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Addio Bianchi. Stop F1, non garantisce vita!

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di Paolo Paoletti - Si può morire per correre in auto? Si, nella barbara Formula Uno che ha rubato la vita anche di , 25enne pilota francese, in dall’ nel GP del lo scorso ottobre. Si per i soldi che il Barnum di Ecclestone produce senza darsi conto di garantire le condizioni di sicurezza. nonb è il primo e non sarà putroppo l’ultimo. Quando qualcuno deciderà che è il momento di dire basta a questa carnecina?
Nel 2015, assistiamo ancora a questi spettacoli macabri, come nei secoli è accaduto nelle arene dei Gladiatori e le corride con i tori.
Perchè? Possibile che sia sempre e solo schiavo dei soldi?
Se Obama rma un accordo con l’Iran per l’atomica e possibile anche che l’Onu imponga lo alla Formula 1. Molto diversa dai tempi mitici di Fangio dove l’uomo riusciva ancora a competere con la macchina.
Diciamo basta a questa barbarie.

E’ morto nella notte nell’ospedale di Nizza dove era ricoverato. Ne hanno dato l’annuncio i familiari.
era in stato di incoscienza dal 5 ottobre sul circuito di . Aveva corso 34 Gran ottenendo 2 punti nel mondiale.

Pochi giorni fa il papà aveva denito le condizioni di Jules peggio della morte. Una vita sospesa senza alcuna via d’uscita. Parole che oggi sono inevitabilmente amplicate dalla ne dell’esistenza di questo ragazzo di 25 anni, che sognava di guidare una Ferrari e che invece ha trovato un trattore a bordo pista. Un destino assurdo quello che ha portato via dopo una lunga agonia. L’unico dato certo è che la Formula 1 si è auto assolta per quanto accaduto in quella maledetta domenica di , scaricando sul pilota buona parte delle responsabilità. Meraviglia anche l’atteggiamento dei colleghi. Nessuno ha mai alzato la voce, come fosse normale trovare un mezzo di soccorso piazzato nella via di fuga. “Forza Jules” scritto sul casco la massima espressione di vicinanza a Jules che ci ha lasciato quasi dimenticato in un ospedale a pochi passi da quel mare che non ha più potuto vedere.

In Formula 1 ogni tragedia è servita a migliorare gli standard di sicurezza. Speriamo che il sacricio di non sia stato inutile.
La vera domanda è: perchè morire per lo sport?
La non è uno sport è va soppresso se non consente di garantire la vita!