ULTIM'ORA

Curve criminali, celle negli stadi!

cq5dam.web.738.462

di Romana Collina - La Commissione parlamene antimafia ha approvato all’unanimità la rene su mafia e , proponendo misure più rigide per controllare le infiltrazioni di organizzazioni criminali negli .

Nel dettaglio, l’Antimafia suggerisce un pesante inasprimento del Daspo e del reato di bagarinaggio e l’introduzione di ‘celle’ negli impianti ivi sul modello inglese per trattenere temporaneamente soggetti in stato di fermo.

La Commissione presieduta da Rosy Bindi, dunque, chiede di usare il pugno di ferro per combattere le infiltrazioni mafiose nel mondo del calcio. Misure dure, per non lasciare spazio alle organizzazioni criminali nelle curve.

Nella sua rene l’Antimafia interviene sul Daspo, sia prevedendo termini di efficacia più severi sia introducendo l’obbligo e non più la facoltà di imporre al destinaio di presensi agli uffici di pubblica sicurezza nel corso delle manifestazioni ive.

Ma nel mirino della Commissione non c’è solo il Divieto di Accedere alle manifestazioni ive. Per garantire l’ordine e dare un segnale forte, l’Antimafia chiede anche di value l’introduzione di misure, come strutture sul modello inglese, che consentano di trattenere temporaneamente soggetti in stato di fermo all’interno dello o.

In sostanza ‘celle’ negli .

MAFIA IN . “La situazione è ulteriormente aggravata dal punto di vista delle società, dalla base sociale delle stesse serie, formate da significativi contingenti di persone pregiudicate, in alcuni casi vicini al 30% del totale, secondo le stime delle forze di polizia – si legge nel testo riportato dalla Gazzetta dello – Nelle curve, infatti, l’anarchia nella gestione degli spazi, rispetto ai criteri di assegnazione dei posti dettati dal sistema di vendita dei biglietti, per i si più estremi è anche funzionale a rendere più diffi l’identificazione dei singoli individui, dal momento che viene di fatto impedita la mappatura dei settori dello o sulla base dell’abbinamento tra il nominativo dell’acquirente e il posto assegnato dal sistema informatico di prenotazione. I gruppi ultrà sono costituiti, spesso, da soggetti con gravi precedenti penali o, comunque, con storie personali contraddistinte da comportamenti aggressivi e antisociali, pronti a dare luogo a violenze, fuori dello o o sugli spalti, contro la seria avversaria o contro le forze dell’ordine, a gesti antiivi, cori razzisti, impiego di fumogeni o di altri strumenti pericolosi o, più in generale, a iniziative sanzionate dalle norme federali”.

“L’estrazione in buona parte criminale dei rappresentanti dei gruppi organizzati è l’humus ideale per consentire l’infiltrazione della criminalità organizzata di tipo mafioso – prosegue la rene dell’Antimafia -. Le vicende che hanno di recente riguardato squadre di calcio come , , Catania, Genoa, , solo per cie i casi di cui si è occupata la Commissione, consegnano un quadro variegato”.

JUVE, BAGARINI, ‘NDRANGHETA. Nella rene su Mafia e presentata dalla presidente della Commissione Rosy Bindi e dal coordinatore del comitato Mafia e , Marco Di Lello, l’Antimafia ha poi affrontato anche il caso relativo al bagarinaggio degli ultrà della Juve, confermando infiltrazioni della ‘ndrangheta. “A Torino la ‘ndrangheta si è inserita come intermediaria e garante nell’ambito del fenomeno del bagarinaggio gestito dagli ultras della , arrivando a controllare i gruppi ultras che avevano come riferimento diretto diverse locali di ndrangheta”, si legge nel testo.

“In alcuni casi i capi ultras sono persone organicamente appartenenti ad associazioni mafiose o ad esse colte, come ad esempio a Catania o a ; in altri casi ancora, come quello del Genoa, sebbene non app ancora saldata la componente criminalità organizzata con quella della criminalità comune, le modalita’ organizzative e operative degli ultras vengono spesso mutuate da quelle della associazioni di tipo mafioso”, prosegue la rene dell’Antimafia. “Non sempre l’attività illecita o violenta dei gruppi ultras riceve la necessaria attenzione mediante attivita’ di polizia giudiziaria, e della magistratura, ad esse specificamente dedicate; a tal fine appare senz’altro auspicabile una sempre maggior condivisione delle informazioni raccolte”, conclude la Commissione presieduta da Rosy Bindi.

Devi essere iscritto per commentare

Login

Leave a Reply