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Ha perso la verità, il calcio ‘spuzza’!

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di Paolo Paoletti - La sentenza di cassazione su Calciopoli rende il calcio ancora meno credibile: cosa è accaduto 9 anni fa?
Dopo primo e secondo grado di giudizio, 18 ore tra dibattito e camera di consiglio in ultima istanza, ha vinto la prescrizione e perso la verità!!!

Questo è il punto, può essere il solo De Sanctis, l’unico uomo nero del pallone?
No, non è così. E non è neanche lo scherzo che Luciano, Lucky Luciano- dice di aver vissuto nelle aule dei Tribunali.

Calciopoli non è stato uno scherzo, il calcio è bacato, bisognoso di riforma etica e morale. Nelle istituzioni e nei !
La Figc è fuori controllo, lo era anche quando fu Commissariata da Rossi, essendo Franco Carraro e il suo vice Mazzini protagonisti dello pari solo alle manette negli del 1980!

Ora la battaglia della Juve, pone l’ultimo nodo: la giustizia sportiva può ridare ciò che la giustizia sportiva ha cancellato?
Il 32° scudetto e i 433 milioni di risarcimento che la avanza alla giustizia sono l’ultima mina alle fondamenta del mondo del pallone.
La questione è semplice: la giustizia sportiva va difesa se sentenzia su prove certe di contravvenzione dei regolamenti dello sport.

Possibile che lealtà e probità sportiva non sono niente per i codici di legge?
Possibile se vengono traditi, proprio in campo e proprio dai tesserati ad ogni partita, per inseguire un unico fine: i soldi!
Per soldi si comprano e vendono partite, per soldi si corrompono gli arbitri, per soldi si elegge chi deve garantire giustizia e correttezza delle attività e spessore valoriale al movimento calcistico.

Il tutto fa a cazzotti. Chi si adopera per soldi, non può rappresentare e difendere valori.
E’ lo stesso motivo per cui l’Italia è il 5° paese più corrotto del mondo, dopo Cina, India, Russai e co! Il Quinto!!!

La cancellazione della condanna a 2 anni e 4 mesi comminata in Appello a Luciano , come quella di 1 anno e 8 mesi per Antonio Giraudo, sono la
cancellazione dei valori dello sport e la certezza di aver perso la verità!

La prescrizione non è una assoluzione: è la manifesta incapacità di arrivare ad una sentenza di verità. Nel Calciopoli è l’Italia che ha perso non solo il calcio. Ma se abbiamo gioito per il Mondiale 2006 a 30 giorni dallo e se nell’82 il trionfo di Madrid consentì una amnistia anche nello sport non c’è e non ci può essere speranza.

La sacralità dei valori sportivi, sono colonna portante di un Paese. Fondamenta che in Italia sono marce.
Se alla nostra giustizia penale non sono bastati 9 anni per definire le pene di reati gravi per l’interesse pubblico peraltro spropositato che il calcio attira e alimenta, possiamo e dobbiamo andare via da questa Italia.

Dica Renzi, cosa significa questa prescrizione. Dica Renzi che garanzie da l’Italia di risarcire che è stato derubato e di punire chi ha rubato.
Calciopoli ha certamente rubato i sentimenti, le emozioni, i di milioni di italiani che non saranno mai risarciti. Come non lo saranno i milioni di scommettitori che avevano puntato sulla pulizia del pallone, la credibilità di un risultato, l’onestà dei protagonisti!

Per questo la prescrizione dei reati di Calciopoli, sono un danno impagabile che e Governo devono far pagare. Adesso, dopo 9 anni, con leggi ferree e sentenze certe.
La prescrizione è l’estinzione di un reato passato un tempo. Come è possibile dire che non ho più rubato se sono passati 9 anni dal furto fatto?
E’ ridicolo, e malaffare stesso questa sentenza! I giudici dovrebbero rsi nel diritto dell’imputato ad un in tempi definiti, certi!
Come è possibile preservare per 9 anni l’inquinamento delle prove, la memoria dei testimoni, il senso dei fatti avvenuti?
Ciò non significa che non siano accaduti!

Le parole del procuratore generale Gabriele Mazzotta nella sua ultima requisitoria validano… “l’esistenza di una associazione a delinquere finalizzata a condizionare i risultati delle partite, le designazioni arbitrali, le carriere dei direttori di gara, e l’elezione dei vertici della Lega calcio”.

La Corte avrebbe dovuto convalidare le sentenze di secondo grado pur prendendo atto della prescrizione, ad eccezione delle condanne agli ex arbitri Paolo Bertini e Antonio Dattilo per i quali è stata chiesta l’assoluzione e sono andati assolti. Bertini e Dattilo rinunciando alla prescrizione sono usciti puliti. Non De Santis che pure aveva rinunciato alla prescrizione, ma è stato condannato a 10 mesi con sospensione della pena.

Le della sentenza, si conosceranno tra mesi, tempi biblici per capire perchè decisivi della storia del nostro calcio. Ennesima buffonata, di un partito con circa 50 indagati: arbitri e assistenti, i vertici della Federazione, dirigenti e presidenti di tanti . Questa mega associazione a delinquere si accartoccia su se stessa, riducendosi a 2 arbitri e 3 partite. Una truffa!

infatti frodato tutta Italia sportiva da solo, orientando i risultati delle partite per opera e ‘virtù’ individuali.
La sentenza è una sola: la verità ha perso e noi tutti siano stati derubati della giustizia.
Tutto ciò non è uno scherzo, l’Italia non ride più.