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Ancelotti o Sarri? Carlo vuole il contropiede!

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di Paolo Paoletti - Non è stato il Napoli di Ancelotti, chissà quando lo sarà!
Dell’Olimpico e del ritorno di Carletto dopo 9 anni, restano 3 punti importantissimi, viste le curve già esplosive che sabaro torneranno all’opera.

Esordio dai ‘mille’ rimpianti, almeno per il momento: 90 milioni in panchina, formazione col 4-3-3 sarriano, stessi uomini, idee abbastanza confuse tra ieri e oggi, almeno fino a quando la squadra ha deciso di tornare all’antico: arrembaggio a tutta birra visto lo svantaggio da recuperare.

Il di è stata la svolta: solite fesserie difensive, Koulibaly e Albiol primi colpevoli; poi via la maschera del contropiede e tutti all’attacco. Ciò il Napoli sa fare a memoria. Anche troppo.

è cambiato. Anche la faccia di Ancelotti che aveva allargato le braccia sconfortato dall’incredibile subito, rianimatosi per i due di Milik… primo annullato (giustamente) poi il pari vero prima dell’vallo con il marchio di fabbrica sarriano: giocata a memoria Insigne--Milik e ciao-ciao alle bamboline dell’inguardabile difesa a 3 laziale.

Rammarico anche per : possibile che De Laurentis abbia detto no 2 volte al miglior attaccante no per dicerie su amicizie pericolose dello zio del calciatore?
Oggi Ciro è presidente onorario del Savoia, antichissimo club di Torre Annunziata cittadina diffi del napoletano che ADL ben conosce essendo originario del luogo.

Ma ciò non gli impedisce di essere capocannoniere in carica del , autore di perle come l’1-0 rifilato agli azzurri, centravanti della Nazionale di . Un delitto averlo perso.

Ancelotti è l’unico top preso da ADL. Che ne aveva assolutamente bisogno. Immaginando la partenza a razzo di Sarri a Londra.
Il nuovo tecnico, ripete che non c’è nessuna rivoluzione da fare perchè è difficilissimo mettere le mani in un meccanismo quasi perfetto. Fa bene. Continui così. Poi però aggiunge che con calma ritiene possibile migliorare il sarrismo e ieri sera ha dato anche la ricetta: contropiede! Rivoluzione copernicana.

Apriti cielo…

Nella testa e negli schemi di questo Napoli, il concetto non esiste: essendo dogmatici, fin troppo perchè limitanti, i principi della difesa a zona, possesso palla, pressing altissimo, velocissimo spostamento del pallone sempre e solo palla a terra.
quanto il Napoli non ha fatto nella prima mezzora all’Olimpico.

Perchè, proprio perchè, i nuovi consigli prevedono difesa bassa, marcatura a uomo, linea mediana attendista sotto palla, spazi per i velocisti e Milik, e sopra Insigne libero di invene! Libero!

Eppure il pareggio è arrivato dallo schema mandato a memoria del taglio sul secondo palo, sponda e sassata dell’attaccante che arriva. Così Insigne-Calletì-Milik hanno confezionato l’1-1. Così il Napoli continua ad esprimersi al meglio.

Nell’undici contro la Lazio l’unico nuovo era Karnezis, andato male. Pesce fuor d’acqua. Ma lo sarebbe stato anche Meret oppure Ospina. Ed in regia erede di Jorginho, non soddisfa, sostituito.
Resta Insigne. A Lorenzo, Ancelotti s’affida e continuerà a farlo, per cambiare qualcosa.

“Gioca come vuoi e dove vuoi, basta che fai ciò che sai fare” il via libera è il cavallo di battaglia di Carletto, il quale punta su creatività e talento più che il binario da recie a memoria.
Sotto di un il Napoli si è svegliato ed ha cominciato a macinare gioco come in passato, dominando gli avversari, arrembando sopraritmo, creando occasioni, trascinato proprio dal Insigne, Milik ed il solito .

Sette conclusioni delle 10 verso Strakosha sono state di Insigne e Milik, mentre Mertens scalpitava.
S’è capito che Ancelotti punta molto su Arek, gli augura di fare addirittura più di Shevchenko ai tempi del suo Milan, ma solo il campo che dirà se la scelta è giusta.

Milik ha giocato per la squadra, pulito, preciso negli appoggi, puntuale da realizzatore sulle finalizzazioni dei due compagni di reparto. Permettendo ad Ancelotti uno tema ‘nuovo’: riferimento di palle lunghe per far salire una squadra ipnotizzata dalla Lazio.

La difesa resta il punto debole, smarrita dopo le difficoltà estive, in bambola in occasione del goffo vento a tre fallito su ; peraltro fortunata nel finale sul palo di Acerbi. Kolubaly a guardare.
Lavori in corso? Più digeribili per i 3 punti.

Riparliamone dopo il Milan!

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