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I Bari non smettono di barare: Salvini molli Berlusca o c’è Governo tecnico!

Consultazioni: Berlusconi a Palazzo Giustiniani

di Romana Collina - I non hanno smesso di barare. Maella alla corde, che farà il Capo dello Stato?

Il Presidente della Reblica, Sergio Matella, riceverà oggi alle ore 12.00 al Palazzo del Quirinale il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Lo rende noto un della Presidenza della Reblica.

“Ce la stiamo mettendo tutta per dare agli ni un che migliori loro la vita – ha scritto su Twitter il capogruppo del MoVimento 5 Stelle Danilo Toninelli – Rimaniamo noi stessi: intransigenti e legati ai nostri principi, in primis la coerenza. Un che tiri a campare non ci essa, a quel punto meglio il voto. Stateci vicini. Grazie”.

“Ieri abbiamo chiarito che non pretendevamo che la Lega facesse un parricidio – ha detto la capogruppo alla Camera, Giulia ad Omnibus, su La7 -, ma almeno che stringesse un armistizio con Fi per una fase durante la quale fosse mplabile un accordo tra noi e la Lega”. “In politica quando si parla di appoggio esterno si parla di voti per la fiducia; invece per noi questi voti non sono necessari perché e Lega in quanto a numeri sono autosufficienti. Non si può insomma parlare di appoggio esterno ma, come diciamo noi, di “non ostilità” del ad un appoggio” di Fi e Fdi ad un di programma tra e Lega. Giulia ad Agorà su La7 ha ripetuto: “Non è un appoggio esterno, perché quello sarebbe un appoggio necessario a far partire un : mentre noi abbiamo comunque i numeri”.

Il ieri si è presentato a palazzo Giustiniani portando al tavolo della trattativa una proposta in grado di far procedere le trattative: la disponibilità ad avviare un che abbia un appoggio esterno di Forza e Fratelli d’ su un programma concordato tra Lega e 5 Stelle. Ma per il resto Luigi Di Maio alza le mani: “Se poi mi si chiede di sedermi a un tavolo con tre forze politiche per concordare un programma di e personalità che vengono dalle singole forze politiche voi capirete che è molto complicato per noi digerire questo scenario”.

Tantomeno se questo scenario dovesse prevedere un suo passo indietro, la condizione posta dagli azzurri per sostenere questa nuova ipotesi di accordo. “E’ evidente che un a guida non credo che potrebbe avere l’appoggio né esterno, né no, di Forza o di Fratelli d’” lo gela infatti il braccio destro del Cav, Giovanni Toti che apre invece ad “un a guida di un nostro alleato come la Lega”. Non bastasse, la replica ufficiale degli azzurri è ancora più gelida: “il supplemento di veto pronunciato dal Movimento 5 Stelle dimostra, al di là di ogni ragionevole dubbio, il rifiuto di formare un . Si tratta dell’ennesima prova di immaturità consumata a danno degli ni”.

Una doccia fredda che arriva sul capo dello stesso Matteo Salvini che sperava in un passo avanti del Movimento. “Ci sono dei segnali di novità dal , confidiamo oggi in quel che dirà Di Maio” aveva annunciato lasciando ieri palazzo Giustiniani il capo dei lumbard dove era andato prima della delegazione per il nuovo round di consultazioni con tutti i leader del centrodestra uniti. Un segnale di vinza al Cavaliere, ricambiato da un atteggiamento composto del leader azzurro che questa volta ha stretto i denti e si è imposto di non fare alcun commento. Ma l’ottimismo di Salvini ha dovuto fare i conti con il rinnovarsi di veti incrociati. “Noi faremo di tutto per avere un ma gli ni hanno scelto di premiare l’no centrodestra, non solo la Lega. Non è che il lo fai solo con la Lega” avverte Salvini dopo aver ascoltato le parole di Di Maio.

Ma soprattutto lancia il suo altolà: “non vorrei che qualcuno non avesse la stessa voglia di far partire un subito, da tutte le parti. Secondo me c’è qualcuno che tifa a far sale un accordo politico per invensi l’ennesimo tecnico che poi spenna gli ni, a questo la Lega non sarà mai disponibile”. Sembra una indiretta ‘tirata di orecchie’ agli azzurri, condita da un altro avvertimento: “pur di non perdere altro tempo mi metto in campo direttamente io. Non mi essano giochini o logiche politiche. E poi o la va o la spacca”. Lui, assicura, sta cercando di “mettere d’accordo tutti, ma se non si muove nulla il lo metto in piedi io. E se non ce la facciamo – mette in chiaro – si va alle urne”.

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