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Campionato stantio, Inter ancora small.

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di Paolo Paoletti – L’unico risultato degno di nota della Venticinquesima l’ha fatto l’Inter a Bologna perché continua a sperare nella rincorsa . La cosa favorisce il , con gli occhi puntati su San Siro.
Juve, Roma e invece hanno dato forza alla classifica, battendo Palermo, Torino e Chievo.

La differenza è che l’Inter infatti è ancora in costruzione, le 3 davanti sono opera fatta.

Non ci sono segnali di novità veri in un stantio e deludente, di qualità medriocre ed interesse pari allo zero, in attesa degli scontri diretti
Pioli nonostante 9 vittorie nelle ultime 10 partite – la Roma col Toro è arrivata a 10 su 11 – non ha preso niente alla Juventus. E solo 3 punti a Roma e , che non servireero se tutto fosse già finito come sembra.

C’è però una crescita evidente dei nerazzurri, diventati avversario scomodo, che crede nel risultato e lo cerca.
Vincere tante partite negli minuti è sintomo di squadra. È questo il ite che andava superato, saper pensare tutti insieme la stessa cosa.
L’Inter non è più forte di Juve-Roma-, ma è l’avversario peggiore da incrociare per chiunque, perché ora ha giocatori e coscienza di sé.
Anche Gabigol è un segnale. Il suo gol decisivo e fragile a Bologna un mese fa non l’avree segnato.
E come tutte le buone cose, l’Inter adesso è padrona della sua fortuna. Il destino non c’entra.
Ci sta credendo: meno gli si chiede, meglio sarà per tutti.

Domenica c’è Inter-Roma, partita vera, senza inganni arbitrali recriminati allo Stadium.

La Roma oggi vale la Juve, è più forte del , più concreta, solida e spattacolare. Spalletti ha rigenerato Dzeko, miracolo dei miracoli, fuori dagli schemi e dentro l’antica universalità del , palla rapida e creatività, un buon portiere e un centravanti che segna.
Se batte questa Roma, l’Inter avrà trovato se stessa.

In settimana la Juve sarà a Oporto, il Porto è una buona squadra non quanto la Juve.
Le circostanze stanno proiettando i bianconeri tra le tre-quattro più forti d’Europa. Forse è l’unica a crescere nel degrado generale del italiano.
Ha ritrovato Dybala, ha sempre avuto Higuain, cerca invano Pjaca, che nel progetto era l’ultima trovata.
Sembra che Pjaca non sappia di sè, che cerchi tutto e non raccolga niente, core a vuoto senza senso.
Ha mezzi evidenti, ma non è un giocatore, non ancora. Punta l’uomo come un ragazzino in strada, non ha malizia, non ha mestiere. Però ha una squadra alle spalle.

Il turba e si turba. De Laurentis gioca col fuoco. Da Los Angeles ha voglia di chiamare Sarri e far finta di niente, perchè il contratto non lega nessuno. Avree dovuto farlo a Madrid dopo il 3-1.
Risultato normale per le differenze di club, soldi, esperienza, potere, giocatori, allenatore.
Poteva andare peggio ed è l’unica cosa vera e utile detta nel delirio da De Laurentis.

Il Chievo non conta. L’Atalanta sarà un test, ha già vinto all’andata, viene al per un posto in che saree un miracolo.
Come sempre Sarri mostra lo stellone: lui potrà lavorare tranquillamente senza rotture di scatole (leggi ADL) tra i piedi. p ne ha ceduti momentaneamente 4 a Ventura fino a mercoledi sera, una sciagura.

Inter-Roma potree portare novità, anche perchè nonostante risultato apparentemente acquisito, Roma-Villa si gioca giovedi!
Il stavolta deve approfittarne. Perchè dopo si balla, ciclo della vita e della morte:
25.02: -Atalanta; 28.02: Juventus- (semifinale andata Coppa Italia), 04.03: Roma- (con la Roma che avrà un giorno in meno per riposare dopo Lazio-Roma di Coppa Italia il 1 marzo), 04.03 - Juventus…

Finalmente partite vere che Madrid avree potuto mettere in una cornice di consapevolezza diversa!
Adesso vediamo di che pasta sono fatte le 3 migliori squadre italiane, in Italia e all’estero.
Manca poco.