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ADL chiagne e fotte: boccia la serie A, esalta il Napoli!

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di Paolo Paoletti - Anche - ha riproposto una amara verità: il calcio no è mediocre!
nel caso della per una rosa itata e distante nei valori tra titolari e riserve…

Verona, Benevento, Spal, altre… almeno 10 squadre non sono all’altezza del massimo campionato, falsato dagli squilibri tra le prime 5-6 e le altre.

Ridicolo che faccia lo scaramantico sull’obbligo del di puntare finalmente allo
“Ho una teca piena di corni a casa. Si dice che non bisogna farli vedere perchè si scaricano, a me piace farli vedere e caricarli dell’indivia altrui”.

Il cinbepresidente si infervora sullo stato del calcio no, in particolare sulla formula della e sui diritti tv: “Il sistema calcio non è in crisi, sono in crisi gli uomini che conducono le danze: c’è una mentalità vecchia di 20-30 anni, e questa non paga più perché l’Europa è cambiata. C’è un divario tra il calcio europeo e quello no. Nel 1986 le squadre in erano 16, poi siamo arrivati a 20. Se fossero ancora 16 con un sola retrocessione, sarebbero tutti più felici e più competitivi”.

L’attacco è diretto alla spartizione dei diritti tv ed in particolare a Tavecchio. Nel mirino anche De Siervo, amministratore deto di Infront che gestisce la cessione dei diritti televisivi senza i quali 19 società su 20 – Juve a parte – non esiterebbe.

“Gli spagnoli hanno un AD che la vede lunga e in 3 anni ha risanato il l calcio. La Liga per l’estero prende 700 milioni, noi dobbiamo accontentarci di 300 o 400 milioni. Se De Siervo non è capace di guidare una Ferrari e invece vuol dimostrare di guidare una t, ha sbagliato casa, riesce ad accontentare solo le piccole squadre che hanno di non arrivare alla fine del mese”.

“Noi abbiamo Juventus, , Milan, Inter, Roma, , Fiorentina. Se dobbiamo pagare lo scotto di squadre che giocano con i giocatori della serie B e quindi perdono 6-0, questo è un problema. L’ho affrontanto varie volte con il presidente Tavecchio, ma lui ci sente e non ci sente perché deve mantenere la sua poltrona e dice ‘siete voi della che dovete imporvi’. Ma scusa, tu che ci stai a fare? Sediamoci intorno ad un tavolo, anche con la Uefa, e scegliamo come rimodulare il calcio”.

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