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Cesare-bambino: vinco il Mondiale, solo contro tutti.

Angeli del Bello (3)

Cesare Prandelli, solo il è agli ottavi di . Amareggiato o preoccupato?
“Amareggiato, certamente. Il Napoli è uscito clamorosamente con 12 punti, ha fatto un girone straordinario, giocando un ottimo calcio. Dispiace perché ha beccato il gruppo più forte e insidioso di tutti, ma ha dimostrato di essere all’altezza. Quanto alla , l’hanno detto tutti ormai: non si doveva giocare assolutamente, hanno tolto lo spettacolo, i calendari potevano aspettare per me. Il ha sofferto, ma con carattere, volontà e idee tattiche ha portato a casa il risultato. Meritavano tutte e tre. e Napoli sapranno reagire, mentre il passaggio del turno aumenterà l’autostima dei rossoneri. A volte basta un risultato per togliere tanti dubbi”.

Allegri ha elogiato , dalla gara con l’Ajax arriva una buona notizia per la .
“D’accordissimo con Allegri, Mario ha percepito l’importanza di una gara difficile e si è messo a disposizione, ma l’aveva fatto già con noi contro la Danimarca”.

costretta a giocare a Istanbul: abbiamo perso definitivamente qualsiasi peso politico?
“Sono convinto che dobbiamo crescere come movimento, non come forza politica. Come squadra, come mentalità, come cultura. Poi, automaticamente, le vittorie ti aiutano a essere più credibile e quindi più forte politicamente. Ma io penso solo a far diventare l’Italia più forte tecnicamente”.

Non essere testa di serie è stato un bel pasticcio.
“Bisogna rinnovare i metodi per valutare le squadre. Ma qui non c’entra la politica, qui è una questione di regole di calcolo: un’Italia che non ha mai perso nelle qualificazioni europee e non può ritrovarsi nella nostra situazione. E il pregresso deve contare di più. La classifica andrebbe aggiornata ogni sei mesi”.

Qual è il pregio di questa Italia?
“Noi abbiamo deciso dall’inizio di valorizzare le qualità dei nostri giocatori e le nostre idee, confrontandoci con le grandi senza speculare. Certi momenti ci siamo riusciti, in altri abbiamo dovuto soffrire, però la qualità di questa è che ha trovato una sua identità”.

I club italiani hanno toccato il momento più basso in Europa?
“Non è una mia opinione: lo dicono i numeri e le statistiche. Bisogna riflettere sul perché è successo, lo dico da anni. Dentro di noi come italiani abbiamo sempre il o e l’auspicio di essere i migliori, ma non lo siamo più. Possiamo tornare a esserlo se affrontiamo i migliori con una mentalità giusta. Nelle situazioni difficili viene fuori l’ingegno italiano, con l’orgoglio e il carattere italiani. E la , quando sente suonare l’inno, è una squadra, che farà da traino per tutti”.

È un bene aver già giocato in in Confederations Cup?
“Sì, ma se ne parlo troppo perdiamo anche questo vantaggio. Molti ct mi hanno chiesto chiarimenti, cercherò di essere più ermetico, altrimenti vanifichiamo l’esperienza fatta… Per il ritiro, siamo orientati su Mangaratiba, può essere un vantaggio. Non ci sono posti ideali, tutti troveranno difficoltà: chi ha un buon albergo non ha il campo, chi ha un buon campo ha l’hotel lontano. Io voglio ottimizzare il lavoro giornaliero, sperperare quattro ore sul pullman non mi convince. Sceglieremo una località distante dalle sedi di gioco ma che ci permetterà di fare un lavoro di qualità”.

Lei ha proposto il ricorso ai time out per il caldo.
“In Francia e in Russia lo fanno già, si mettono d’accordo i due allenatori. In Confederations la Fifa non voleva borracce a bordo campo ma solo dietro le porte, si aspettava il corner per bere. Noi l’abbiamo fatto con l’Uruguay nella finale per il terzo posto: anche l’arbitro ne ha approfittato per bere”.

Quanti sono i posti ancora da assegnare nella lista dei 23?
“C’è uno zoccolo duro che ci ha permesso di arrivare al Mondiale e di creare uno spirito di squadra. Ci sono tre, quattro, cinque posti per cui molti possono ancora pensare di scalare posizioni. Con tutta onestà, non vedo all’orizzonte tanti nomi nuovi, purtroppo”.

Clima e stress rendono più difficile il ritorno dei grandi vecchi, come Totti?
“Non è un problema di caldo o di distanza. Farò scelte sulla base del rendimento dei singoli e sulle idee tattiche”.

Serve una norma che tuteli l’impiego di italiani in Serie A: è sempre più difficile trovare “convocabili” di qualità.
“Mi auguro che il lavoro di questi anni del Club Italia sia un traino per il movimento. Anche nei settori li ci sono molti stranieri, è un problema serio del mondo calcio. Io prima di arrivare a imporre obblighi vorrei sensibilizzare i presidenti di club sull’impiego di italiani. Si arriverà a un punto in cui prendere delle decisioni, che so, che l’80% dei settori li siano per italiani o che in A non giochino più di 7-8 stranieri, dico numeri solo a mo’ d’esempio. È già successo”.

È preoccupato dalla violenza dei italiani?
“Molto. È successo a o, e prima ancora con la Lazio a Varsavia. Non vorrei che fra qualche tempo Uefa e Fifa ci escludessero dalle competizioni internazionali e dicessero: fermatevi per qualche anno in Italia. Non avremmo neanche il problema di andare avanti in … Questo è un problema serio, siamo coinvolti tutti, non dobbiamo girarci dall’altra parte ma rimarcarlo sempre”.

Qual è il sogno di Prandelli nel 2014?
“Quando sogni diventi bambino, il sogno non ha età. Dico sempre ai miei ragazzi: se sognate, fatelo in grande, non abbiate paura di esagerare o di essere presuntuosi. Il mio, di sogno, sarebbe di vincere il Mondiale. Sono convinto che i pensieri belli sono contagiosi, certe volte ha funzionato”.

Cosa pensa del nuovo segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi?
“Il sindaco di sta facendo grandi cose, sta già svecchiando. Ma proprio per questo mi sorge il dubbio: si sente ancora amico di un ct over 50? Aspetto risposta…”.
E la risposta di Renzi non ha tardato ad arrivare: “Cesare? Un amico per sempre e un
maestro di valori. Ma vedendo come sta in forma e come sto io, temo che alla fine sarà lui a rottamarmi”

(Francesco Saverio Intorcia per repubblica.it)