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Bagarini-’ndrangheta: l’Antimafia sulla Juve!

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di Antonella Lamole - Andrea al muro: doppia inchiesta – la procura di Torino e quella gc – sul presunto accordo tra Juventus e ultras…obiettivo pace e sostegno allo um dove il pulico è a pochi metri e diventa decisivo per un clima dif all’avversario ma anche per la stessaJuve se le cose vanno male!
Nel mirino degli inquirenti bagarinaggio massiccio e affari della ‘ndrangheta.
Dal punto di vista ivo, la procura federale che decide le pene per i tesserati la posizione di è molto pesante.

L’ prefetto Giuseppe Pecoraro, oggi procuratore della Feder, nel documento di chiusura indagini scrive: “Con il dichiarato intento di mantenere l’ordine pulico nei settori dello o occupati dai tifosi ‘ultras’, () non impediva ai tesserati, dirigenti e dipendenti della Juventus di intrattenere rapporti costanti e duraturi con i cosiddetti ‘gruppi ultras’, anche per il tramite e con il contributo fattivo di esponenti della malavita organizzata, autorizzando la fornitura agli stessi di dotazione di biglietti e aonamenti in numero superiore al consentito, anche a credito e senza presentazione dei documenti di identità dei presunti titolari, così violando disposizione di norme di pulica sicurezza sulla cessione dei tagliandi per assistere a manifestazioni ive e favorendo, consapevolmente, il fenomeno del bagarinaggio”.

Poi l’accusa grave ad : “Ha partecipato personalmente in alcune occasioni, a incontri con esponenti della malavita organizzata e della tifoseria ‘ultras’”.

E’ il passaggio che compromette il presidente bianconero, rmato da Pecoraro attivato a novembre 2016 dagli atti ricevuti dalla Procura di Torino e, dopo ulteriori accertamenti, diventati accusa.
La Juventus ha risposto con controdeduzioni indicando, come persona informata, l’amministratore delegato Beppe Marotta, da mesi in contrasto con .

Le accuse di Pecoraro e colleghi collimano con le carte di Torino e le deposizioni di Rocco Dominello, identicato esponente della cosca -Bellocco della ‘ndrangheta.
Nel corso dell’indagine ‘Alto Piemonte’ non erano emerse frequentazioni e incontri diretti con la Juventus, ma un’intercettazione ha spinto ad approfondire tra luglio e agosto 2016.
Il risvolto penale è che al termine dell’indagine nessun dirigente è indagato, ma la Juve non è ritenuta parte offesa dalle pressioni esercitate dagli ultras.

I verbali dicono che gli inquirenti si rifanno a un’intercettazione precisa: “Io vado a trovare il presidente Andrea in ufcio ogni tre per due…”, diceva il 15 gennaio 2014 Fabio Germani, ultrà e presidente dell’associazione ‘Italia Bianconera’ al responsabile della biglietteria juventina Stefano Merulla, il quale risponde: “Ma anche lui va… e per di più l’hai portato tu”.
Questo ‘lui’ è Dominello, 40 anni, arrestato il 1° luglio assieme al padre Saverio per associazione maosa e tentato omicidio, fratello di due uomini arrestati per associazione maosa e poi condannati in primo e secondo grado.
Dominello, appartenente ai ‘Drughi’, è tra i fondatori del gruppo di ultras ‘Goi’, che tra il 2013 e il 2014 ha trovato posto nella curva Scirea dello Juventus um, e ha preso in mano la gestione della rivendita di biglietti dopo essere stato introdotto ai manager bianconeri da Germani, indagato per concorso esterno in associazione maosa.

Il 40enne lo aveva poi superato ed era riuscito a instaurare un contatto diretto con alcuni dirigenti a cui poteva chiedere direttamente i biglietti. “Di chi parlate alludendo al fatto che andava a parlare con Andrea ?”, chiedono i pm a Germani.
“Alludo al fatto che Rocco Dominello andava a parlare con Andrea perché lo portava D’Angelo”.

D’Angelo di nome fa Alessandro ed è il security manager della squadra, uomo di ducia del presidente che conosce sin da quando era bambino: è il glio dell’autista di Umberto . Sentito come persona informata sui fatti per 5 volte nel corso di questa indagine.
Il 25 luglio D’Angelo nega di aver introdotto Dominello al presidente: “Non è assolutamente vero. Forse in un’occasione a l chiesero di poterlo salutare. Intendo dire Rocco e Germani. Io non mi sarei mai permesso di portare Rocco dal presidente”.
E perché, chiedono i magistrati? “Perché non mi sarei mai permesso di portare un tifoso dal presidente . Germani sta millantando, come ha sempre fatto”.

Diversa la versione fornita ai pm da Rocco Dominello, che nega di essere un ‘ndranghetista.
“Frequentai la sede della Juve a partire se non sbaglio dal 2012″, racconta. È indeciso: “Ricordo portai con Fabio Germani e D’Angelo un cesto di ad Andrea . Un’altra volta D’Angelo mi portò da in piazza Cln, forse era la prima volta che lo vedevo. Ci davamo del tu anche perché siamo coetanei”, sostiene.

Durante quell’incontro il presidente gli avree parlato della sua nuova strategia per le curve: non più biglietti, ma aonamenti, “su un foglio faceva degli schemi”.
Su una cosa è chiaro: “Il progetto era la vendita, la Juve non regala nulla”.

Ora il caso Juventus interessa anche la commissione parlamentare Antimaa, che martedì prossimo ascolterà i magistrati torinesi che conducono l’inchiesta.