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Bebe ‘Italiana 2016′, chi ha veramente cambiato verso!

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Bebe Vio stacca Samantha Cristoforetti di un soffio (12,9% rispetto al 12,5%) e ottiene il di ‘Italiano dell’Anno 2016′, sul podio anche Al Zanardi un altro atleta paraolimpionico (9,1%). E’ l’Italia di chi non si arrende, degli eroi positivi capaci di imprese temerarie per sé e per gli altri. La fotogra è frutto del sondaggio voluto da www.italiani.coop (il nuovo strumento di ricerca e analisi curato dall’Ufficio Studi Coop) in collaborazione con ANSA e realizzato da Nomisma. 2200 interviste a un campione significativo di connazionali, realizzate tra il 30 novembre e l’8 dicembre 2016, con lo scopo di riflettere su chi nel corso dell’anno ha segnato con una sua azione la memoria degli italiani e ha rappresentato positivamente il nostro Paese.

Divisi per categorie (, cultura, , spettacolo, economia e imprese, scienza tecnologia e ambiente, etica e sociale) sono stati sottoposti al campione 100 nomi. Bebe Vio supera tutti perché le viene riconosciuta ‘forza’, ‘coraggio’ e la ‘capacità di superare le difficoltà’ e il fatto di esprimere risultati positivi (lo sostiene il 43%) unito all’essere un modello da seguire (26,6%) e all’aver raggiunto risultati inaspettati (19%) la posiziona sul podio più alto. Simili le motivazioni che sostengono la scelta di Zanardi anche per il parallelismo delle loro storie di vita, mentre Cristoforetti supera i suoi due compagni di podio perche rappresenta i nostri valori all’estero (secondo il 36,7%). Nella top ten spicca la parità di genere: cinque donne e cinque uomini.

Tra le prime, anche se molto distanziate quanto a gradimento dal terzetto sul podio, la sta Milena Gabanelli, il di Lampedusa Giusi Nicolini e la nuotatrice Tania Cagnotto. Gli altri nomi maschili tra i primi 10 classificati sono Mario Draghi (quinto), seguito dal medico di Fuocammmare Pietro Bartolo, solo nono l’unico nome che emerge dalla classifica dello spettacolo ovvero Checco Zalone e decimo Claudio l’allenatore del Leicester che per la prima volta sotto la sua guida ha vinto la er League dopo 132 anni di . Anche in questo caso una sorta di Davide contro Golia in ambito ivo. Se poi si scorrono le motivazioni che spiegano le graduatorie si scopre che la scelta di una sta impegnata come la Gabanelli nasce dal fatto di considerarla come ‘un modello da seguire’, mentre è Draghi il simbolo per eccellenza dell’Italia all’estero per il 62% del campione. Osservando poi la classifica in base all’età degli intervistati la prima evidenza è che scegliamo come rappresentante dei valori italici più facilmente qualcuno che appartiene alla nostra generazione o all’iconogra dei nostri anni dello sviluppo.

Un esempio su tutti può essere la Cristoforetti che vince il podio nelle due classifiche dei 30-44enni e dei 45-54enni. Quanto al voto per area geografica è un testa a testa fra le due donne in cima alla classifica: Bebe Vio vince nel suo nativo Nord Est ma ancora di più è graditissima al Sud e nelle isole, al Nord Ovest e al Centro è preferita la Cristoforetti. Stando al voto femminile e maschile non si sfata il dogma per cui le donne preferiscono le donne e viceversa stando al voto maschile Zanardi saree il primo della classifica.