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Calcio a Natale, quando fermò la Guerra ’15-’18!

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di Paolo Paoletti - Un calcio senza eroi, miti, leggende, che affoga nei e negli scandali è stato per decenni l’oppio dei popoli e lo più bello del mondo!
Ricordiamocene almeno a Natale, sui campi, sui media, anche sui , quando ci sono storie da raccone.

Il calcio sa essere fantastico, lo scoprimmo per la prima volta il giorno di Natale 1914, con l’ dilaniata dalla Prima Mondiale, terribile Grande . La Tregua di Natale, come venne ribattezzata poi, aveva concesso ai due eserciti nemici, inglese e tedesco, di interrompere le ostilità per una giornata e seppellire tutti i cadaveri, sgomberando le trincee e la Terra di Nessuno, una striscia di 50 metri che divideva due eserciti nemici.

L’alba arrivò diversa, struggente: i tedeschi, ricordando l’importanza del giorno, si svegliarono accendendo fiammelle e cantando canzoni di Natali. Gli inglesi si adeguarono subito: deposte le armi, si unirono al canto di “Stille Nacht”, o “Silent Night”. Un c univa due eserciti che fino a 24 ore prima si sparavano in modo incessante. Un’incredibile atmosfera natalizia aveva pervaso gli animi dei soldati, tanto che uscirono dalle trincee e si mossero gli uni verso agli altri, per aracciarsi e condividere fotografie, sigarette, sorsi di rum e whiskey, bottoni. Uno scenario da brividi, nel quale improvvisamente apparve un pallone, fatto di stracci: all’inizio nessuno ee il coraggio di toccarlo, poi un grosso tedesco ubriaco scagliò il primo calcio.

Fu l’inizio della partita di Natale: 50 uomini contro 70 separati dalle divise diverse, una sfida nella quale chi aveva il pallone era un po’ la divinità del momento. Tedeschi e inglesi continuarono a tirare quella palla da una parte all’altra della Terra di Nessuno fino a notte fonda, e qualcuno continuò anche quando ormai quegli stracci erano completamente infradiciati: la partita finì 3-2 per i tedeschi, o almeno così scrissero alcuni soldati nei l diari. Da allora la Partita della Pace è entrata a far parte dell’immaginario universale: viene citata in una canzone di Paul McCartney, in un film del regista francese Carion e venne ricordata persino dall’ presidente dell’Uefa Michel , che inaugurò a Ploegsteert, teatro del match, un monumento in memoria a quei soldati, che si riscoprirono bambini e calciatori per una giornata. “Il pallone aveva rimpiazzato le pallottole, e per la durata di una partita di calcio l’umanità aveva ripreso il sopravvento sulla bare”, recita il diario di un soldato. E allora capiamo perchè il calcio è più forte di tutto, anche delle guerre.

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