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Abbado, Senatore a vita: rigoroso, vicino ai giovani. L’Italia che vince!

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Considerato uno dei più fini direttori d’orchestra, Claudio Abbado, nominato oggi senatore a vita dal Presidente della Repubblica Giorgio , 80 anni compiuti a giugno, è un artista rigoroso, filologico, con un gusto analitico di grande razionalità e molto personale, asciutto e lieve assieme, ma anche con momenti di forte emotività e sempre pronto a promuovere la musica moderna, simile un po’ a Maurizio Pollini, pianista con cui ha condiviso vari momenti della sua carriera. Un direttore che è innanzitutto un uomo, segnato tra l’altro dalla malattia e una grave operazione che, ripete sempre, gli ha ”fatto capire cosa e’ importante”. Nella musica ha sempre cercato valori e i, oltre alla perfezione dell’arte, sicuro che possa essere anche salvifica, tanto da essersi dedicato alla creazione di varie orchestre li, affascinato dal modello di El Sistema venezuelano, che – ha detto – gli ha ”riconfermato che la musica salva davvero i ragazzi dalla criminalità, dalla prostituzione e dalla droga: facendo musica insieme trovano se stessi” e aver provato a crearlo anche in Italia. Nato a o nel 1933 e figlio del violinista Michelangelo Abbado, ha un fratello, Marcello, anche lui musicista, e un figlio, Daniele, regista di opere. Studia al Conservatorio di o fino al 1955 e lavora con l’Orchestra d’archi del padre.

Sono gli anni in cui nasce il suo me con Vienna dove si reca, tra il ’56 e il ’58, vincitore di due borse di studio insieme a Zubin Mehta, e dove assiste al lavoro di maestri che vanno da Bruno Walter a Herbert von Karajan. Subito dopo vince il premio Koussevitzky e viene invitato in America, ma decide di tornare in Europa per debuttare nel ’59 a Trieste. A dargli comunque fama nel 1960 è il suo debutto alla Scala a 27 anni, teatro di cui diverrà direttore musicale dal 1968 al 1986, contribuendo in maniera sostanziale ad ampliarne il repertorio, aprendolo alla modernità, dai classici come Stravinski, Berg, Bartok, Schomberg, sino a novità come il grande ciclo ‘Licht’ di Tockhausen, ‘La vera storia’ di Berio e ‘Al gran sole carico d’amore’ dell’amico Luigi Nono. E’ la stessa cosa che farà quando sarà scelto nel 1989, dopo aver a lungo lavorato con loro, dai musicisti dell’orchestra più prestigiosa del mondo, i Berliner Philarmoniker, come direttore stabile, sino al 2002. Dal 1986 al 1991 e’ stato anche direttore musicale della Staatsoper di Vienna e Generalmusikdirektor della Città dal 1987, fondandovi l’anno dopo il Wien Modern dedicato alla musica mporanea. Dal 1994 è anche direttore artistico del di Pasqua di Salisburgo.

Abbado, oltre ad aver sempre scoperto e sostenuto talenti, ha fondato numerose orchestre li: nel 1978 la Ecyo – European Community Youth Orchestra, nel 1981 la Chamber Orchestra of Europe e nel 1986 la Gustav Mahler Jugendorchester da cui deriva la Mahler Chamber Orchestra, formazione residente a Ferrara. Nel 1992, con la violoncellista Natalia Gutman crea le Berliner Begegnungen, appuntamento in cui musicisti di lunga esperienza lavorano con compositori. Di rilievo anche le sue registrazioni discografiche, a cominciare dalle due integrali beethoveniane, prima con i Wiener e pochi anni fa, in modo assolutamente nuovo, con i Berliner, cui si aggiungono le integrali di Mahler, Mendelssohn, Schubert, Ravel e Cajkovskij, Prokofiev, Dvorak, senza dimenticare le registrazioni operistiche, il più delle volte sorprendenti e diventate fondamentali repretazioni di classici, da ‘Il viaggio a Reims’ a ‘Il Barbiere di Siviglia’ di ni, ‘Boris Godunov’ di Musorgskij, ‘Pelleas e Melisande’ di Debussy e tante altre sino al suo Wagner con risultati di particolare novità.

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