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Banega ha incantato l’Europa: Mancini come lo utilizzerà?

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di Carmen Castiglia - Su Twitter è arrivata una conferma indiretta da parte della moglie di Banega, Valeria Juan, sul passaggio all’ del marito. La donna ha messo un “mi piace” sul di un so nerazzurro che ha postato un fotomontaggio di Banega con già indosso la maglia nerazzurra…

Il timore, adesso, conoscendo la carriera di Banega, è che con Emery aia toccato l’ennesimo picco prima di un potenziale ribasso. La questione, più che mentale, sembra essere tecnica.
ha in mente un 4-2-3-1 con sia Banega che Kondogbia che Yaya Touré? O Banega potree agire in un 4-3-3 da mezzala? Quello che va smarcato subito è che l’argentino non è un regista classico, per intenderci, alla Pizarro. Anche se lì è stato impiegato più volte in carriera. Non è nemmeno un trequartista classico, come si è ben visto nel Siviglia di Emery. Non sarà certo un problema collocare Banega nel centrocampo nerazzurro (la firma è praticamente scontata, al Siviglia andrà un indennizzo per il mancato da 1,2 milioni, un affare): la qualità non può mai esserlo. Ma chi pensa che i problemi di costruzione del gioco dell’ possano essere risolti mente dall’arrivo del centrocampista commette un errore. Banega potrà brillare e far brillare l’ se deciderà di rimanere sulla salita più alta delle montagne russe. E se verrà messo nelle condizioni di mettere in pratica il suo gioco

Ora l’Europa lo celebra dopo una finale di Europa League giocata in maniera eccellente. I media inglesi lo hanno addirittura esaltato. Banega è stato il giocatore che ha toccato più palloni, 78, creando più gioco di tutti. Nei suoi occhi e nel suo gioco si sono scorti quelle caratteristiche che lo avevano portato alla ribalta. Impiegato nel 4-2-3-1 da Emery, Banega ha ridefinito il ruolo di regista offensivo. Non un trequartista, non un mediano davanti alla difesa: alle sue spalle due pretoriani, infatti, con Krychowiak fisso davanti alla difesa e N’Zonzi più libero di muoversi. Palla tra i piedi e senza palla, Banega sa cosa deve fare, e lo ha fatto con qualità. Ad un certo punto del match ha giocato una palla in verticale per Gameiro semplicemente illuminante. I cambi di gioco sempre precisi, i driling anche.

El Tanguito ha ballato e fatto ballare. E tutta Europa si è ricordata del perché nel novembre 2007 Banega era nella lista della rivista World Soccer come uno dei 50 più promettenti del mondiale al 50° posto di una classifica che vedeva Pato al terzo posto, Bale al 6° e Di Maria all’11°.
Una partita, quella del centrocampista del Siviglia nella finale di Basilea, che ha fatto luccicare gli occhi degli isti, osservatori essati dell’argentino. Perché Banega nella prossima stagione giocherà con l’. A confermarlo, dopo le parole di e Zanetti, anche un “mi piace” della moglie su Twitter ad un fotomontaggio del giocatore con la maglia nerazzurra.

ALTI E BASSI. La di Ever Banega è lunga, anche se compirà 28 anni a giugno, e ricca di alti e bassi. Parte da Rosario, quella città che ha dato i natali a gente come e Di Maria. Ever e Leo si sfidavano, da piccoli, sui campi dell’argentina. La chiamata del Boca fu quasi scontata, come il debutto e la chiamata dell’Europa nel gennaio 2008. Il Valencia lo pagò 18 milioni di euro, poi dopo sei mesi e l’oro olimpico (con , Agüero, Mascherano e Di Maria) il prestito all’Atletico, prima di quattro stagioni e mezzo al Mestalla. L’inferno si materializza nel feraio 2012: Banega si ferma con il Suv per fare rifornimento e mentre scende dall’auto per avvicinarsi alla pompa di benzina si dimentica di tirare il freno a mano. Frattura di tibia e perone e operazione.

L’ARGENTINA. È, questo, uno degli episodi che segnano la carriera di Banega, sempre nel limbo tra il giocatore sublime e quello inespresso. Qualcuno ha scritto che potenzialmente poteva essere uno degli eredi di Xavi, con più driling. Potenziale incredibile, continuità scarsa. Banega, nel 2014, fu costretto a tornare in Argentina, qualche mese al Newell’s Old Boys, per guadagnarsi la convocazione ai Mondiali: missione fallita. La scommessa in quell’estate fu quella del Siviglia: 2,5 milioni per prelevarlo. Quando Banega aveva quasi toccato il fondo.

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