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Arrestate Tavecchio, ha coperto il Parma!

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di Paolo Paoletti - Il Parma è fallito, esito scontato dopo la camera di consiglio del Tribunale. Si attende il nome del curatore falentare, che proverà portare a termine il con i 5 milioni della Lega.
La bomba l’ha esplosa La Reblica: Tavecchio sapeva tutto! Lo scrive Aligi Pontani.

Tavecchio aveva ricevuto, nei primi mesi di presidenza in FIGC, 3 relazioni della Covisoc sulla situazione finanziaria del Parma Calcio.
L’ultima, datata 18 dicembre, 2 mesi prima che scoppiasse il caso.
La Covisoc tracciava un quadro drammatico della situazione debitoria fuori controllo.

Tavecchio ha ingorato le relazioni venendo a giochi fatti per ‘salvare’ un falso e volutamente falsato!
Donadoni e i giocatori, sono stati ‘costretti’ ad accettare l’invito di Tavecchio a giocare per arrivare fino a maggio.
Di fatto, Tavecchio è complice di questo falento, in cui ci sono creditori blici come il Comune di Parma, che hanno utilizzato dei cittadini italiani, per sostenere la truffa Parma.
Arrestato Manenti per riciclaggio, va arrestato anche Tavecchio che ben prima di manenti sapeva tutto del Parma ed ha lasciato che venisse ceduto a 1 euro prima a Taci e poi a Manenti.

Chi paga per tutto questo?

Cronistaoria di un falento.
11.15 VERSO IL FALENTO. Terminata l’udienza pre-falentare a cui non era presente il presidente del Giampietro Manenti, nelle prossime ore è attesa la sentenza definitiva sul falento del Parma. Il direttore finanziario Marco Preti ha concesso alcune battute ai cronisti presenti sul posto: “Se ci mettono nelle condizioni giuste, finiamo il . Ma il nostro destino è quello del falento, nessun piano per il salvataggio è stato presentato”. L’udienza è durata solo dieci minuti e all’uscita dal Tribunale, il sindaco del collegio sindacale Osvaldo Riccobene ha rilasciato alcune dichiarazioni: “Si va verso un falento certo. Adesso dobbiamo aspettare e vedere se il giudice concederà l’esercizio provvisorio. La Procura ha chiesto il falento, noi non ci siamo opposti. Domenica? Si giocherà, ci sono le condizioni”.

RASSEGNA STAMPA:
di Andrea Schianchi (da La Gazzetta dello Sport)
Il giorno più lungo del Parma Football comincia oggi alle ore 10.30. Non si gioca in campo, ma in tribunale. I giudici dovranno decidere sulla richiesta di falento della società gialloblù avanzata dalla Procura di Parma. Sarà un collegio di tre magistrati a doversi pronunciare e non è detto che la sentenza arrivi immediatamente: potrebbe slittare di ventiquattr’ore, o addirittura essere emessa lunedì. L’impressione, tuttavia, è che il giudice delegato Pietro Rogato e i suoi colleghi cercheranno, nel rispetto di tutti i passaggi formali, di accelerare la pratica. L’arresto ieri mattina di Giampietro Manenti, presidente del Parma, ha di fatto einato la possibilità che si proceda con un concordato preventivo o un concordato in bianco: in questi casi sarebbe necessario avere un piano di risanamento e ristrutturazione aziendale del quale, stando agli ultimi eventi, non sembra esserci nemmeno l’ombra.
LA RABBIA – Davanti al centro sportivo di Collecchio, ieri, compariva questo striscione: «Ghirardi, Leonardi, Manenti 3 delinquenti». La situazione è davvero insopportabile e il capitano Alessandro Lucarelli racconta il momento: «Che scenario intravedo? Può darsi anche che domani (oggi, ndr) chiudiamo bottega, c’è un falento e se non ci sarà un esercizio provvisorio che non è scontato… Io penso solo al Parma, a quello che stiamo subendo da mesi ed è qualcosa di ridicolo, non c’è fine alla . E tutti quelli che ruotano attorno al Parma stanno subendo delle umiliazioni che non meritano. Contro il si rischia di non giocare? E’ possibile, se falliamo qui si chiude bottega e chiudono tutto. Se sarà aperto l’esercizio provvisorio, vedremo chi pagherà i per aprire lo o, ma ora è tutto in alto mare». Proprio così, «tutto in alto mare», anche se qualcosa, in distanza, s’intravvede. Il tribunale, accertato lo stato d’insolvenza della società, potrebbe dichiarare il falento e nominare il curatore, al quale spetterebbe la richiesta per l’esercizio provvisorio. La Lega ha messo a disposizione 5 milioni di euro per il caso Parma: questi , stanziati con apposita delibera il 6 marzo, possono essere utilizzati immediatamente. E ciò consentirebbe al Parma, che non ha un euro in cassa per pagare gli steward, il servizio di pulizie e l’energia elettrica, di organizzare la partita di domenica sera contro il . Se il tribunale schiaccerà il piede sull’acceleratore, questo piano potrebbe essere applicato.
L’ALTERNATIVA – Esiste, in ogni caso, un’ipotesi B. La Lega, che ieri ha stabilito i recuperi delle partite che il Parma deve disputare contro l’Udinese (8 aprile) e contro il Genoa (15 aprile), sta monitorando con attenzione tutta la faccenda. Oggi il Parma sarà rappresentato in tribunale dal collegio sindacale: toccherà a Osvaldo Riccobene ed Enrico Siciliano gestire l’ordinaria amministrazione. E saranno l, come referenti del Parma FC, a chiedere al Comune l’apertura dello o Tardini. Per le spese di organizzazione della gara contro il verrebbero, come già accaduto in occasione della sfida contro l’, alcuni sponsor: servono circa 35 mila euro. Il sindaco Pizzarotti e l’assessore allo sport Marani, ora che Manenti non è più della partita, sono disponibili a concedere la struttura. In questo caso, soltanto in un secondo tempo, se il tribunale ritarderà la formulazione della sentenza, verrà il curatore falentare. Tutte le istituzioni, insomma, stanno lavorando per garantire il proseguimento della stagione. Al resto penserà il curatore, una volta entrato in possesso della lunga lista dei creditori e dei stanziati dalla Lega.