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Campionato stantio, Inter ancora small.

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di Paolo Paoletti – L’unico risultato degno di nota della Venticinquesima l’ha fatto l’Inter a Bologna perché continua a sperare nella rincorsa Champions. La cosa favorisce il Napoli, con gli occhi puntati su .
Juve, e Napoli invece hanno dato forza alla classifica, battendo Palermo, Torino e .

La differenza è che l’Inter infatti è ancora in costruzione, le 3 davanti sono opera fatta.

Non ci sono segnali di novità veri in un campionato stantio e deludente, di qualità medriocre ed interesse pari allo zero, in attesa degli scontri diretti
Pioli nonostante 9 vittorie nelle ultime 10 partite – la col Toro è arrivata a 10 su 11 – non ha preso niente alla . E solo 3 punti a e Napoli, che non servirebbero se tutto fosse già finito come sembra.

C’è però una crescita evidente dei nerazzurri, diventati avversario scomodo, che crede nel risultato e lo cerca.
Vincere tante partite negli minuti è sintomo di squadra. È questo il limite che andava superato, saper pensare tutti insieme la stessa cosa.
L’Inter non è più forte di Juve--Napoli, ma è l’avversario peggiore da incrociare per chiunque, perché ora ha giocatori e coscienza di sé.
Anche Gabigol è un segnale. Il suo gol decisivo e fragile a Bologna un mese fa non l’avrebbe segnato.
E come tutte le buone cose, l’Inter adesso è padrona della sua fortuna. Il destino non c’entra.
Ci sta credendo: meno gli si chiede, meglio sarà per tutti.

Domenica c’è Inter-, partita vera, senza inganni arbitrali recriminati allo .

La oggi vale la Juve, è più forte del Napoli, più concreta, solida e spattacolare. Spalletti ha rigenerato Dzeko, miracolo dei miracoli, fuori dagli schemi e dentro l’antica universalità del calcio, palla rapida e creatività, un buon portiere e un centravanti che segna.
Se batte questa , l’Inter avrà trovato se stessa.

In settimana la Juve sarà a Oporto, il Porto è una buona squadra non quanto la Juve.
Le circostanze stanno proiettando i bianconeri tra le tre-quattro più forti d’Europa. Forse è l’unica a crescere nel degrado generale del calcio italiano.
Ha ritrovato Dybala, ha sempre avuto Higuain, cerca invano Pjaca, che nel progetto era l’ultima trovata.
Sembra che Pjaca non sappia di sè, che cerchi tutto e non raccolga niente, core a vuoto senza senso.
Ha mezzi evidenti, ma non è un giocatore, non ancora. Punta l’uomo come un ragazzino in strada, non ha malizia, non ha mestiere. Però ha una squadra alle spalle.

Il Napoli turba e si turba. gioca col fuoco. Da Los Angeles ha voglia di chiamare Sarri e far finta di niente, perchè il contratto non lega nessuno. Avrebbe dovuto farlo a Madrid dopo il 3-1.
Risultato normale per le differenze di club, soldi, esperienza, potere, giocatori, allenatore.
Poteva andare peggio ed è l’unica cosa vera e utile detta nel delirio da .

Il non conta. L’Atalanta sarà un test, ha già vinto all’andata, viene al San Paolo per un posto in Europa League che sarebbe un miracolo.
Come sempre Sarri mostra lo stellone: lui potrà lavorare tranquillamente senza rotture di scatole (leggi ADL) tra i piedi. Gasp ne ha ceduti momentaneamente 4 a Ventura fino a mercoledi sera, una sciagura.

Inter- potrebbe portare novità, anche perchè nonostante risultato apparentemente acquisito, -Villa si gioca giovedi!
Il Napoli stavolta deve approfittarne. Perchè dopo si balla, ciclo della vita e della morte:
25.02: Napoli-Atalanta; 28.02: -Napoli (semifinale andata Coppa Italia), 04.03: -Napoli (con la che avrà un giorno in meno per riposare dopo - di Coppa Italia il 1 ), 04.03 Napoli-

Finalmente partite vere che Madrid avrebbe potuto mettere in una cornice di consapevolezza diversa!
Adesso vediamo di che pasta sono fatte le 3 migliori squadre italiane, in Italia e all’estero.
Manca poco.