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Agnelli rischia 2 anni: bagarinaggio

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di Antonella Lamole - Sentenza la pma settimana, ecco le richieste di accusa e difesa del processo Agnelli…

16.50 LA REPLICA. Franco Coppi, legale del presidente della Juve, ha commentato così le richieste di condanna da parte dell’accusa: “Se puntiamo alla assoluzione completa? Beh, certo. Quando ci aspettiamo la sentenza? Il collegio ha dieci giorni di tempo, quindi da qui a dieci giorni. Una richiesta pesante? La procura fa il suo mestiere, in genere non siamo abituati a fare previsioni, se un mese o l’ertolo. Importante qui e contrastare gli argomenti dell’accusa”.

16.45 LE ALTRE RICHIESTE. Oltre alla richiesta formulata nei confronti di Agnelli, il procuratore federale ha chiesto la disputa di due partite ne a porte chiuse, la chiusura della Curva Sud e un’ammenda di 300.000 euro per la Juventus. Per gli altri imputati, chiesti 6 mesi di inibizione per l’ex direttore commerciale della Juve Francesco Calvo, 2 anni per Alessandro Nicola D’Angelo (security manager) e un anno e 6 mesi per Stefano Merulla, responsabile della biglietteria. Per tutti, Agnelli compreso, è stata richiesta l’estensione delle sanzioni sia in ambito che fa.
Falliti tutti i tentativi di patteggiamento dopo la sospensione dello scorso 26 maggio, arrivata una settimana prima della nale di League del 3 giugno a Cardiff, ricomincia il processo Agnelli.

16.05 L’ACCUSA – Secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa, il procuratore federale Giuseppe Pecoraro ha richiesto due anni e mezzo di inibizione per il presidente della Juventus Andrea Agnelli. Si attende ora la replica della difesa, mentre la sentenza potrebbe slittare ai primi giorni della pma settimana.

ACCUSE. Alle ore 14 il presidente della Juventus si presenta a Roma davanti al tribunale della gc presieduto da Cesare Mastrocola per difendersi dall’accusa della procura federale: violazione l’art. 12, che rea i rapporti con i si, per l’eccessiva dotazione di biglietti “favorendo consapevolmente il bagarinaggio, partecipando personalmente a incontri” con ultrà vicini alla ‘ndrangheta, per “acquisire la benevolenza degli ultras”.

Per la giustizia sportiva il tema caldo è la cessione di biglietti in numero massiccio, ben oltre il consentito: il procuratore federale Giuseppe Pecoraro contesterà l’averne riservati migliaia a partita dal 2011 ai gruppi organizzati sapendo che sarebbero stati sfruttati per il bagarinaggio.
Nel deferimento ha parlato di “contributo fattivo di esponenti della malavita organizzata” e anche oggi dovrebbe battere su questa aggravante: gli introiti per i bagarini avrebbero nanziato la ‘ndrangheta.

PM. Il procuratore Pecoraro chiederà un’inibizione tra 1 e 3 anni: verosimilmente 2 anni o 30 mesi. La sentenza è attesa entro martedì: in caso di condanna superiore a 1 anno, Agnelli non potrebbe più ricoprire incarichi federali, né rappresentare la Juve in ambito federale per tutta la durata dello stop, ma resterebbe al vertice dell’ECA e del club bianconero. Infatti l’articolo 29 dello statuto gc prevede la decadenza nei casi di “inibizione o complessivamente superiore a un anno”: pena calcolata solo alla ne del terzo grado di giudizio al . In ogni caso, se alla ne della partita Agnelli avrà una condanna di un anno e un giorno, dovrà aspettare 10 anni per tornare a fare il presidente, a meno che non chieda e ottenga la riabilitazione.

DIPENDENTI. Saranno giudicati anche altri due dipendenti bianconeri: il capo della biglietteria Stefano Merulla e il security manager Alessandro D’Angelo, oltre all’ex responsabile del marketing Francesco Calvo, ora al Barcellona.

DOMINELLO 7 ANNI E 9 MESI! Il processo sportivo è glio dell’inchiesta ‘Alto Piemonte’ della procura di Torino, che ha scoperto le inltrazioni ‘ndranghetiste nella curva bianconera. L’ultrà Rocco Dominello, che Agnelli ha ammesso di avere “incontrato 3 o 4 volte ma sempre con altre persone”, è stato condannato per associazione maosa e tentato omicidio a 7 anni e 9 mesi. Assolto invece Germani, il tte tra lui e la Juve. Che chiede l’assoluzione o almeno spera di cavarsela solo con una (pesante) multa.