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Allegri al Max: “Sesto, Lione, i ragazzi del ’95!

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di Antonella Lamole - Massimiliano si libera: racconta il suo calcio e rivela i retroscena che ne hanno costruito la carriera. Come l’arrivo alla
“Quando firmai il primo contratto con la chiesi fosse inserito un bonus per la Champions. Pensavano scherzassi. Siamo arrivati in finale e per poco…”

Nonostante un da Champions anche quest’anno l’obiettivo è lo , il Sesto che faree di Andrea Agnelli il presidente record.
“La è favorita per l’obiettivo storico. E poi vorremmo vincere la Supercoppa e la Coppa . Per la Champions la sfida più dura è ora. In due partite, con il Lione, ci giochiamo la qualificazione. E’ una eliminazione diretta, ma ho fiducia”.

Una diversa rispetto a 2 anni fa: “Aiamo cambiato sedici giocatori, a centrocampo campioni come Pirlo, Vidal, Pogba. Ricostruire non è faticoso ma stimolante. Quest’anno con una forte campagna acquisti, la società mi ha messo a disposizione sei nuovi, ottimi, giocatori. Come ho fatto con Dybala cerco di inserirli nel modo giusto e di equilre i loro carichi di fatica”.

Calcio, un cruccio… “E’ sbagliato farlo durare tanto, va chiuso il 15 luglio. In modo che in ritiro e nel precampionato i giocatori siano tranquilli e gli allenatori possano impose la squadra con chi ci sarà. La finestra di gennaio invece va spostata a novembre. Se ti arriva un giocatore a feraio non hai neanche il tempo di fargli assimilare gli schemi di gioco”.

Il tecnico perfetto. “La prima qualità è non credere mai di essere determinante per le vittorie. Le partite le vincono i giocatori. Il bravo allenatore è quello che fa meno danni. Oggi un tecnico gestisce venticinque aziende, non solo venticinque giocatori.

Poi devi saper insegnare calcio. In questo secondo me può aiue non essere stati grandi campioni. Perché esserlo stato ti porta a pensare che i tuoi giocatori possano fare quello che a te viene facile. Non è così. Un allenatore deve avere la pazienza di insegnare a crossare, a drilare, a fare un lancio. Oggi servono due preparazioni specifiche: psicologia e l’alimentazione”.

Giovani nel mirino: “Kean è un ragazzo, ma è davvero forte, non escludo che prima o poi si affacci in prima squadra. I migliori giovani sono Donnarumma, Locatelli, , Berardi, Bernardeschi, Romagnoli e Rugani. La generazione dei nati nella seconda metà degli anni novanta genererà, dopo i del Qua, una nazionale fortissima”.