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Blazar, i fantasmi esistono: 4,5 mld di anni luce, direzione Orion!

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Un blazar, ossia una galassia con al centro un enorme buco nero, è la prima sorgente mai vista dei fantasmi dell’universo, i neutrini cosmici.

Sono questi i nuovi messi dell’astronomia, insieme alla luce e alle onde gravitazionali sono stati visti in Antide dall’esperimento IceCube, che ha allertato il telescopio Fermi della Nasa e altri 15 esperimenti: tutti hanno visto il blazar. Alla scoperta, annunciata in Usa, l’ partecipa con la sua Agenzia Spaziale (Asi), Istituto di sica Nucleare (Infn) e Istituto di Astrosica (Inaf) e molte università.

Importante il ruolo dell’Osservatorio Europeo Australe (Eso)

E’ un altro importante passo in avanti nella nuova astronomia, quella multi-messo basata su segnali di tipo diverso e inaugurata nel 2017 con l’osservazione della luce e delle onde gravitazionali generate dalla collisione di due stelle di neutroni. Quei segnali erano stati catturati dai rivelatori di onde gravitazionali Ligo e Virgo e da 70 telescopi.

La scoperta è pulicata in una serie di articoli sulle riviste Science e Monthly Notices of the Royal Astronomical Society e Astrophysical Journal Letters. Come era accaduto nel 2017, anche questa scoperta è stata corale e fornisce solidi indizi per riuscire a spiegare uno dei misteri dell’astronomia, ossia l’origine dei raggi cosmici di altissima energia.

I neutrini sono considerati nora particelle fantasma perché agiscono molto debolmente con la materia, attraversandola senza lasciare traccia. La fonte appena scoperta è un rarissimo corpo celeste, un blazar indicato con la sigla TXS 0506+056: questa galassia attiva con un buco nero supermassiccio al centro si trova a 4,5 miliardi di anni luce dalla Terra, in direzione della costelne di Orione.

Il segnale, chiamato IC-170922A, era stato catturato dai rivelatori nelle profondità dei ghiacci dell’Antide. nora le uniche due fonti note erano il Sole e una supernova molto vi.

Quella appena scoperta è quindi la prima fonte di neutrini non stellare. Non appena ricevuto l’allerta dall’esperto IceCube, lo strumento Lat del telescopio Fermi ha diramato un ATel, ossia un Telegramma Astronomico che ha permesso a tutti gli altri 14 esperimenti di pune la sorgente.

La suc di allerta seguita alla prima segnane fatta dall’esperimento IceCube (fonte: Nicolle R. Fuller/NSF/IceCube)

Le prime conferme sono arrivate dal satellite no Agile, izzato dall’Asi con il contributo di Inaf e Infn e dai telescopi Magic, dell’osservatorio di La Palma alle Canarie, izzati con in contributo di Inaf e Infn.