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Bocciato ADL: il Napoli poteva vincere in Europa!

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di Paolo Paoletti - Vista la finale, il Napoli avrebbe certamente potuto giocare a Lione. Non so se battere l’ e vincere l’, ma con la fortuna che sempre serve in queste occasioni uniche, con buone chances.

De Laurentis si è lamentato di Sarri proprio della poca attenzione data alle Coppe europee (prima la Champions poi l’), ma è proprio il cine-presidente ad uscirne nettamente bocciato, perché la politica del club – ovvero definizione e priorità degli obiettivi – non spetta ad un allenatore!

Qui si apre il vero capitolo futuro: poteva il Napoli di Sarri essere al posto del Marsiglia? Certamente si. E poteva esserci anche la Lazio.
Potevano le due ne alzare la pesantissima ? Si, con un po’ di fortuna.

Fortuna non solo perché serve sempre, ma perché tra e Napoli, tra Simeone e Sarri, tra ‘cholismo’ e ‘sarrismo’ ci sono diferenze che spiegano tutto e sbugiardano tanti luoghi comuni.

L’Atletì di Enrique Cerezo quest’anno è stato da secondo posto. Ma si batte ogni anno contro Barcellona e Real Madrid, 2 tra i 6 club più forti al Mondo.
Non ha i soldi dei competitor, come Napoli e Juve, ma regge la concorrenza con una identità di gioco corretta e congrua per le possibilità del club., sempre migliori.

Questo è il vero nodo: rapportando il concetto, il bel gioco di Sarri raccoglie applausi, ma è lontano dal come vincere con le possibilità del club.

Diego Simeone ha una rosa di 19 giocatori, età media di 27.8 anni, solo 12 stranieri, 14 nazionali, il cui valore complessivo stimato è di 630 milioni. L’ultimo chiuso in attivo: +1,25mln!

Se Griezman ha una clausola di 100 mln. Gli altri 18 valgono mediamente 29,5 mln a testa! Ovvero tutti ottimi giocatori, ben quotati, ben retribuiti.
Guidati magistralmente dall’allenatore statisticamente – secondo i risultati – il migliore in Europa il cui modello di gioco non si basa sull’estetica ma sull’identità del club: la garra ‘colchoneros’, di cui l’uruguayo Godin è il primo interprete.

“Abbiamo vinto perché se cadiamo sappiamo rialzarci” ha spiegato Simeone nella notte del trionfo di Lione. Mentre Sarri ha dovuto ammettere che il crollo di Firenze è stata la prova dell’incapacità di assorbire e reagire al 3-2 a San Siro della Juve.

E smettiamola anche con l’alibi arbitri: in Spagna, verso Real e , non c’è sudditanza psicologica ma sudditanza e basta!

Per capire le differenze e l’incompetenza in cui versa il Napoli, è necessario un paragone tra Cerezo e De Laurentis, i due presidenti.
Per ironia della sorte Enrique Cerezo è anche lui un produttore tografico. E’ Presidente del Club Altlètico de Madrid SAD dal 2003.

In 15 anni ha vinto:
1 Liga, 1 Copa del Rey, 1 Supercoppa di Spagna, 3 , 2 Supercoppe Europee. E’ arrivato secondo 2 volte. Il primo titolo arrivò dopo 14 anni di buio del club e solo 4 anni di studio della sua gestione.

Dal dicembre 2011 si è affidato a Diego Simeone, contrattualizzato fino al 2020. Tre cicli triennali.
E si è guadagnato il rispetto di tutti i club spagnoli, al punto che il Barcellona pagherà 20 milioni più della clausola (100) il cartellino di Griezmann!
Come se la Juventus avesse pagato Higuain 110mln invece di 90!!!

In più Cerezo ha costruito in 3 anni il nuovo stadio: Metropolitano de Madrid, da 68.000 posti ed ha raggiunto i 118.064 soci!!!

Cerezo è proprietario di 8Madrid, canale . De Laurentis bafacchia di Napoli Channel da 10 anni.

Sempre Cerezo per essere competitivo ha tirato dentro il fortissimo Gruppo Dalian Wanda, i cinesi di Wang Jianlin, che attualmente possiede il 20% delle quote dell’, acquistate nell’aprile 2015 per 45 milioni di euro.
Cui sono seguiti altri 15 milioni come contributo volontario finalizzato al potenziamento dell’Academia (settore le) e inserito nel conto economico della società.
ADL tre anni fa chiese 360 milioni agli Sceicchi per il solo titolo ed il marchio SSCNapoli!

Il Napoli è un club a carattere familiare, di proprietà di una aziendina tografica come la Filmauro – 500.000 euro di capitale sociale, fino a qualche anno fa – sostenuta dal Calcio Napoli; con i cui soldi – attivo di 66milioni, esercizio 2016/17 – non si acquistano calciatori.
Ma stranamente De Laurentis riesce a fare ‘Cinecittà Word’, il primo parco tematico in dedicato al mondo del . L’investimento di IEG (n Entertainment Groupon), è costato 250 milioni. I principali azionisti di IEG sono Luigi Abete, Andrea e Diego Della Valle, Aurelio e Luigi De Laurentis e la famiglia Haggiag con la partecipazione di Generali Properties.

I 3 imprenditori che avevano fallito anni prima nel progetto ‘fabbrica romana del ’, così definita da Ettore Scola. Nel 2012 i conti si erano chiusi in rosso per 5,6 milioni, seguiti 2 anni dopo da un buco di 11,4 milioni della capo gruppo e da 1,5 milioni nel 2015.

A Madrid invece il gruppo cinese Wada è da poco sponsor anche della Fifa, oltre a detenere i diritti di naming della Ciudad Deportiva, il bellissimo centro sportivo dell’Atletì, situato nella cittadina di Majadahonda, a 16 km dalla capitale.

Calcio Business? Certo, ma di chi lo sa fare, ugando interesse e risultati, vittorie e impresa.
Da produttore Enrique Cerezo ha fondato la ‘Producciones tográficas’ e dal 1998 è presidente della Entidad de Gestión de Derechos de los Productores Audiovisuales.

Nel novembre del 2010 è premiato miglior produttore tografico 2009/10. Negli 13 anni ha prodotto 30 film! Ma l’Atletì non sbaglia un colpo. Perchè l’apprendistato da vicepresidente di Gill cominciò nel 1987, fino al 2003!

Il nostro calcio, benché mediocre, avrebbe meritato almeno una finale europea: la Roma l’ha sfiorata, la Lazio ha pagato una notte di follia a Salisburgo. Il Napoli scientemente si è tirato fuori con la chimera scudetto.
La Spagna ancora una volta è in grado di fare man bassa: l’Atletico ha già fatto il suo, il Real è favorito sul Liverpool.

Ma il Napoli avrebbe potuto contendere l’ ai conchoneros.
Il calcio deve farlo chi lo sa fare. Fin quando sarà solo terra di conquista di affaristi come De Laurentis, non ci resterà che piangere!

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