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Buio Napoli: Sarri mediocre senza Higuain!

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di Paolo Paoletti - Urla e grida grida nello spogliatoio del : erano gli stessi giocatori ad urlare, ma nessuno a parlato per spiegare una devastante sconfitta. Tutti in silenzio stampa, uno stupido e dannoso silenzio.
Sarri zitto, De Laurentis via 5 minuti prima della fine…
Il fuorigioco di sull’1-0 può aver ‘condizionato’ in parte il risultato, non la pessima prestazione di un irriconoscibile, fumoso, didascalico.

De Laurentis è esploso in tribuna, trattenuto dai figli Luigi ed Eduardo e dalla moglie. Avree voluto accusare Brocchi nell’vallo ai microfoni di Mediaset, che detiene i diritti di viste ai giocatori alla fine del primo tempo, ma non è previsto che un dirigente possa parlare all’vallo.
Poi il cinepresidente ha cambiato idea, lasciando San Siro a 5 minuti dalla fine.

Il perde a Milano 2-0 contro l’. Il fuorigioco di non è il motivo del k.o: la squadra ha mostrato limiti mascherati dal gioco di Sarri e da un travolgente.
Lento, accademico, ormai sgamato, il non sa cambiare tema di gioco in partita.
E’ un fatto acclarato dalla trasferta col Genoa dell’andata, quando Gasp per primo fece marcare a uomo Jorgino.
Lo ha fatto anche Macinini con Jovetic e tutto è finito lì…

A San Siro è calato il sipario sullo scudetto, la Juve vincerà il Quinto consecutivo, il secondi di Allegri!
Sarri battuto ancora 2-0: era già succeso in Coppa Italia al , e di un niente sempre a sfumò il 2-2 per 2 pali dell’ nel finale.

Mancini ha stretto la mano a Sarri, gesto d’ospitalità e formale. In campo ha stravinto il duello, senza parole.

NOTE. Vantaggio al 4′ di , l’ raddoppia al 44′ con Brozovic. Tre punti che consolidano il 4° posto.

VOTI DI ATTACCO E DIFESA.
Murillo-Miranda 7. Muro invalicabile, almeno per Gaiadini e compagni. Precisi, puntuali, non sbagliano un vento. Ai livelli di inizio stagione.
7. Lo stop con cui si costruisce il gol del vantaggio è pura poesia. Dopo la rete svolge un lavoro prezioso per la squadra con tanto di assist a Brozovic

Koulibaly 4,5. Se non è ala massimo della forma fisica e mentale non può giocare. Approssimativo nel tenere la linea, in ritardo su su primo e secondo gol.
Gaiadini 5. Poco mobile, si nasconde quando serve aiuto ai compagni. Nullo in area di rigore anche perchè mai servito.
Azzerato dalla difesa nerazzurra, non prova mai a tirare.
Insigne 5. Svuotato: non punta mai l’uomo con successo a sinistra non crea mai superiorità.

TABELLINO. - 2-0
(4-3-3): Handanovic 6,5; D’Ambrosio 6,5, Murillo 7, Miranda 7, Nagatomo 6; Kondogbia 6,5 (23′ st Biabiany 6), Medel 6,5, Brozovic 7; Jovetic 6,5 (32′ st Felipe Melo 6), 7 (43′ st sv), Perisic 6,5.
Allenatore: Mancini 7

(4-3-3): Reina 5; Hysaj 5,5, Albiol 5, Koulibaly 4,5, Strinic 5 (5′ st Ghoulam 5); Allan 5,5, 5 (28′ st El Kaddouri 5), Hamsik 5,5; Callejon 5,5, Gaiadini 5, Insigne 5 (5′ st Mertens 5,5).
Allenatore: Sarri 5

: Rocchi 4,5.
Marcatori: 4′ , 44′ Brozovic
Ammoniti: Nagatomo, Murillo, Perisic, Kondogbia; , Albiol, Mertens.

A MILANO E A

LA GAZZETTA DELLO SPORT. Dura analisi della Gazzetta dello Sport sul ko rimediato dal , mettendo nel mirino la prova deludente di Gaiadini, chiuso nella morsa dei centrali nerazzurri: “Il , qui a Milano irrimediabilmente orfano di , ha perso di netto, ma in lontananza s’ode il coro delle proteste per la prima rete ista, viziata da fuorigioco. Un offside minimo, e però, offside, quanto basta per alimentare la nenia dei complotti e dei poteri forti. Fate pure, ma chi frigna vince di rado. Per il saree meglio riflettere sulle cause della sconfitta. La più evidente è stata l’assenza di , squalificato per tre giornate. Al primo impegno di livello – domenica scorsa col Verona ha goduto di un morbido approccio – Manolo Gaiadini è evaporato. Ben marcato da Murillo e Miranda, scollegato dai compagni, ha toccato la miseria di 17 palloni. Morale, senza il non saree dov’è. Il secondo motivo va ricercato nella fase difensiva”.

IL MATTINO. Gaiadini e Insigne fanno . I due non fanno nessuna giocata particolare, sovrastati dai difensori isti. Male anche , l’altro azzurro nel giro della Nazionale. Lorenzo delude proprio sotto gli occhi del ct Conte in tribuna, per dare uno sguardo a tutti i possibili azzurri e soprattutto a lui in vista delle convocazioni per gli di giugno in Francia.
Lorenzo prova a darsi da fare, tra gli attaccanti azzurri è quello che tocca il maggior numero di palloni ma praticamente non incide mai, gli manca il solito guizzo in velocità, quello che fa male ai difensori avversari.

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