonaventura, poi siamo stati polli noi a subire quella rete da Toni. Aiamo avuto tre occasioni nitide, ma in generale non si può andare avanti così. Non sono scemo”.

COLPA SOLO DELL’ALLENATORE? La nostra previsione, con largo anticipo sulla tabella di marcia, è che l’esperienza del tecnico serbo sulla panchina rossonera non sia destinata a durare molto, al massimo fino al termine del campionato, volendo essere ottimisti. Troppi i segnali già visti di una società incapace ormai da anni di costruire una rosa all’altezza del blasone ma poi prontissima a scaricare ogni genere di responsabilità sull’allenatore di turno. Se poi questo trova il coraggio di ribellarsi alla mentalità del pensiero unico (quello del Presidente) che da sempre vige al Milan, il processo di emarginazione subisce un’accelerazione improvvisa. Favorita dalla compiacenza di certa critica, che si guarda bene dall’estendere le sue analisi sulla crisi dei rossoneri all’operato della dirigenza e che cede banalmente di fronte all’assioma “si è speso tanto, quindi si è speso bene”, la situazione per potree precipie se nell’ultimo turno prenatalizio contro il Frosinone dovesse arrivare un altro risultato negativo.

GIOCATORI AL BANDO. Se la nostra categoria è colpevole nel non evidenziare amente le responsabilità dell’ennesimo falento del Milan, non possiamo accete allo stesso tempo di essere additati dallo stesso e da Bertolacci (che ha preso la parola in tv nel postpartita col Verona) come i creatori del ca negativo che aleggia intorno alla squadra. Anche i giocatori, protagonisti dell’ennesima deludente prova sul piano tecnico, smettessero di cercare inutili giustificazioni e si assumessero qualche colpa in più, magari provando a dare qualcosa in più sotto il profilo dell’impegno. Quello che si è visto in sette giorni, tra Carpi e Verona, non ha niente a che vedere col Milan.