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Suning, addio in 4 punti: serve Moratti?

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di Nina Madonna - I cinesi fanno marcia indietro ed è la stessa Inter a dirlo con un documento ufciale trovato e tradotto dal sito Calcio e nanza! Suning potrebbe addirittura essere costretto a vendere.

Il divieto di eare capitali è diventato un diktat del Partito Popolare che ha ‘invitato’ Zang a vendere l’Inter! Ecco quanto riportato da Calcio e nanza.

Già a luglio è emerso il freno di Pechino che da un lato ha bloccato la gestione e dall’altro potrebbe far tornare proprio Massimo . L’interessato nega… “Mi sto abituando a fare il so, e poi non credo che me lo chiederebbero. Le quote di Thohir le rileverà Suning”, ma potrebbe rientrare con una partecipazione limitata. Soprat se gli venisse proposta la presidenza non solo di facciata e con deleghe.

Per permettere a Steven, con il quale il rap è ottimo sin dal primo incontro, aprile 2016, di studiare da Presidente in società.
Al momento la situazione è bloccata. Con riflessi nebulosi su squadre e risultati.
Solo potrebbe rilanciare con un nuovo entusiasmo capace di sostenere gli sforzi di Spalletti.
Ecco tutta la in 4 punti sul futuro e Suning…

1. Limiti eazione capitali dalla Cina nel calcio: così Pechino limita Suning

“La politica e le reamentazioni del cinese e il suo cambiamento rispetto agli investimenti in uscita e valuta estera, nonché le condizioni politiche ed economiche in Cina potrebbero limitare la quantità di investimenti di Suning nell’Inter. Il cinese ha recentemente classicato gli investimenti in squadre ive come “investimenti limitati. L’Inter è dipendente dai contributi di capitale di Suning ed eventuali restrizioni alla capacità di Suning di fornire tali contributi influenzerebbe negativamente le attività e i risultati delle operazioni dell’Inter. Queste restrizioni possono anche influire negativamente sulla nostra capacità di riscuotere somme a noi dovute in termini di sponsorizzazioni e di altri contratti stipulati con controparti in Cina. L’Inter dipende dai contributi di capitale di Suning sia per quanto riguarda la liquidità necessaria alla gestione ordinaria sia per mantenere i livelli minimi di capitale richiesti dalla legge italiana”.

2. Il nuovo quadro reamentare

Il cinese ha apportato cambiamenti signicativi nelle sue politiche e reamenti, specialmente in relazione ai controlli sul capitale. Essendo Suning un’azienda cinese, con la maggior parte delle sue attività in Cina, la sua capacità di investire denaro al di fuori della Cina potrebbe essere influenzata negativamente da questi controlli. In risposta al persistente deflusso di capitali dalla Cina, la PBOC e la SAFE hanno implementato una serie di misure di controllo del capitale negli ultimi mesi, comprese procedure di controllo severe per società nazionali cinesi di rimettere valuta estera per investimenti esteri, pagamenti di dividendi e rimborsi di prestiti agli azionisti. Anche il cinese ha mostrato interesse alla reamentazione delle attività commerciali degli investitori in squadre ive straniere in particolare e, come parte dei suoi sforzi in corso per reare gli investimenti all’estero da parte delle imprese cinesi, ha pubblicato un insieme di linee guida sugli investimenti il 18 2017 che classicano gli investimenti all’estero. Sotto queste linee guida, gli investimenti nel settore dello sono stati classicati come “investimenti limitati”. In generale, gli “investimenti limitati” richiedono o la presentazione o l’approvazione da parte della Commissione per lo sviluppo nazionale e le (National Development and Reform Commission) e del Ministero del commercio o delle loro rispettive controparti locali. Mentre alcuni “investimenti limitati” (ad esempio, gli investimenti nel settore ivo) in precedenza richiedevano solo di essere notica, secondo le linee guida di 2017 tali investimenti ora richiedono l’approvazione. Se questo dovesse portare nuove leggi o reamenti sui proprietari di attività ive all’estero, oppure se la PBOC o la SAFE implementassero ulteriori controlli sui capitali, a Suning potrebbe essere potenzialmente impedito di fare ulteriori investimenti, spinto a ridurre il suo nanziamento all’Inter o potenzialmente essere costretto a vendere l’Inter”.

3. Ancora non pagate le sponsorizzazioni dell’Inter

“Inoltre, mentre aumentiamo il volume di accordi di sponsorizzazione e diritti dei media con controparti in Cina, potremmo anche incontrare difcoltà nell’ottenere i pagamenti a noi dovuti a fronte di tali accordi a causa delle difcoltà nel rimettere la valuta estera fuori dalla Cina. Ad esempio, a partire dal 30 settembre 2017, 25 milioni di euro di ricavi che abbiamo rilevato nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2017 sotto il Naming Rights and Sponsorship Agreement non sono ancora stati pagati. Inoltre, 12,3 milioni di euro e 7,5 milioni di euro di ricavi che abbiamo registrato rispettivamente nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2017 e nei tre mesi terminati il 30 settembre 2017, nell’ambito dell’accordo di sponsorizzazione con Beijing Yixinshijie non sono ancora stati pagati a causa di ritardi causati dal controllo dei capitali sulla remissione di valuta estera della Cina”.

L’Inter è diventato caso estremo.

“Inoltre, l’Inter richiede un impegno nanziario da parte di Suning per certicare la continuità aziendale nei suoi rendiconti nanziari. Senza la lettera di sup fornita da Suning o ulteriori iniezioni di capitale o le conversioni dei prestiti agli azionisti in azioni, la continuità aziendale dell’Inter potrebbe essere a rischio”.