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Cantone: “i cervelli fuggono perchè l’Università è corrotta!”

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di Viola Giglio – “C’è un grande collegamento, enorme, tra fuga di cervelli e ”.
L’accusa e del responsabile Anac, Raffaele Cantone oggi a renze, venendo al convegno nazionale dei responsabili amministrativi delle università.
Cantone lo ha detto dopo aver riferito che l’Anac è “subissata” di segnalazioni di presunti casi di negli atenei ni.

“Siamo subissati di segnalazioni su questioni universiie, spesso soprat segnalazioni sui concorsi” ha spiegato il responsabile dell’Anac. “Non voglio entrare nel merito, non ho la struttura né la competenza – ha aggiunto – ma la riforma Gelmini secondo me ha nito per creare più problemi di quanti ne abbia risolti. Per esempio, ha istituzionalizzato il sospetto: l’idea che non ci possano essere rapporti di parentela all’no dello stesso dipartimento, il che ha portato a situazioni paradossali”. “In una università del Sud è stato istituzionalizzato uno ‘scambio’: in una facoltà giuridica è stata istituita una cattedra di greca e in una facoltà letteraria una cattedra di istituzioni di diritto blico. Entrambi i titolari erano i gli di due professori delle altre università. Credo che questo sia uno scandalo e che lo sia il fatto che si sia stati costretti a fare questa operazione; se avvenisse in trasparenza, la legge che nasce dalla logica del sospetto è una legge sbagliata”.

Faremo linee guida per garantire la discrezionalità – Sull’università “proveremo a fare linee guida ad hoc, che non vogliono burocratizzare ma provare a consentire l’esercizio della discrezionalità in una logica in cui la discrezionalità però non diventi o, in cui discrezionalità signichi dare conto ai cittadini, non solo gli studenti ma tutti i cittadini perché l’università è il nostro futuro” ha spiegato Cantone. “L’università – ha aggiunto – dovrebbe essere l’esempio, per rilanciare il nostro Paese. Le classiche nazionali, purtroppo, in questo senso, e se non ci ano una delle cause sta anche in una serie di vischiosità del sistema universiio. Non concordo che le università ne sono barac burocratici; ma all’estero tutti credono che lo siano, e sappiamo bene quanto conti non solo il fatto di essere ma anche di apparire. E questo apparire costituisce un danno enorme per il nostro Paese”.