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Ancelotti: stop partite, troppa diseducazione!

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di Chiara Beni - Ancelotti affronta senza la diseducazione sportiva in Italia…
Fenomeno che spazia dalle assurde manifestazioni dei si, alle simuni dei giocatori, dalle proteste plateali e sconsiderate verso gli arbitri, ai silenzi dei Presidenti!
“In Italia, a livello di cultura siamo indietro, si pensa ancora che una partita di calcio sia una battaglia, invece è un evento e la maleducazione non deve più entrare. Ora abbiamo un vantaggio: che si possono sospendere le partite. Si è fermata per la pioggia e si possono fermare anche se si insulta, si può fare e penso che lo faremo”.

Carlo chiede la sospensione delle gare contro la cultura sportiva negli stadi italiani. Eclatante per far tornare l’evento sportivo al centro, disgregando rivalità che nulla hanno a che vedere con il calcio.
“È dif se non impossibile essere insultati in , mentre in Francia non c’è la passione che c’è in Spagna e in Italia – ha spiegato Carletto a Coverciano – La gente non è così coinvolta e appassionata. In Spagna c’è una rivalità forte tra Barcellona e ma non la maleducazione che c’è negli stadi italiani”.

Incalza : “Fermare le partite potrebbe essere un segnale. Noi purtroppo abbiamo questo cattivo modo di comportarci e non è una cosa bella perché accade quasi sempre qui da noi, all’estero è dif”.

Quanto invece alla reazione di Mourinho allo Stadium dopo la dello United all’ultimo respiro, Mancio ridimensiona l’accaduto: “Non mi sembra che abbia fatto nulla di particolare, ci sta che dopo tanta pressione possa aver fatto quel gesto. In generale, la situazione degli insulti è da migliorare”.

Dello stesso avviso Antonio : “Ogni allenatore vive di tensioni. José a mente fredda ha detto che avrebbe evitato quel gesto. Aggiungo che in non si è abituati a sentire certi insulti, i si si preoccupano solo di incitare la propria squadra. Ognuno ha il proprio modo di fare, la propria storia, ma è certo che dobbiamo migliorare”.