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Abete-Cittì, 2 verità: Cesare salva Balo.

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di Adolfo Mollica - “Non mi sono offeso dal fatto che Balotelli voleva andarsene…”, Giancarlo Abete scavalca Prandelli con la sua verità. Sul caso-Balo torna anche il Cittì per difenderlo ancora una volta: “non ha mai chiesto di tornare a casa!”

Presidente e Commissario Tecnico, le strade stanno per dividersi. Dissapori? Abete vorrebbe che la maglia azzurra venisse prima di ogni cosa, Prandelli ha scelto di dare precedenza ai risultati nel rispetto delle regole. Ovvero portarsi il fardello di Mario Balotelli fino a luglio, finito il Mondiale.

E non perde occasione per restare nel ruolo di buon padre di famiglia… “Quando Mario sente un dolorino è sempre molto preoccupato perché non ha grossi infortuni alle spalle, ma il dottore ha detto che con 2-3 giorni di terapie sarebbe tornato a disposizione. Lui mi ha ascoltato e non ha detto una parola. Domani non ci sarà. Ho parlato con lui, come con Verratti e Insigne: hanno problemi minimi. Sono convinto che possano recuperare per martedì. Il personaggio Balotelli è sempre più imponente rispetto all’uomo e al calciatore. Mario deve vivere con serenità, se ci sono dei problemi vanno affrontati. Avrebbe bisogno di sdrammatizzare un po’ le situazioni e vivere con serenità i suoi 23 anni”.

Parole al vento…?

“Balotelli è un ragazzo che mediaticamente attira tutte le attenzioni, ma il suo rapporto con la Nazionale è franco, sereno e solido – aggiunge Abete – Tutti possiamo migliorare e così può fare anche lui”.

Si, parole perse.