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Brexit day, la Gran Bretagna saluta e se ne va: tra 1 anno, passaporto!

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La Gran Bretagna saluta l’Ue e la Manica torna a essere un conne europeo, fra il continente e l’isola. E’ bastato lo scoccare di un secondo, segnato dal countdown sulla facciata di Downing Street e sulle bianche scogliere di Dover, a chiudere una pagina di durata quasi mezzo secolo, dal ’73 a oggi: quella del matrimonio, d’esse eppure non privo di frutti, di Londra con Bruxelles.

La Brit diventa tà nella notte, l’Union Jack e la bandiera azzurra con le stelle europee si separano, ammainate nei rispettivi del , fra i festeggiamenti colorati, a tratti raiosi, e il boato del popolo euroscettico riunito in folla a Londra; e le recriminazioni, il rammarico, il dolore di chi questo epilogo non avree voluto: nel Regno come altrove.

Il suggello del Brit Day è arrivato dall’uomo che in questi mesi è riuscito far sale il banco e a mettere ne allo stallo, dopo aver già condotto in prima la la campagna pro Leave del referendum del giugno 2016: Boris Johnson, controverso, ma vincente nell’ora destinata a segnarne l’ e in attesa del giudizio dei posteri.

In un messaggio alla nazione il primo ministro Tory ha fatto sfoggio di ottimismo e richiamato all’unità un Paese profondamente lacerato, anche se in maggioranza forse sollevato dalla sensazione di aver dato almeno un primo taglio alle incertezze. Ha denito questo passaggio – comunque epocale – “l’alba di una nuova era”, che “non segna una ne, ma un inizio”.

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