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Cairo, no Tavecchio. DeLa ‘pregiudicato’.

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di Paolo Paoletti - Carlo Tavecchio si sente già presidente della gc, nonostante la bufera delle dichiarazioni sulle ‘banane’.
La candidatura perde anche il Torino di Urbano Cairo, che si aggiunge a Juventus, Roma, orentina, Sassuolo. E Brescia in serie B.

Il problema non è nella persona di Tavecchio, seppur un pregiudicato. Il problema è la mentalità che rappresenta Tavecchio: superata, lobbystica, corrotta, affarista. Tavecchio è il ‘cavallo’ scelto da e Lotito, cui si è afancato , che predica la rivoluzione del calcio ma accetta tutti gli imbrogli del Sistama perchè ne è espressione piena. fu selezionato da e per recuperare il fallimento-Napoli che signicava una perdita di 36 miliardi per Mediobanca e Franco Carraro, allora presidente gc.

non è mai cambiato: col Napoli si è messo in tasca 58 milioni di euro in 10 anni, soldi dei napoletani versati direttamente al botteghino, per accordi commerciali, acquisti di prodotti marchiati Napoli e sponsorizzazioni. Il Napoli è ntamente autonomo, ma assolutamente legato ai segreti del Sistema che u8sa il calcio per interessi personali.

Non è un caso se Agnelli, , Della Valle e perno Squinzi presidente di Conndustria sono contro Tavecchio per una vera rivoluzione che riporti la gc al centro del potere del movimento calcistico, orientando la Lega che pensa solo ai soldi, strafregandosese dei , della , degli stadi, del calcio italiano.

Tavecchio è incandidabile, quanto lo è stato presidente del Consiglio. Va cacciato dagli organi federali come tutti quelli che non fanno calcio ma del calcio un’industria che sfrutta l’interesse pubblico, intascando nel personale.

“Carlo Tavecchio non è più candidabile alla presidenza della Federcalcio” lo dice anche Cairo, presidente granata. “Non lo appoggiamo più perché è diventata una candidatura controversa. Con questo non signica che passiamo a Demetrio Albertini, vuol dire che dobbiamo rivedere l’intera governance del nostro pallone. Con l’attuale sistema – nota Cairo – c’è la possibilità per la Lega Dilettanti e la Lega Pro di eleggersi presidente della Federcalcio a maggioranza: niente contro la adottata da queste due leghe, ma c’è anche, e soprattutto, un calcio espressione del mondo professionistico che non può restare ai margini”.

La Lega di serie A con 18 voti e 2 astenuti, aveva deciso di sostenere Tavecchio nella corsa federale: “bisognava dare un segnale. Per una volta ci sembrava giusto che la Lega Calcio si esprimesse compatta, o quasi”. Torna poi sul commissariamento: “Penso che il presidente del Coni Malagò avrebbe lo spessore giusto per guidare il nostro mondo verso quelle riforme che non sono più differibili. Malagò è un personaggio di spessore e può riformare il mondo del calcio”.

Cairo non teme rappresaglia per il suo ritiro…”Non so. Le società che in un primo momento erano con Albertini e che poi invece avevano votato con Tavecchio per dare compattezza alla Lega, adesso stanno tornando all’opposizione”.

Carlo Tavecchio ribadisce: “Vado avanti con la candidatura alla presidenza gc sin quando le quattro Leghe mi confermeranno il loro appoggio”.
Albertini invece annuncia: ‘Ho ribadito a Malagò no a commissariamento. Non abbiamo parlato dell’ipotesi del commissariamento della gc, ho ribadito che in questo momento non ce n’è la necessità, e la possibilità, visto che ci sono due candidati”.
Albertini dopo due ore di colloquio col presidente del Comitato olimpico, Giovanni Malagò si è poi soffermato sulla volontà di Tavecchio di insistere nonostante la bufera: “Carlo l’ho sentito ieri, mi sembra assolutamente giusto che vada avanti. Siamo stupiti dall’ipotesi di un commissariamento della gc, non esiste alcun presupposto per un atto del genere”.

Al momento lo zoccolo duro che sostiene Tavecchio non si sfalda, ma non si può escludere – visto il clima rovente – che all’assemblea non si arrivi con la fumata bianca.

L’Ufcio antirazzismo si scaglia contro Tavecchio…”Le parole pronunciate da Carlo Tavecchio sono sicuramente gravi, sia per il loro contenuto, sia perché pronunciate in un’assemblea pubblica”: così Marco De Giorgi, direttore dell’Ufcio Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio (Unar), commenta il caso Tavecchio.

E Ulivieri rincara: “Il linguaggio di Tavecchio rispecchia il suo modo di essere così come certe frasi. Basti pensare al titolo di un progetto sul calcio femminile che ci aveva presentato tempo fa: ‘Spogliati e gioca…’.
Lo ha svelato Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione italiana allenatori calcio (Aiac), intervenendo oggi a Coverciano per sostenere la candidatura alla presidenza federale di Demetrio Albertini e bocciare quella del presidente della Lega dilettanti.

“Nelle mani di Tavecchio il calcio femminile sta morendo mentre in ogni parte del mondo, Palestina compresa, sta crescendo. – ha aggiunto Ulivieri – Se dovessi dargli un consiglio mi rivolgerei come ha fatto sua moglie: ‘Ma chi te lo ha fatto fare?’. Ognuno deve essere consapevole dei propri limiti e della propria inadeguatezza”.

Il piano B. Giovanni Malagò, sta preparando un piano B per il commissariamento. Il capo dello sport ha visto a Palazzo Chigi Matteo : occasione la ‘festa’ per i medagliati azzurri ai di scherma. I due in 10 minuti hanno deciso la piena condanna del alle frasi di Tavecchio ma nessun intervento dell’esecutivo. Qualsiasi ingerenza metterebbe la Federcalcio a rischio sanzioni fa.

si è limitato a ‘delegare’ tutto a Malagò: “Nessuna domanda su Tavecchio, c’è anche altro oltre il calcio. Sul calcio mi sento rappresentato dal presidente Coni”.