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ADL-Sarri, assurdo! Zitti e pedalare…

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l Real ha vinto 3-1, eppure non è stato un grande Real: non travolgente, non irresistibile tranne che nel gol – effettivamente fantastico – di Casemiro. Per questo il Napoli parte da Madrid con un rimpianto enorme: non avere giocato – nella notte più importante – la sua migliore partita, anzi avere disputato una delle sue gare peggiori per precisione nei passaggi, per qualità nel palleggio, per attenzione nei disimpegni. Se dovessimo denirla in poche parole, la chiameremmo mancanza di serenità: il miedo escenico del Bernabeu ha avuto effetto sugli azzurri, che hanno sprecato un’occasione straordinaria, quella di affrontare il con un risultato decisamente migliore rispetto a questo. Ciò detto, bisogna anche tenere presente che il Napoli aveva davanti la squadra campione d’Europa e del mondo, una da guerra. Insomma: non può diventare una tragedia una scontta per 3-1 sul campo del Real.

Invece De Laurentiis, con un’uscita assolutamente sorprendente e fuori luogo, ha messo sul banco degli imputati non solo la squadra (tranne Insigne) ma anche e soprattutto Sarri. Gli ha rimproverato, addirittura, l’impiego di in un ruolo che non è il suo, quello di centravanti: ma com’è possibile, se il belga è stato uno dei grandi protagonisti del calcio italiano e inter negli mesi proprio in quella posizione? La sensazione, e anche qualcosa in più di una sensazione, è che il presidente sia furibondo per il mancato impiego di Pavoletti, che a lui è costato 15 milioni e che a Madrid è scivolato addirittura in tribuna (in panchina è andato Milik). In tutta franchezza, e con profondo rispetto nei confronti dell’ex genoano, diventa complicato pensare che il problema del Napoli a Madrid sia stata la sua esclusione dall’elenco dei 18.

Sarri a Napoli sta facendo un lavoro fenomenale, da fuoriclasse: gli azzurri giocano il miglior calcio del nostro campionato, e forse addirittura d’Europa, e i risultati nora sono stati positivi (vanno messe a o anche la vittoria nel girone einatorio di e la qualicazione alla seminale di Coppa Italia). Mettere tutto in discussione per una scontta – peraltro onorevole – contro il Real Madrid, è una clamorosa esagerazione. Una sparata in perfetto stile De Laurentiis, di cui spesso aiamo elogiato le strategie societarie ma che a volte sceglie strade ai conni con il masmo.

Il violento attacco alla squadra e soprattutto a Sarri apre una grande incognita sulla stagione del Napoli e sul futuro stesso dell’allenatore. D’ora in avanti, tutto può accadere. E una situazione che sembrava inattaccabile e positiva, la base di un progetto eccezionale, viene improvvisamente minata proprio dal proprietario del club. Una follia. Così come ci ha colpito il paragone – più volte proposto – tra Sarri e Mazzarri, uno che De Laurentiis non ha mai dimostrato di rimpiangere.

Da Madrid torna un altro Napoli. Non meno forte in campo, ma molto meno compatto al proprio interno. E con tanti punti interrogativi sul proprio futuro.