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I 6 perchè di Bologna: Sarri, stop attacchi al Sistema.

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di Paolo Paoletti - Molti hanno tirato in ballo ‘il rumore dei nemici’ di Mourinho…Mou era è resta Mou. Sarri è altra cosa. Come l’Inter del Triplete di Moratti era l’Inter e il Napoli di De Laurentis è altra cosa.
La scontta di Bologna ha scatenato la caccia alle colpe: Mazzoleni, la sfortuna, calo sico, assenza di mentalità vincente.
Lo stesso Sarri ha addebitato la scontta ad un appagamento post sull’Inter. Appagati di cosa?

Urge dire la verità, che parte da una esame critico del perchè della scontta. Il chi e il come sono starti visti da tutta Italia.
1. Colpe e meriti di Sarri vanno interpretati: un allenatore non può essere lasciato solo, il Napoli non ha struttura societaria adeguata a gestire un campionato di vertice.
2. Cosa deve fare Sarri, cosa non deve fare: la gestione tecnica del gruppo è sua esclusiva. E’ già stato vessante, leggere farneticanti dichiarazioni di De Laurentis che si faceva merito del cambio di modulo, il famigerato 4-3-3. Bene abbiamo visto che anche il 4-3-3 si possono prendere 3 gol in una partita, ne aveva presi 6 in 3 gare il Napoli col trequartista.
3. A Sarri non tocca e non conviene esporsi su arbitri, calendari, nazionale, quant’altro appartiene alla politica sportiva del sistema che da sempre è appannaggio del , per non esporre chi va in campo. Dire che gli arbitri italiani non sono i migliori è una bugia dannosissima a Sarri e al Napoli.
4. Il problema del Napoli arriva da lontano: cali improvvisi di tensione li ha mostrati il Napoli del secondo posto di e quello del terzo di Benitez. Questo problema si chiama inesperienza. Vincere è prerogativa che parte dalla società, che la società trasmette alla squadra. Come è ed è stato alla Juve, al Milan, all’Inter. Ma lo fu anche nel Napoli di Allodi, Bianchi, , Ferlaino. Nell’ordine.
5. In questo Napoli ci sono 4 giocatori esperti: Rejna, Albiol, Higauin, Callejon: 28 in 4!!! E comunque per aver giocato, cresciuti, in che hanno vinto e molto. Questi 4, hanno tradito Sarri e sopratutto i 12.000 arrivati speranzosi a Bologna. Che non accada mai più.
6. Higauin è un caso da approfondire: 14 gol in 15 partite, è una media da Scarpa d’Oro. Da 4 anni la vince CR7. Sarri gli ha detto che se non vince il Pallone d’Oro è un cazzo. Errore! Higuain deve innanzitutto giocare per la squadra, sempre. Non per la classica cannonieri. A Bologna si è guardato la partita, come tanti altri. A lui non può capiyare se non vuol essere come tanti altri.

Al proposito lasciamo stare ogni tipo di paragone con che bene informati mi raccontano essere il suo cruccio, un totem che Gonzalo vuole abbattere.
Higuain deve, invece, vedersela con Cavani: ben 104 gol in soli 3 anni, terzo marcatore azzurro di tutti i tempi. Dietro e Sallustro, miti.
Difcile che Higuain – 70 gol – riesca a scavalcare Cavani, segnando altre 35 reti entro maggio.
Decida piuttosto se vuole dare l’assalto al record di presenze di che in 7 anni ha giocato 259 partite con la maglia azzurra. Signicherebbe scegliere Napoli, prima che il Napoli, per fare la .
Hamisk e Maggio rispettivamente in 9 e 8 anni, hanno collezionato 376 e 272 presenze, ma probabilmente di loro tra qualche anno nessuno si ricorderà.

Voglio dire che al Napoli manca spessore, quell’insieme di carisma, esperienza, vittorie, rispetto dell’avversario, che fa di una giocatore un fuoriclasse e di un un datore di lavoro ambito.

A Bologna è accaduto l’inevitabile peraltro annunciato. Colpa innanzitutto della società, ovvero di De Laurentis.
Sarri va aiutato con un dirigente di caratura internazionale, come sono stati Allodi e anche , nonostante Calciopoli.
Da subito, però, il tecnico smetta di fare il Don Chisciotte attaccando il Sistema. Cosa che gli piace fare, cui è costretto da un vuoto societario.
Ci rimettono il Napoli e i .

Come si suol dire giocatori, allenatori, presidenti cambiano. Restano il Napoli e la sua , i , i tutti!

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