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Benitez, che farsa: poteva finire solo così! AdL, 3 no.

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di Paolo Paoletti - La melina della ricerca degli errori di Benitez è solo la cortina che nasconde, neanche tanto, le grandi manovre di AdL. Al momento un buco nell’acqua se , Mancini e perfino Guidolin hanno detto no all’ipotesi di panchina azzurra declinando senza entrare nel merito.
L’ultimo no ufficiale è di Luciano il quale preferisce tenersi i soldoni dei russi all’avventura Napoli. Anche perchè De Laurentis offrirebbe quattro lire…
Resta Reja dicono, minestra riscaldata, presente in tribuna a Udine, dove ha visto un pessimo Napoli. Reja è rimasto in buoni rapporti con De Laurentis e sarebbe disponibile a traghettare gli azzurri fino a giugno.
Per approfondire si attende il rientro del cinepresidente dagli Usa ma sopratutto gli esiti di Sassuolo, EuropaLeague e . in 270 minuti c’è il destino di Benitez e il futuro del Napoli.

“Processo a Benitez: numeri impietosi, squadra senza leader ne fiducia”. Il Corriere dello Sport scopre l’acqua calda!
L’accondiscendenza dei media è uno dei più grandi problemi del Napoli.

Benitez ha chiesto ai giornalisti se conoscono il turno-over, io chiedo a Benitez e ai giornalisti se conoscono Napoli.
Allodi per vincere il primo scudetto – l’unico dirigente che ho visto promettere e mantenere – chiamò Ottavio Bianchi in panchina.
Lavorara ad Avellino, di Napoli conosceva tutto per averci giocato e condiviso con grandi campioni le attese: Sivori e Altafini, Barison, l’asse decisivo -Zoff-Stenti-Panzanato-Bianchi, il giovane ma già leader e capitano Juliano. Stagione 1967-68, secondo posto a 37 punti dietro il Milan.

Benitez di Napoli non sa niente, non ha capito niente. Come De Laurentis arrivato solo per rubare ai napoletani.
Promettere lo scudetto, dire di avere 120 milioni da spendere, accendere le speranze dei si e disattenderle significa rubare!
Di Napoli sanno poco anche giornali e tv. Il Mattino è stato sfasciato da Caltagiorne, un romano. Il Corriere dello Sport ha chiuso la redazione napoletana guidata dal mitico Ciccio Degni ed esaltata da Giorgio Tosatti puntando su Corbo. La Gazzetta aprì con Rosario Pastore, è rimasto Mimmo Malfitano giovane apprendista negli anni di Maradona ma Milano, la direzione, non hanno feeling con la città, lì Napoli significa poco e niente.

Cosa bisogna sapere?
Su tutto una cosa: Napoli ha bisogno di stimoli, di essere tenuta sotto pressione, i calciatori vanno raccontanti in tutto ciò che fanno soprattuto fuori dal campo. Mai inciuci, mai accondiscendenze, mai pietismi…chi vuole il bene del Napoli deve costantemente esercitare il diritto-dovere di critica senza omissioni e favoritismi.

Della stramberie di Lavezzi si è sempre taciuto. Della vita sregolata di Cavani si è addirittura insabbiato. Di Gargano che ne ha fatto una grossa nel giuglianese nessuno parla. Sulla paura di De Laurentis per la Guardia di Finanza, addirittura si mente.
Perchè per anni il cine-presidente ha preferito pagare tasse su ingenti attivi di o anzichè patrominializzare il club con beni strumentali, cioè calciatori?
Nessuno lo ha mai chiesto, nessuno ha mai raccontato dove sono finiti circa 40 milioni in 7 anni.

La supervalutazione di Vargas – ma quali 11 milioni… è costato 6,5 – è servita a pagare la commissione dei manager di Lavezzi nel trasferimento a Parigi che il Psg non ha voluto riconoscere. Eccetera, eccetera…

Oggi si scopre che il Napoli non ha un leader?
Non lo ha mai cercato perchè mai voluto. De Laurentis si è sbarazzato perfino di Marino, ha allontanato Cannavaro per paura di Fabio, tiene a distanza Maradona che terrorizza per l’ascendente sui si.
In campo la fascia di capitano ad Hamsik è il più chiaro segnale di ignoranza. Napoli ha bisogno di gente come Antonio Juliano, anche di un Bagni degli anni d’. Ovviamente di Diego anche fuori dal campo, unico motivatore capace di tradurre l’ambiente nel 12° in campo.

Chi non capisce tutto questo fa il male del Napoli. Deve andarsene. De Laurentis in testa. Perchè farà sempre e solo i propri interessi non quelli di chi paga veramente: i napoletani.
E basta con la fesseria della società privata…
Il Napoli è l’esempio più evidente della prevalenza dell’interesse pubblico sul diritto privato. Anche perchè il privato ne sfrutta la trazione emotiva che ad esempio impedisce a De Magistris – altro pagnottista – di sollevare i cittadini dei costi del San Paolo affibbiandoli come è giusto a De Laurentis.

Fiducia? Non ne aveva neanche il Napoli del primo Maradona.
Ci volle lo spessore di Italo Allodi, che fece carte false per tenere Juliano: ottimi acquisti, tecnico giusto, autorevolezza riconosciuta in primis da Ferlaino capace – assurdo per lui – di un passo indietro.
Infatti non sarebbe bastato neanche Diego Maradona senza Giordano, Bagni, De Napoli, Pecci, Renica, Garella, Romano…

Questo Napoli era stato annunciato competitor scudetto: dopo 4 gare è a -8 da Juve-Roma. Ha incasato il doppio dei gol e fatto un terzo dei punti dello scorso anno. Costruito male con giocatori inadatti al modulo (Koulibaly, De Guzman), demotivati da altre offerte (Zua, , Insigne, ), semplicemente scarsi (David Lopez, Michu), acerbi per il ruolo (Rafael e Hamsik), in confusione (, Higuain).
Di chi la colpa? Di De Laurentis-Benitez il gatto e la volpe, attori di una farsa che nemmeno Mazzarri è riuscito a interpretare, andandosene!

Ecco quali sono tutti gli errori del Napoli:
1. un presidente-padrone che non capisce niente di calcio;
2. Riccardino Bigon invece di uno scafato Sabatini o del talento Sean Sogliano o meglio ancora di uno esperto a livello internazionale come Edoardo Macia; 3. un tecnico sanguigno alla invece del professor Benitez;
4. giocatori tutti stranieri assolutamente staccati dalla realtà cittadina e quindi amorfi e senz’anima. E proprio vero che ai De Laurentis come confessato dallo sciagurato vicepresidete Edoardo “non frega niente dei si”.

Ma il calcio è come la vita, una ruota. Quando si scende ci si fa male. Ma con questi stipendi ed i che il Napoli elargisce a tutti da De Laurentis a Benitez, da Higuain allo scandalo Zua…si stanno facendo male solo i napoletani.
Vergogna!

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