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Rafa avverte: resto solo se c’è volontà di vincere. Premier!

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di Paolo Paoletti - “Ritorno in Inghilterra? Per il futuro non si sa mai”, mai Benitez è stato più chiaro di così…
La posizone di R è il ricordo di come andarono le cose per Mascherano danno corpo all’incerto futuro azzurro.
“Parlai con R Benitez del Napoli, ma non c’è mai stata una proposta ufficiale per me da parte di ”, lo svela lo stesso giocatore!

Ora non ci sono più segreti: è pon le spalle al muro, finalmente Benitez ha fatto ciò che andava fatto. Dire tutto!
Brava anche la Gazzetta dello … ha bruciato Corriere dello e Il Mattino, giornali di influenza locale che avevano il dovere di cercare la verità sul Napoli, scomoda che fosse!
Da un mese collaboro con Canale 21, storica tv regionale: mi hanno chiesto opinioni e guida redazionale.
Ho accettato volentieri per sostenere i giovani Gianluca Gifuni e Claudia Mercurio…
Una delle prime proposte fu una intervista a Liverpool con Benitez e moglie. Sentivo che R era sul punto di ‘vomitare tutto’…
Quindi a tutti dico di conservare l’intervista della Gazzetta dello , esempio di intuito giornalistico e verità.
Ora non ci sono più alibi…

“Lavoro sulla mente. Educo al calcio, non insegno soltanto un modulo. Il Napoli di domani va costruito al di là di me”: è il credo e la sintesi del alvoro di R Benitez a Napoli. Si parte da qui.

L’intervista integrale.
“Qui in Italia si vuole tutto e subito e, dunque, si è condizionati dalla necessità di fare risultato. Diversamente, dopo tre settimane ti mandano via. Ecco perché si rende necessario prendere giocatori maturi e pronti”.

CHI VUOLE IL NAPOLI. Benitez ha rivelato alla Gazzetta dello i giocatori che il Napoli sta trattando per rinforzarsi a gennaio, in virtù anche degli di Insigne e Zuniga: “La società sta trattando André Ayew, 25 anni, esterno offensivo dell’Olympique Marsiglia, oltre al croato Perisic e all’ex juventino Giaccherini, per il di gennaio, considerati gli infortuni di Insigne e Zuniga.

BALO, L’INGHILTERRA. Benitez si sofferma anche su Balotelli, ora nella sua ex squadra, il Liverpool: “I si dei Reds sono fedeli, se Balotelli lavora in campo gli staranno vicino. L’attaccante non può arrivare al Napoli, è un’ipotesi che non ho mai preso in considerazione”.

SEGRETO TORRES. Poi Benitez svela un’indiscrezione riguardante Fernando Torres, ai tempi in cui lo spagnolo dirigeva il Liverpool: “Torres lo volli io a Liverpool, è un grande giocatore, con Gerrard si trovava senza nemmeno guardarsi, al Chelsea con me ha fatto bene. Non so che fanno altri con lui, ma io so come guidarlo. Ne discussi con Inzaghi tempo fa, e lui me ne parlò bene. Il rendimento di un attaccante dipende anche dalla qualità dei compagni che l’assistono”.

RINNOVO. Benitez non può evitare di parlare della sua situazione contrattuale col Napoli: “L’esperienza mi dice che dobbiamo lavorare al progetto attuale, senza dimenticare di guardare oltre. Parlo spesso con Riccardo e dico sempre a che deve garantire il futuro alla società, a prescindere dal sottoscritto. Il problema non è il rinnovo, ma la condivisione della strada giusta, che noi condividiamo, e non è un problema di soldi o investimenti. Dobbiamo operare per capire se possiamo vincere qualcosa, se possiamo andare avanti oppure no. E poi…”.

LIVERPOOL E LE ‘VACANZE’. Lo spagnolo ha voluto fare chiarezza sulla vicenda “vacanze”, che ha portato la stampa a criticarlo fortemente per essersi allontanato dal Napoli: “Ho la mia famiglia lontano, mia moglie e le mie due figlie vivono a Liverpool. E’ la prima volta che non le ho con me e non è facile. De Laurentiis sa bene quanto sia importante il valore della famiglia. La verità sulle “vacanze” è che avevo programmato tre giorni liberi e quattro di allenamenti. Io vivo nell’albergo attiguo al centro ivo, lavoro anche 16 ore al giorno e ho uno staff di massimo valore: può anche starci che vada via qualche giorno durante una sosta. Non credo che gli allenatori italiani vivano nei rispettivi centri ivi e passino con i giocatori il tempo che trascorro io”.

SUL FUTURO DA CT DELLA SPAGNA. L’ex tecnico dell’Inter rilascia anche qualche battuta sulla possibilità di vederlo in futuro selezionatore della nazionale spagnola: “In passato, quando mi veniva posto questa domanda e io rispondevo, il giorno dopo mi ritrovavo sui giornali titoli tipo: Benitez vuole la nazionale. Potrebbe essere un’idea, certo, ma a me piace lavorare sul campo, quotidianamente. Sono un insegnante, laureato all’Inef (scienze motorie, n.d.r.), la mia metodologia è insegnare. Io lavoro sulla testa del giocatore, per fargli capire il calcio, non solo su un modulo. Le convocazioni in nazionale di Callejon e la crescita di Koulibaly hanno premiato il loro e il mio lavoro”.

STRANIERI. “Così è il . Qui in Italia si vuole tutto e subito e, dunque, si è condizionati dalla necessità di fare risultato. Diversamente, dopo tre settimane ti mandano via. Ecco perché si rende necessario prendere giocatori maturi e pronti”.

CHAMPIONS E SCUDETTO. Benitez ritorna sull’eliminazione dalla e sulla possibilità di vedere il Napoli in lotta per lo Scudetto: “In Champions ero convinto di passare e volevo togliere pressione ai miei giocatori. Comunque, quell’eliminazione ha influito tantissimo sulla parte iniziale della stagione. Non ci si può affermare con un fatturato inferiore agli altri. I numeri si devono analizzare nel contesto. Lo scorso anno abbiamo ottenuto 10 successi esterni, 78 punti e 104 : non si può dire che non si è fatto bene. Qui in Italia c’è equilibrio perché , Inter e Milan sono lì, in Spagna la differenza è più ampia. Dopo quattro anni con Mazzarri e la cessione di Cavani, per quello che abbiamo fatto è come se avessimo vinto. E una bella soddisfazione che ho avuto di recente è stato incrociare alcuni si che mi hanno detto, ‘mister, finalmente ora ci divertiamo’. Un progetto non dipende da un solo risultato, è importante creare la base per migliorare sempre e avere la possibilità, anno dopo anno, di vincere attraendo giocatori migliori. La Juve è l’esempio: struttura, rosa, organizzazione della società, componenti che si sono consolidate negli anni. I giocatori e la struttura della società fanno la differenza”.

SULLA SUPERCOPPA. Benitez parla anche della Supercoppa italiana, che gli azzurri giocheranno prima di Natale contro la : “E’ una competizione che c’interessa eccome, ma sono concentrato sul campionato per capire dove possiamo risparmiare qualcuno per evitare infortuni. Tutti, comunque, devono essere preparati, questo è uno dei motivi per cui non comunico mai la formazione prima dell’immediata vigilia”.

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