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“Brasile, rifugio delle mie emozioni”, Ilaria corre da Gigi?

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di Ilaria D’Amico - Il mio primo Mondiale cominciò con Paolo in Spagna. Avevo 8 anni, eravamo al mare, c’era in casa un’eccitazione che non capivo, ogni giorno la tavola piena di gente e il televisore acceso. Sentivo che stava accadendo qualcosa di diverso, quasi di universale e intimo. La mia prima coscienza del . Poi la paura, la tensione, le lacrime, la gioia: avevamo vinto con il .
Sono molto legata anche al nazione. Il mio inizio televisivo fu in Rai, con la Giostra dei che andava in onda per gli ni all’estero. Mi capitava di andare in Sud America e trovare chi mi riconosceva, effetto sconosciuto allora in .
Amo soprattutto il Nord del , quello profondo e ancora abbastanza selvaggio. Ho preso la piccola abitudine, non severissima, di passarci alcuni miei momenti importanti. Quando è accaduto qualcosa nella mia vita che mi andava di sottolineare, ho amato prendere un aereo e nascondermi là. Sento quel come un altrove che mi appartiene, si vive in modo semplice e diverso. Quando mio glio Pietro aveva appena sette mesi, cioè appena fu in grado di nutrirsi di pappette e partire, lo portai in quella specie di seconda terra. Non fu come vincere un Mondiale, ma una grande partita sì. Stava mettendo i dentini, smaniava e non capiva il suo primo viaggio. Fu una gran fatica, ma alla ne fui orgogliosa della nostra prima trasferta.
Penso che giocare un Mondiale in sia una buona ragione perché lo vinca il . Ma non è un obbligo. Vedo più leggera la Spagna, un po’ più pesante la Germania, molto legata a l’. Penso a un Mondiale lento, umido, accaldato, ma penso anche che tutti i grandi sudamericani giocano in da anni, molti in Inghilterra, alcuni persino in come Hulk. Avranno problemi anche loro con “l’inverno tropicale”.
L’ arriva nascosta come sempre. Come nel 2006, il Mondiale imperfetto che divenne perfetto. Il mio primo Mondiale con .
Ma siamo una squadra da combattimento, andiamo avanti per tigna, per invenzioni che vengono da lontano e per fortuna non ci abbandonano mai.
Non so se vinceremo, credo non sia facile. Ma non saremo nemmeno noi facili per nessuno. Buon Mondiale a tutti, sapete dove trovarmi.