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ADL: tifosi opachi, Sindaco incapace, calcio per profitto.

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di Paolo Paoletti - Il Napoli ha emesso un duro contro il De Magistris, ‘colpevole’ di aver deciso di “non sedermi più accanto a De Laurentis dopo i reiterati ed offensivi attacchi alla Città e ai napoletani”.

ADL ha risposto sul sito della S.S.C.Napoli…

Tre passaggi decisivi, su cui nei prossimi giorni servirà tornare ed approfondire:
1. Il Napoli ha si opachi!
2. De Laurentis ha reinvestito tutti gli utili per fortificare il .
3. Si fa calcio per generare profitti personali.

LA NOTA. “C’è una sola persona che conduce “reiterati ed offensivi attacchi alla città e ai napoletani”, ed è, purtroppo, il suo , il quale, anziché provare a rimediare agli innumerevoli disastri amministrativi della sua gestione (dal sudiciume di una città invasa dai rifiuti alla incapacità di vendere i beni pregiati del patrimonio disponibile, salvo consentire alla partecipata Mostra d’Oltremare di svendere l’Arena Flegrea; dal dei trai pubblici, perpetrato al cospetto di turisti inorriditi da un simile livello di inefficienza, alla incapacità di chiudere i cantieri, come il recente caso di via Marina dimostra con irrefutabile e imbarazzante evidenza; e si potrebbe continuare a lungo), trova il tempo per polemizzare, con querula civetteria, con il presidente della Società iva Calcio Napoli, strizzando l’occhio alla sedicente B, espressione usurpata in deliranti comunicati da frange opache e discusse della seria, da cui la società ha da tempo preso le distanze e che certamente non rappresentano i tantissimi si per bene e corretti che affollano lo o, compresa detta , a sostegno della squadra. Il di Napoli mette in pratica una tecnica colta: per nascondere inadempienze, ritardi e omissioni imputabili alla sua cattiva amministrazione anche sul tema dello o (basti pensare al caso dei seggiolini, che tre anni fa un Comune in sostanziale dissesto millantava di realizzare con il fantomatico ricorso al Credito ivo, salvo essere con ignominia sbugiardato dai fatti e costringere il Napoli a indicare ogni anno cautelativamente lo o palermitano per iscriversi al campionato e disputare le partite di coppa), prova a spostare l’attenzione e a fomentare critiche e dissenso verso la società e il suo presidente, creando divisioni forzate e artificiose che certamente non contemplano, tra gli obiettivi, il bene della squadra e il suo successo. Il presidente del Napoli – è chiaro a tutti, tranne a chi sia in – non ha affatto attaccato la città e i napoletani, come l’egolatria del primo cittadino lo spinge a dire. Del resto, perché mai dovrebbe? Il presidente, com’è suo diritto – e, anzi, com’è suo dovere, a tutela proprio della società, della città e dei si del Napoli – ha ripetutamente criticato una pessima gestione amministrativa, soprattutto sul tema dello o, che, caso unico in Italia, da anni versa – per esclusiva responsabilità del e dei suoi collaboratori – in una situazione di umiliante degrado, creando alla società e alla città un enorme danno di immagine (quando bisognerà ospitare squadre europee blasonate e prestigiose, abituate a impianti di assoluta eccellenza, sarà inevitabile provare un sentimento di profonda vergogna per le condizioni dell’impianto comunale).
Solo per l’intervento della Regione e del presidente De Luca sarà possibile sostituire, così come prescrive la normativa Uefa, i seggiolini del San Paolo, cosa che non solo il Comune non ha fatto, ma, in un ridicolo impeto di inconcludente esaltazione, ha impedito di fare al Calcio Napoli nell’ambito di un più ampio progetto di ristrutturazione dell’impianto. Per il resto, non si sa ancora con certezza quali lavori saranno fatti, con quali tempi, con quali soldi, il che impedisce alla società perfino di programmare la vendita degli abbonamenti. È ugualmente chiaro a tutti – tranne a chi riduca la politica a piccole beghe di cortile o a prosopopeica e inconcludente autocelebrazione – qual è il risultato concreto (non le chiacchiere) del lav svolto dal presidente De Laurentis nel territorio della città: l’attività svolta dal Napoli genera interesse e inter, crea posti di lav, produce un’economia indotta rilevante, semina i principi sani dello nelle nuove generazioni e molto altro. La pulsione populistica del e del suo assessore al ramo giunge al punto di additare l’obiettivo societario di conseguimento di utili come una “macchia” di cui avere vergogna.
In disparte l’ovvio rilievo che, se sapessero generare lui e la sua giunta utili nella gestione comunale, potrebbero forse assicurare almeno qualche servizio decente, l’uno e l’altro mostrano chiaramente, con questo tipo di argomenti, di ignorare due cose:
la prima è che l’obiettivo di fare utili è posto dalla legge e dagli stringenti regolamenti che governano il calcio di oggi; la seconda è che gli utili realizzati sono stati tutti reinvestiti fino all’ultimo centesimo per fortificare il .
Ciò a conferma di quanto il Presidente tenga alla città di Napoli, ai Napoletani e ai si “veri”. Insomma, parole in libertà, quelle del : stucchevoli, inconcludenti, inutili. Sesquipedalia verba, avrebbe detto Orazio. Le ultime, ci si augura; sperando in un soprassalto di lucidità e di dignità. Per il bene di Napoli e del Napoli, che – sempre a parole – dichiara di amare”.