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Attento Sarri: addio scudetto, cambi per salvare il podio.

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di Paolo Paoletti - Cinque partite senza vittorie, ieri la Fiorentina lo ha messo sotto anche nel gioco. Le difficoltà di Sarri, per un’ora sotto scacco, mettono il punto: il Napoli deve cambiare.
Non bastano un paio di ripartenze nel secondo tempo, per risolvere. Nè il ritorno al gol di Gonzalo Higuain, casuale, può far insistere sulla strada del 4-3-3. E’ bastato Ciprian Tatarusanu per capire che lo , quando mancano 11 giornate, guarda Torino.

Sarri deve inventarsi qualcosa, cambiare i vecchi equilibri, presentare un Napoli nuovo per gli avversari che dal Genoa in poi hanno certezze su come fermare gli azzurri: marcare alto, massima intensità, niente paure.
Da Gasperini in poi, la strada è stata sperimentata, confermata, ottimizzata: corsa e pressing sono sempre state caratteristiche del Grifone, ma anche il Milan di Miha peraltro al San Paolo, ha preso il punto e sprecato nel finale la vittoria con Niang.

Sarri in 3 mesi ha dovuto rtemare la difesa, settore di cui è maestro, avendo allenato sempre squadre piccole. Si è arreso alle pressioni della squadra accettando il 4-3-3 chiesto a gran voce dallo spogliatoio. Ha rilanciato Jorginho e Hamsik, ha goduto di Allan, che fin quando in forze, avrebbe fatto comodo anche a Benitez.
Ma il gioco corto, il giro palla veloce, le coperture di Callejon, la creatività di Insigne ed i 25 gol di Higauin non bastano più! Il Napoli è in crisi, giocano sempre gli stessi, Gabbiadini è amareggiato di aver perso il treno per Wolsfburg e De Laurentis i 28 milioni che offrivano i tedeschi. Tutto ok se arrivasse il secondo posto. Se…

I 3 punti di ritardo dalla sono un’enormità per come erano partiti i bianconeri; i 5 di vantaggio su Fiorentina e , non sono garanzia se bisogna andare a sfidare Mancini e Spalletti fuori casa.
Ragionavolmente con la einata dal Bayern c’è ne sarà ancora meno per tutti, a cominciare dal derby di Torino, subito dopo l’Allians Arena.
La di fatto s’è arresa al Real e punta tutto sul terzo posto. Può farcela.
Cosa deve invece fare Sarri per non scendere dal podio?
Già scritto, già detto quando tutto andava a gonfie vele: alternare il 4-3-3 con il 4-4-2 in corsa con Callejon e Hamsik esterni sulla linea di centrocampo, per rifiatare e difendere un vantaggio; scegliere il 3-5-2 in casa per dare spazio a Gabbiadini accanto a Higuain e risolvere partite che non si sbloccano. Facendo un po’ tutti nti, il che non guasta.
Anche De Laurentis che accusa Sarri di immobilismo, come faceva con che inventò i titolarissimi.

Nel breve è l’unica medicina: se è vero come è vero che da qui alla fine ci saranno avversari col coltello tra i denti (Chievo, Palermo e Udinese), 2 scontri diretti con Inter e , la tensione che sale e la testa che brucia più delle gambe.

Poi ci sarà tempo per dire pubblicamente che è stata sprecata l’occasione perchè De Laurentis non spende e sputtanare il Grande Progetto che altro non è se non la rivisitazione del Napoli di Ferlaino che puntava alla Coppa Uefa ogni anno con un grande acquisto per la campagna abbonamenti… miglior equilibrio tra costi e ricavi.

Così De Laurentis punta a secondo o terzo posto, per intascare i soldi della . Meglio ancora se ad invito nel fantomatico torneo ACA che Rummenigge e Agnelli no di organizzare contro l’Uefa, ma solo per vendere meglio i diritti internazionali.

Il Napoli è cotto, se cotto nel proprio brodo, lusingandosi di aver trovato l’elisir.
Lasciamo ai tifosi – come è giusto – i , la fede, il prosciutto sugli occhi.
Chi sa di calcio e deve raccontarlo ha il dovere di dire che senza una genialata che solo Sarri può inventare questo Napoli è morto.

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