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Real-Liverpool, la febbre sabato sera!

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di Carmen Castiglia e Mary Bridge - Real Madrid-Liverpool tuoni e fulmini!
La finale di Champions a se la giocheranno le migliori due squadre d’attacco in Europa.
Da una parte l’equilibrio di Zizou, fine stratega e grande gestore di un gruppo di campioni.
Dall’altra Klopp, padre del Gegenpressing e del gioco offensivo, anche a scapito di una difesa allegra.

Filosofie e modi di approcciare sfide decisive opposti che rendono la finale Champions gara imprevedibile, spettacolare, poco decifrabile.

Zidane è l’allenatore che sa solo vincere, infallibile fuori dalla Liga.
Una sorpresa lietissima per il europeo capace di conquistare la Champions subentrando a Benitez all’esordio in prima squadra. Un gestore capace di leggere le partite soprattutto mentalmente, imponendo ai suoi giocatori – tanti fuoriclasse – una mentalità del lav che ha esaltato CR7.

Gli schemi utilizzati hanno poco di nuovo, ma nella semplicità c’è il segreto del Real Madrid da lui gestito, migliorando tatticamente giocatori chiave come Casemiro, vero equilibratore della squadra.

Alla quarta finale di Champions negli 5 anni, la capacità del Real di reagire nei momenti difficili ha fatto la differenza nelle ultime stagioni, facendo leva su Sergio Ramos in difesa, che quando è mancato come contro la Juventus al Bernabeu si è visto.
Il palleggio di Kroos e Modric in mezzo al campo cucito da Casemiro e la potenza dell’attacco con CR7 supportato da Isco, Vazquez, Asensio, Benzema e Bale sono la perfezione tra rigore e mentalità.

Il Liverpool è l’opposto. Ma tutto si può dire di Jurgen Klopp tranne che non sia preparato tatticamente.
Dai tempi del Mainz e Bo Dortmund ha dimostrato di essere rivoluzionario, l’anti-Guardiola avversario più difficile da battere per Pep, eliminato ai quarti.
Il Gegenpressing è gioco d’attacco e pioggia di gol subiti.
Una che quando funziona correttamente è imbattibile, vivendo sempre in bilico tra l’impresa e il . E così sarà anche a contro il Real, rivene oppure vittima predestinata del pragmatico Zizou.
Il 4-3-3 di Klopp è uno spettacolo da studiare, per il ritmo ossessivo che solo Salah, Mané e Firmino possono reggere.
L’obiettivo di battere tutte le big del europeo sta riuscendo proprio per la fase offensiva con un Salah nonostante il ramadam tirato a lucido come non mai.
Poi c’è Bobby Firmino, centravanti e fantasista allo stesso tempo, spesso anche regista per lanciare le folate esterne.
Infine Mané, il meno prolifico ma anche il più veloce e imprendibile in profondità.

Tridente ben assortito e disposto al sacrificio per pressare gli avversari alla ricerca del pallone.
Servirà la perfezione a perchè Klopp in finale si è quasi sempre punito da solo.

Nei numeri freddi ma espliciti c’è la differenza tra Zidane e Klopp.
La lucidità del francese è stato il segreto nelle 7 finali da allenatore del Real Madrid, con 7 vittorie.

FINALI ZIDANE
Giocate: 7
Vinte: 7
Perse: 0

Oltre alle ultime due contro Atletico Madrid e Juventus, Zizou ha conquistato anche i conseguenti per Club e Supercoppa Europea rispettivamente contro Kashima Antlers e Gremio, Siviglia e Manchester United. In bacheca anche la Supercoppa di Spagna contro il Barcellona con una doppia vittoria.

FINALI KLOPP
Giocate: 10
Vinte: 3
Perse: 7

Diverso il rapporto con l’ultimo atto per il tedesco che su 10 finali ne ha portate a casa solo 3, e tutte in Germania perdendo le due europee.
Dopo aver battuto il Bayern tre volte tra DFB Pokal e Super tra il 2012 e il 2014 (anno dell’ultima vittoria in finale) alla guida del Bo Dortmund, per Klopp sono arrivate grandi delusioni. Nel 2013 il sogno della è svanito nei minuti finali di Wembley contro il Bayern Monaco, mentre nel 2016 la finale di Europa League alla guida del Liverpool è finita al Siviglia di Unai Emery. Infine due finali di coppa perse, altrettante di super e la finale di Coppa di Lega inglese.