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Ancelotti: “qui per vincere!”. Ma non siamo alla Juve…

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di Nino Campa - Il nuovo ciclo , l’ennesimo in 12 anni di serie A di ADL è cominciato ieri con la conferenza stampa di Calro Ancelotti.
Il tecnico ha spiegato perchè ha accettato , ha certicato l’obiettivo , ha preso distanza dai 90 punti, accettato che De Laurentis non può seguire la strada della acquistando i giocatori che guadagnano di più, rinunciato ad un nuovo attaccante, prolato i nuovi acquisti. Tutto molto chiaro, assumendosi la responsabilità di condurre il in corsa sui 3 fronti no a marzo-aprile!
Un parafulmine di eccellenza che ha recitato appieno il ruolo.

A Dimaro, De Laurentis ha presentato il suo ultimo antrione…
“Ho accettato il perché
1. ha creduto nelle mie capacità,
2. avevo voglia di tornare in Italia,
3.ho trovato una società che ha voglia di crescere e una squadra che mi soddisfa, con una losoa di gioco molto vicina alle mie idee.
Accetto questa sda con molto entusiasmo”.

L’obiettivo di Carletto è preciso: “Siamo qui per vincere. Non c’è solo la , il italiano ha mostrato molta incertezza, s’è deciso nelle ultime gare. Noi doiamo fare la nostra strada. Non siamo qui per pettinare le bambole, si parte per vincere, a nessuno piace arrivare secondi, poi la stagione dirà cosa aiamo meritato. Voglio rendere la squadra competitiva in tutte le competizioni e su tutti i fronti il più a lungo possibile. Se siamo dentro tutte le competizioni a marzo/aprile, poi faremo i conti. La squadra l’anno scorso ha fatto 91 punti, un campionato straordinario, ma si può vincere pure a 85, non è detto… Il ha fatto il massimo ed è quello che vogliamo fare anche noi”.

. Il tecnico ha idee chiare: “Serve un laterale destro, per Ghoulam il periodo di recupero è corto. Albiol ha scelto di rese, Chiriches sta già aastanza bene e poi c’è Tonelli, oltre a Luperto che ha fatto molto bene l’anno scorso e lo stiamo valutando. Top player? Non sono sempre guadagnano di più, bensì quelli più bravi e funzionali al nostro progetto. Chiunque è arrivato qui a ha le qualità giuste per migliorare questa rosa, che ribadisco era già competitiva di per sé. Non a caso la prima cosa che ho detto al presidente è stata quella di tenere la struttura portante di questa squadra che tanto bene ha fatto lo scorso anno. E’ stato scritto che ho parlato con Ronaldo, Benzema, Di Maria, Cavani, David Luiz. Ma io ho parlato solo con Giuntoli e il presidente, ho stima ed affetto per tanti giocatori, ma questa è un’altra esperienza e si parla sempre col delle soluzioni migliori. Non ho mai imposto giocatori e mai lo farò. Ogni ha le sue possibilità e sono qui perché tecnicamente ho visto una squadra molto competitiva. L’attacco? Milik ha cancellato l’infortunio, deve trovare continuità. Con Milik, Inglese e Mertens siamo a posto”.

CR7. Ancelotti lo ha allenato ai tempi di Madrid: “Conosco bene Cristiano, è forse il migliore giocatore al mondo. Casualmente arrivo in Italia nell’anno in cui arriva anche lui, ma il italiano trae sicuramente vantaggio da questo, e non solo la ntus, ma tutte le squadre. Per noi sarà una motivazione in più rivaleggiare con loro no alla ne”.

Mertens? “Non credo possa fare l’ala, ma ha qualità per giocare anche tra le linee senza problemi. E’ un attaccante completo, da prima punta ero perplesso ma poi ha fatto 30 gol. Può giocare da punta, dietro la punta, poi come esterno ma non da ala perché come Insigne gioca bene tra le linee e va sfruttato lì”.

I nuovi. “Meret è un talento e ha già fatto bene. Tecnicamente molto forte. Karnezis è esperto, lo aiuterà a crescere. Inglese non è giovanissimo però ha potenzialità e Fabian è un giovane già completo, non può giocare davanti alla difesa ma gioca pure centro-destra essendo mancino. Verdi come Mertens è bravo a giocare nella trequarti, da quel punto di vista ho varie possibilità perché è formidabile da esterno, in profondità, meno tra le linee. Potrò variare l’atteggiamento tattico”.